Ecologia della mente: “L’etica è logica, la felicità è analogica…”

Risultati immagini per Etica e felicità...
 
Etica e felicità… L’etica appartiene al ragionamento e quindi al cervello logico mentre la felicità è connaturata nell’inconscio, quindi fa parte del cervello analogico. L’Uomo, come tutti gli altri animali è felice di vivere per sua propria natura…
*
Vediamo cosa dicono i recenti studi scientifici basati su tecnologie, dette ‘Brain imaging’, che permettono di vedere quali parti del cervello si mettono in funzione maggiormente durante certi pensieri, parole e azioni. Da queste‘mappe del cervello’ risulta che il pensiero razionale e il linguaggio attivano nella maggior parte dei casi l’emisfero sinistro, che è simile a un computer, in quanto accumula i dati delle esperienze in memoria e li ripete su richiesta. La parte destra del cervello è attivata dalla musica, dal linguaggio non-verbale, che è fatto di intonazioni della voce, sguardi, gesti, mimica facciale, ecc. e dalla creatività, che è la combinazione originale di elementi presenti in natura…
*
Purtroppo nella società moderna, soprattutto in seguito al predominio della scienza razionalista (ed ella cultura maschilista) ha preso il sopravvento la parte giudicativa della mente, da qui il grande passo avanti delle religioni monoteiste, della arroganza dell’uso nei confronti delle altre creature e della natura. In tal senso è illuminate la lettura de “Il Limite dell’Utile” di Battaille. 
Ma  ad una prima analisi superficiale appare strano che anche il cosiddetto “animalismo” e “veganesimo” facciano parte di un ragionamento.  A dire il vero, malgrado si pongono in opposizione (apparente) con la sopraffazione maschilista e patriarcale, in realtà ne sono un contraltare. Da una parte si opprime considerandolo un proprio diritto e dall’altra si difende in considerazione della propria “superiorità”  ideologica (etica).
*
Nel Hua Hu Ching è detto: “Agli altri esseri comuni spesso si richiede tolleranza. Per gli esseri integrali non esiste una cosa come la tolleranza, perché non esiste nessuna cosa come le altre. Essi hanno rinunciato a tutte le idee di individualità e ampliato la loro buona volontà senza pregiudizi in qualunque direzione. Non odiando, non resistendo, non contestando. Amare, odiare, avere aspettative: tutti questi sono attaccamenti. L’attaccamento impedisce la crescita del proprio vero essere. Pertanto l’essere integrale non è attaccato a nulla e può relazionarsi a tutti con una attitudine non strutturata”.
*
Nel taoismo, che non è propriamente una religione e nemmeno una filosofia, ma una forma di naturalismo vissuto senza enfasi, si indica l’astenersi dagli eccessi, sia in positivo che in negativo, come un naturale atteggiamento di vita. Si comprende il bene ed il male ma non si predilige né l’uno né l’altro. Il bene (yang) ed il male (Yin) sono i due aspetti del manifestarsi della esistenza su questa terra. Ed è per questa ragione che i taoisti irridevano il buon Confucio che da razionalista convinto spingeva per un’etica sociale e politica, mentre essi si limitavano a permanere nella propria natura originale. Rispettando le propensioni naturali, non acquisite quindi per convenienza utilitaristica…
*
La felicità è la nostra vera natura, affermava Osho, e la ricerca della felicità è un modo per oscurarla e nasconderla. Infatti in un antico proverbio calcatese si dice “Il meglio è nemico del bene”…  poiché perseguendo l’ipotetico meglio non si vive il bene che è a portata di mano. Prova ne sia anche a livello legislativo la continua immissione di leggi nella società che non fanno altro che rendere la giustizia sempre più cavillosa ed impraticabile.
*
Forse andrebbe recuperato il fantastico ed il poetico  anche nella nostra vita sociale e produttiva… Quella poeticità, che nel mondo antico caratterizza la forma dell’interrogarsi dell’uomo sul reale e sul senso delle proprie esperienze, è spia significativa di una ORIGINARIA CONCORDIA tra una spontanea accettazione dell’altro (non semplicemente etica) e la felicità innata  che con la razionalità  finisce con l’essere dimenticata. 
*
Occorre superare il  distacco che ha portato quasi a naturalizzare il conflitto tra  poesia e  retorica, e ciò senza voler efficientemente promuovere ed affermare e ri-pensare la verità della gioia  in quanto risultato di una  concezione “etica“.
*
“L’uomo che non voglia far parte della massa non ha che da smettere di essere accomodante con se stesso; segua piuttosto la propria coscienza che gli grida: ’sii te stesso! Tu non sei certo ciò che fai, pensi e desideri ora’. Ogni giovane anima sente giorno e notte questo appello e ne trema; infatti presagisce, rivolgendo il pensiero alla sua reale liberazione, la misura di felicità destinata dall’eternità; felicità che non riuscirà mai a raggiungere se incatenata dalle opinioni e dalla paura. E quanto assurda e desolata può divenire l’esistenza senza questa liberazione! Nella natura non c’è creatura più vuota e ripugnante dell’uomo che è sfuggito al suo genio e ora volge di soppiatto lo sguardo a destra e a sinistra, indietro e ovunque. Un tale uomo alla fine non lo si può neppure attaccare: è solo esteriorità senza nucleo, un marcio costume, pitturato e rigonfio, un fantasma agghindato che non può ispirare paura e tanto meno compassione.” (Friedrich Nietzsche)
 *
 Paolo D’Arpini e Vittorio Marinelli – Rete Bioregionale Italiana
 
Risultati immagini per treia Paolo D'Arpini e Vittorio Marinelli
Annunci

L’uomo di conoscenza ed i “Succhi alchemici”

Immagine correlata
“L’Uomo di Conoscenza (uomo o donna che sia), impegnato ed impeccabile,
osserva gli eventi, le situazioni, senza farsene prendere e coinvolgere più
di quel tanto; per lui nulla del quotidiano è importante o troppo
importante, se pur a tutto può prender parte …
… gioie, dolori, successi, insuccessi, non lo travolgono ..
… egli non ha famiglia, non ha patria, non ha ideologia, che lo
condizionino, se pur abbia delle preferenze e delle simpatie …
… ancor meno si assilla alla sua storia personale e sola autentica
relazione con gli altri è quella “follia controllata”, per cui recita
la sua parte, nel ruolo della società, così come la reciterebbe sulla
scena, e in effetti si tratta di recitarla sulla scena della vita. “
 
“Il buon attore sta bene attento a come si comporta quando recita e nella
interpretazione del personaggio che impersona non dimentica ovviamente sé
stesso, ragione per la quale è come sdoppiato.
Altrimenti si alienerebbe nel personaggio.
Orbene, nel quotidiano, sii attento a vivere le tue esperienze e a
comportarti come un attore consumato, nella presenza del Nume in te, pur
nell’anagrafico, nel biografico di quella “persona”, di quella maschera
che sei al secolo; ergo disidentificato da essa e identificato al dio in te,
al divino che incarni, e che al redde rationem o rendiconto è lo stesso Dio
in/di ognuno.

La situazione dell’Uomo di Conoscenza è certamente drammatica, per il
rischio della dissociazione mentale, epperò non c’è altra Via per salvare
dall’affogare nel quotidiano, nel profano, e morirvi, ciò che tale non è.
La morte del dio è la vera morte…”
– Da “Succhi alchemici” di Giammaria

Terre sacre indiane sconsacrate da Donald Trump per dar via libera allo sfruttamento…

Immagine correlata

Donald Trump cancella gran parte del Bears Ears National Monument, area protetta e ordina la riduzione del 47% del Grand Staircase-Escalante. Una decisione che di fatto abolisce limiti e restrizioni nello sfruttamento delle terre dei nativi americani e manda su tutte le furie gli ambientalisti.

Che significa? Significa in breve che tutte quelle aree, attualmente abitate dagli ultimi Indiani Nativi Americani discendenti dei popoli sterminati con la forza bruta dai colonizzatori bianchi a partire da quel lontano 1492, che fino a ieri erano aree protette da trattati firmati dal governo U.S.A, da oggi, grazie alla decisione di Trump, potranno essere deforestate, sfruttate, cementificate, inquinate, il tutto a “norma di legge“.

Gli Indiani che ora abitano li saranno di conseguenza ancor più ridotti in schiavitù. Le sacre aree dove raccoglievano le loro erbe medicinali potranno essere irrimediabilmente compromesse.
I loro corsi d’acqua potranno essere deviati o sfruttati per la costruzioni di centraline per rubare loro l’acqua e portarla alla “civiltà”.

Trump, orgoglioso della sua scelta, ha definito la sua mossa come una ‘decisione storica’ e di fatto lo è, perché mai nessuno, da quando è stato istituito l’Antiquities Act, ovvero nel 1906, (che conferisce al presidente la facoltà di dichiarare aree protette), ne aveva abolita una.

Ma allora quanto valevano quei trattati firmati da gli Indiani sopravvissuti ai massacri da parte dei coloni e il governo degli Stati Uniti d’America? Meno di niente.


Immagine correlataLa sete di potere dei colonizzatori bianchi dopo più di 500 anni non è ancora finita, ed ora, nell’era della libera informazione, dove le menzogne non passano mai inosservate, l’America da ancora una volta prova della sua falsità, infrangendo quei stessi trattati che lei stessa aveva scritto.

La persecuzione indiana continua in nome delle estrazioni di gas e petrolio dalle terre sacre dei Nativi, nonostante da oltre 100 anni abbiamo fonti di energie pulite, che, volutamente e per motivi ovvi, ci tengono nascoste.

La decisione di Trump è anche una vittoria per tutti i mostri petroliferi delle Multinazionali, che ora vedono le terre indiane come un piatto ricco per i loro profitti.

Un bellissimo discorso sulle “energie pulite”  tratto dal film  Sfida tra i ghiacci:   https://youtu.be/CworOfYGU3c
Certo è che il popolo indiano non starà fermo a guardare e anche se ben consapevole di essere solo una goccia che lotta contro la furia di un oceano oscuro e crudele, non si arrenderà mai e poi mai. Gli indiani hanno sempre lottato e sempre lo faranno, nonostante la repressione subita, le botte, gli arresti, le persecuzioni, lo hanno dimostrato anche nella lotta al gasdotto nel 2016-2017, lo dimostreranno ancora e ancora…
Daniele Reale

Socrate, natura, società e democrazia

Cari Paolo e Caterina. Mi incuriosisce il tema scelto da Ferdinando Renzetti il quale tenta di rievocare Socrate, niente di meno 470 anni a.C.

(vedi:  https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/12/05/discussione-filosofica-su-socrate-e-sulla-separazione-tra-corpo-e-anima/)

mentre personalmente dubito fortemente della storia descritta sui testi ufficiali e delle tante bugie riportate sui giornali dell’oggi, dove persino la scienza si muove su cuscini d’aria per incertezze e contrapposizioni in continuo cambiamento.

Sulla morte di Socrate a torto o a ragione sempre ammettendo che sia esistito, bisogna convincersi che gli interessi personali o di gruppo, guidano l’essere in modo che ogni cambiamento rivoluzionario dei sistemi in uso, destano paura, specialmente per quelle tipologie di interessi risaputi illogici o speculativi, che condizionano l’umanità nel far sopravvivere il più a lungo possibile filosofie azzardate o di personali interessi.

Sempre secondo il mio parere, penso che Caterina ha azzeccato in pieno, di cui anche Paolo condivide il medesimo pensiero, sostenendo che la gente evita di inoltrarsi in argomentazioni serie perché in Filosofia e in Politica, non si sa quali sono le cose serie, quelle buffe o fumogene, quindi è meglio tacere o armarsi di bastoni per non essere presi in giro.

Ritengo Caterina è Paolo troppo saggi nella loro definizione, mentre io mi lancio confermando che la gente ha imparato a capire che il mondo è stato volutamente trasportato verso il criterio generalizzato che tutto ciò che ci circonda è “relativo”, spinto da interessi del Potere, soggetto a diversificazioni di pensiero originate sulle basi del sapere individuale, con informazioni e disinformazioni, molte delle quali senza certezze, formulate su ideologie per sostenere realtà non comprovate, semplicemente per descrivere concetti atipici sostenuti da una maggioranza di Potere per scopi di interessi di parte.

Emilio Salgari, Alexandre Dumas e tanti altri con capolavori letterari da brivido senza mai uscire dal proprio nido, hanno dimostrato il valore della loro immaginazione trascinando le masse nel credere a ciò che piace.

Una delle verità più realistiche ma largamente discutibili di tutti i tempi è “l’amore”, nelle sue forme più varie che ogni creatura sprigiona in determinati momenti, senza che questo coinvolga l’essere ad una forma perpetua di effusioni, ad esempio: l’amore dei genitori verso il neonato, verso la persona amata, verso un amico, verso il credere senza dubbi o l’amore per la guerra, per il soldo, ecc.

Quante madri o padri che hanno tanto amato sino alla follia la propria prole, la propria compagna/o, ad un certo punto della vita e per ragioni le più immaginarie attraverso il tempo, hanno persino maledetto il proprio figlio, il proprio sangue, la propria carne, i propri errori passati.

Di filosofie ve ne sono da riempire i mercati internazionali di immaginazioni del pensiero, idee, e convinzioni veritiere o fasulle subordinate all’ambiente o al modo di vivere che il tempo renderà grazie, mentre al di sopra di ogni convinzione realistica affievolita da interessi diversi regna già dal 500 a.C un semplice uomo, non messia, non inviato dal Cielo, un certo Confucio, il quale aveva già scoperto la soluzione per vivere felici ed in pace con tutto il creato “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”.

La migliore forma di Democrazia a se stante senza ombre e senza spiritismi.

Lo sviluppo delle Religioni apparentemente avevano tutt’altro scopo, indotte a soffocare il passato per introdurre  nuove filosofie atte a penetrare nel profondo dell’essere attraverso l’anima e la coscienza, per impadronirsi dello spirito per fini di gloria e poter creare l’impero universale dei vivi, accompagnandoli sino alla morte per ereditarne gli averi, facendo leva sin dalla nascita sui pargoli con teorie del possesso totale dell’individuo, distribuendo penitenze, sacrifici, preghiere e paure, rendendo l’umanità alla mercé di profonde convinzione nell’appartenere alla stirpe dei grandi peccatori timorati di Dio.

Nel passato si andava nei luoghi di culto pregando in Latino, dove i bambini ma anche gli anziani non sapevano neppure il significato di quelle preghiere rivolte ad una entità astratta, mentre la Natura che continuiamo a calpestare è indiscutibilmente il nostro tutto.

Ritornando a Socrate il divin maestro di tutti i tempi, almeno come ci è stato descritto, fu uno fra i maggiori ideatori e sostenitori di battaglie risonanti formulate sul far fiorire il pensiero comune incentrato sulla Democrazia, descritta come una forma di pensiero d’oltre tomba che invitava al cambiamento, con nuove soluzione del Potere Politico e Amministrativo con maggiori opportunità, impostandolo sulla cooperazione di tutti i cittadini con la totale sovranità del Popolo. Concetto che non piacque al Potere.

Agli effetti reali quella Democrazia pura tanto sognata da Socrate, col tempo si ramificò in diverse soluzioni rappresentative quali pseudo Democrazie Imperiali, false Democrazie Monarchiche, Totalitarie, Repubblicane, Socialiste, Comuniste, Spirituali, di Destra, di Sinistra e di Centro o Estremiste, ecc., tutte considerate Democrazie, con maggioranze ideologicamente figurative sostenute da individui aggregati a Bande ben Organizzate ed altamente preparate per distorcere e convincere il pensiero del tutto diverso dal significato originale, impostandolo su interessi di Gruppi del momento dove anche il 20% di disinformati forma la maggioranza Democratica.

Esempi evidenti di nuove forme di pseudo Democrazie le stiamo vivendo ancora oggi nel nostro Paese, dove per Democrazia si intende un Presidente del Governo piovuto da non si sa dove, il quale forza una Repubblica Parlamentare ad accettare a pieno il suo pensiero totalitario attraverso la fiducia, a costo di mandare tutti a casa.

Cari Signori Onorevoli, la Democrazia vi offre rimunerazioni privilegiate oltre all’immunità Parlamentare, per sostenere il Governo nelle intrecciate operazioni di interessi di gruppo, lungi dagli interessi del popolo.

Questa forma di Democrazia non corrisponde minimamente al pensiero originale di Socrate e fra le tantissime utopie in circolazione potremmo benissimo sostenere che la crisi attuale che incalza da qualche anno senza possibilità di ripresa, è opera del Cielo o la maledizione di Socrate, per il non rispetto dei diritti umani e del marciume generale diffuso con scandali e corruzione continue che coinvolgono il nostro Paese nell’assoluta impunità.

Anthony Ceresa

……………………

Commento/risposta di Ferdinando Renzetti:
“Qualcosa si muove! Sono d’accordo con Antony Ceresa su Confucio e altro, mi piace filosofeggiare, ho apprezzato il modo in cui Paolo ha introdotto il tema del dialogo (http://paolodarpini.blogspot.it/2017/12/la-dolce-morte.html).
Si parla poco di Socrate, penso che abbia scritto le storie fantastiche più
belle nella storia della umanità. Mi piacerebbe sapere quanti hanno disegnato
fumetti sul mondo delle idee o sul mito della caverna o una riduzione tipo
fiabe per bambini, eppure nella storia della filosofia Socrate ha influito tantissimo e risulta figura fondamentale, mi pare che si chiami ermeneutica la nuova disciplina che si base sulla reinterpretazione della filosofia socratica.
Qualcuno mi sa dire se esiste un film sulla vita di Socrate?

Come già detto ho girato diverse librerie, trovato nulla, mi sembra che abbia dettato tutto lo sviluppo culturale dell’umanità, quindi per la sua importanza vorrei trovare non dico una libreria ma almeno uno scaffale pieno di libri su Socrate. L’unico che ho trovato è il libro sugli aforismi socratici.
Poi è famoso il busto che lo ritrae con la barba mi pare. Niente altro. 

Nell’immediato futuro spero diventi una delle figure più importanti e studiate in assoluto. per questo motivo avevo lanciato quell’idea che può sembrare astratta tra new age ateniese e new age americana.

…………………..


Mia rispostina: ““Visto che siamo in tema, passiamo al pensiero Platonico, che sorge da quello socratico:http://paolodarpini.blogspot.it/2010/12/platone-e-considerazioni-sullomogeneita.html

…………………….

Commento di Giorgio Vitali:
Finalmente qualcuno, ed è proprio il benvenuto, ha riaperto il discorso su Socrate. Alla luce di quanto fino ad oggi sono andato leggendo e meditando, ed in relazione alle nuove conoscenze di sociologia , semantica, antropologia religiosa, ritengo utile esternare alcune mie considerazioni, che inevitabilmente PARTONO da SOCRATE, perché Socrate, ce lo permettano i PRESOCRATICI, Poeti Pensatori di un’epoca espressivamente MITICA, è all’origine dell’evoluzione del pensiero dalla classicità ai giorni nostri. Per l’importanza che questa FIGURA IDEALE ha nell’evoluzione del pensiero platonico fino ai giorni nostri, per la persistenza del personaggio nei DIALOGHI platonici, siamo indotti a pensare che si tratti di una FIGURA ideale umana, al quale Platone attribuisce QUALITA’ che, espresse astrattamente, NON potrebbero rappresentare un autentico INSEGNAMENTO. IL principio, PLATONICO per eccellenza, è proprio questo: l’uomo apprende attraverso l’esempio concreto di un altro uomo QUALITATIVAMENTE SUPERIORE, il buono ed il bello. E, proprio per questa ragione, l’uomo superiore MUORE, perché si INVERA MORENDO. Meglio ancora: morendo a causa delle ingiustizie umane, meglio: delle ingiustizie di chi detiene il potere. Ma il GIUSTO accetta di morire ( è appunto il caso di SOCRATE) perché il suo intimo senso di GIUSTIZIA lo mette in condizione di SCINDERE la Legge in quanto tale da chi ARBITRARIAMENTE la impone. Infatti, Socrate potrebbe sottrarsi alla morte, ed invece l’accetta. Ma non passivamente.

Nel comportamento socratico, nel suo insegnamento, concentrato nei DIALOGHI più significativi, c’è tutto Platone. Quell’ IDEATORE della concezione spirituale dell’uomo che è ancora alla base dell’essenza unificante di tutte le religioni e struttura di ogni manifestazione di pensiero filosofico. Infatti non esiste ricerca del vero che non si basi sul presupposto che la VERTA’ possa essere raggiunta col pensiero. Di qui anche la pratica maieutica, comune anche alle filosofie yoga, di ricercare il se stessi la FONTE della verità.Conformemente ANCHE al pensiero classico. ( Gnoti seautòn). Il platonismo è presente nella cultura vivente per tutto il periodo classico e trova una nuova forma espressiva col NEOPLATONISMO alessandrino (forma sincretistica di tutte le credenze e di tutti i PENSATI presenti in quel contesto sociale) , alla base della kultur imperiale romana. Il Neoplatonismo, ancor più intriso delle forme-pensiero dell’epoca, risorgerà nel 400-500 europeo, soprattutto italiano, dando vita alla RINASCENZA ( vedi: creazione dell’uomo di Michelangelo nella Cappella Sistina).  Socrate pertanto, inverando il pensiero platonico, rappresenta la PRIMA INCARNAZIONE. La SECONDA INCARNAZIONE è CRISTO. INFATTI è EVIDENTE CHE TUTTO IL MITO DI CRISTO, A COMINCIARE DAGLI EVANGELI, consiste nella seconda incarnazione del pensiero di Platone. Negli evangeli, raccolta di detti, parabole ed atti concentrati in ipotetici TRE ANNI, nulla si discosta dal pensiero neoplatonico ( compresa l’influenza pitagorica: Leggere: Leonardo Ferrero, Storia del Pitagorismo nel Mondo Romano, VICTRIX, www.victrix.it). Perfino certi comportamenti sono riconducibili al mito socratico. L’ultima cena, ad esempio, è ricalcata sul Convivio. ( Ma anche:Fedone, Simposio e Fedro)  La Morte di Cristo, morte del Giusto ingiustamente accusato di bestemmia, è quella di Socrate (o di Seneca, lo stoico neoplatonico, AUTORE della SINTESI FILOSOFICA DEL NEOPLATONISMO, suicida per ordine di Nerone, contemporaneo alla vicenda cristica, come Filone di Alessandria) che si sacrifica per l'”Umanità”. Si sacrifica infatti PER ESSERE D’ESEMPIO. GV.”       

Discussione filosofica su Socrate e sulla separazione tra corpo e anima

 
“…caro Paolo, vorrei introdurre un tema o un dibattito che mi è molto caro, non con te personalmente, ma con tutte le persone che scrivono sul tuo blog di spiritualità e filosofia, su Socrate visto che è nome che cito spesso in quel che scrivo. 
 
Mi piacerebbe sapere che ne pensano gli altri.  Non so quale è il modo migliore per far interagire le persone, tu sicuramente sei più bravo di me.  Comunque il tema riguarda la condanna a morte di Socrate da parte del tribunale degli ateniesi in quanto le sue storie o la sua filosofia erano considerate nocive per la gioventù ateniese. La critica nicciana soprattutto in la nascita della tragedia dove il dualismo socratico viene considerato come la causa dell’inizio di tutti i mali della umanità.  La separazione tra corpo e anima ripresa dal cristianesimo che ha portato a vivere il corpo come peccato, fino alla catarsi aristotelica attuata nella tragedia greca nella spirale energetica tra coro spettatori e scena teatrale, praticamente gli spettatori all’interno della spirale anche architettonica teatrale si affacciavano sul bordo del cosmo ritraendosene spaventati e tornando alla vita quotidiana risollevati. 
 
Catarsi ripresa dal cristianesimo durante la celebrazione dell’ostia trasformata in corpo di Cristo. e poi sulla onda delle storie cosiddette new age se le leggende legate a Nibiru quinta  dimensione, la proiezione olografica in cui secondo queste voci saremmo immersi son in qualche modo assimilabili ad alcuni temi della filosofia socratica tipo iperuranio mondo delle idee mito della caverna ecc, in un certo senso Socrate è stato anticipatore di temi della new age contemporanea o addirittura viaggiando con la fantasia fosse già venuto a conoscenza di queste storie fantastiche e le avesse in qualche modo tradotte in filosofia. 
 
Non so se e’ chiaro il mio ragionamento, vedi un po’ tu Paolo come  introdurre nel migliore dei modi questo confronto tra persone interessate a questi  temi (forse ho messo troppa carne sul fuoco). 
 
P.S.  Sto arrivando!  Con la mente sono già partito per Treia per partecipare alla Fierucola delle Eccellenze Bioregionali:  https://auser-treia.blogspot.it/2017/12/espositori-e-interventi-culturali-alla.html
Mi viene da ridere, penso a qualche anno fa quando  il grande scrittore Peter Handke era stato scelto come premiato al festival scrittori per il cinema Ennio Flaiano a Pescara. Lui arrivò qualche giorno dopo il festival perché viaggiava a piedi e quando aveva ricevuto la notizia del premio da ritirare, mesi prima, si trovava in Turchia…”
 
Ferdinando Renzetti – f.renzetti@casediterra.it 
L'immagine può contenere: cappello
 
……………
 
Mia rispostina: “Caro Ferdinando, grazie per la fiducia che riponi in me…  però debbo confessarti di non essere poi così bravo a sollecitare un riscontro su determinati argomenti “filosofici”. Anzi… faccio molta fatica a raccogliere pareri su qualsiasi argomento e spesso mi sono chiesto anche perché, assieme alla mia compagna Caterina. Sopratutto vedendo, ad esempio su fb, che qualsiasi cazzata viene postata riceve  decine e decine di commenti e mi piace, e la stessa cosa avviene sui blog di gossip ed affini. Al contrario i nostri articoli “impegnati” vengono perlopiù ignorati od al massimo ricevono un commento o due dagli “affezionati”. Caterina dice che la gente si vergogna di parlare di cose serie perché non saprebbe che dire..  Io penso che forse ha ragione, anche perché se vado a controllare quante letture ci sono state sui vari blog (che utilizziamo per la pubblicazione dei nostri testi) vedo che le letture non sono poi  poche, superano sempre il centinaio… Ed allora perché i lettori tacciono? Boh, misteri della comunicazione telematica… 
 
Paolo D’Arpini
Risultati immagini per circolo treia paolo d'arpini
  1. Commento di    Franca Oberti

    Ebbene eccomi qua… troppo stimolanti le provocazioni… in fondo credo di essere un’affezionata… tutto non ho capito, ahimè, ma almeno ci provo. I miei studi sono limitati, sono un’autodidatta che ha faticato molto per arrivare a certe conoscenze. Tanti come me, ma con meno faccia tosta, probabilmente non osano intervenire in certi dibattiti che ritengono al di sopra delle loro possibilità. Io ci provo sempre, chiedendo aiuto, cercando di imparare e dichiarando che non so e vorrei sapere. Ho trovato tanti “maestri” e spesso mi inserisco magari un po’ a sproposito, ma poi trovo anime buone che insegnano e questo mi rende felice. Pochi giorni fa ho postato ad amici cattolici una frase di Osho che ritenevo da analizzare, le risposte (..acce) che mi sono arrivate non le pubblico qui, ma devo dire che qualcuno riesce ancora a farti sentire “sporca” e pronta per il rogo! E questo, a mio avviso, perché non hanno abbastanza umiltà per dire che non sanno tutto quello che dovrebbero sapere su tanti, lontani dal loro pensiero quotidiano. Triste. Pazienza, io ci provo sempre! E sempre mi allineo al pensiero di Caterina, molto affine al mio. Un abbraccio a tutti!

…dal diario di bordo del Circolo vegetariano VV.TT.


Spulciando fra gli appunti dal diario di bordo del Circolo vegetariano VV.TT. ho scoperto un’analisi sulle “coincidenze” e collegamenti fra le qualità degli specifici anni ed i modi espressivi delle azioni compiute in sintonia con quegli elementi.

Nel 2002 scrivevo questi appunti che di seguito vi sottopongo:

Perché durante il 1992 e 1993 c’è stata una così ampia messe di articoli? L’ho scoperto esaminando dall’oroscopo cinese l’elemento di quegli anni, entrambi d’acqua, i successivi due anni, ‘94 e ‘95 che sono anch’essi alquanto pieni hanno l’elemento legno, poi il ‘96 e ‘97 che sono marchiati dal fuoco, seguiti dal ‘98 e ‘99 con la terra ed i micidiali 2000 e 2001 con il metallo. Con il ritorno dell’acqua, cavallo 2002 e capra 2003, sento che la comunicazione potrà riprendere a fluire smootly. Eppure oggi 26.2.02 c’è stata per la seconda volta la contaminazione di un virus nel computer di Roberto Caivano, che invia le Email per conto del Circolo. Un virus bizzarro che pesca nei reparti segreti della memoria ed invia come Email lettere personali e segrete o messaggi inventati anche di carattere erotico. Poi pian piano il programma impazzisce, perde pezzi, sino a non rispondere più ai comandi.

Sicuramente la vecchia penna procura meno guai, l’unico inconveniente essendo la fine dell’inchiostro. Ricordo ancora come da bambino scrivessi con una penna di legno, intingendo il pennino dentro un calamaio, le dita sempre sporche d’inchiostro e spesso anche il foglio. Poi cominciò il momento della penna stilografica anche questa però perdeva inchiostro da vari punti (dal pennino e dalle giunture), giunse la bic, la biro, ma anche con questa bisognava stare attenti al defluire dell’ inchiostro dal fondo e dalla punta. Quando le penne iniziarono a scrivere senza perdere inchiostro avevo già finito di andare a scuola. Insomma pare che ogni epoca abbia avuto i suoi problemi… quella presente ha i virus telematici o la censura. Mi chiedo, nel caso che, come farei a continuare questo diario che scrivo al computer, dovrei ricominciare con la penna? Divertente, ma non troppo se penso alle correzioni….

Il mio numero simbolico è il 9, l’ho scoperto a Roma nel 1950/51 in prima elementare allorché avendo imparato a memoria la lezione di religione, chiedevo di essere interrogato per prendere un bel 10, la cosa non funzionò giacché mi impappinai su una parola e presi 9. Ritornai al banco e ripassai la lezione bene bene, ripetei a mente tutto e chiesi ancora di essere interrogato. Che disdetta, ancora una volta mi impappinai e mi fu confermato il 9 di prima. Volli ancora riprovarci dopo aver ulteriormente ripassato il testo, sicuro stavolta di farcela, ma la maestra mi disse che non mi avrebbe più interrogato e mi lasciò il 9, con mio grande disappunto e frustrazione. Poi ancora sempre verso quegli anni venne a trovarci un giorno lo zio Fausto, che distribuì a ciascun bambino, le mie sorelle e cuginetti, 10 caramelle. Purtroppo quando venne il mio turno erano rimaste solo 9 caramelle e quelle ebbi da mio zio. le mie proteste servirono a poco egli mi disse “le caramelle rimaste son queste e queste ti toccano”.

Ricordo che quella volta ero proprio arrabbiato, scesi giù nel giardino condominiale e regalai tutte le caramelle (meno una che mangiai subito…) ai bambini che stavano lì, con loro grande gioia. Un’altra volta accadde qualcosa di simile quando andai per la prima volta in India, mi trovavo all’ashram di Muktananda, in uno stato di pieno zelo, in quei mesi sentivo la forte presenza della Grazia del Guru, stavo vivendo momenti di grande enfasi spirituale. Avevo messo ‘in naftalina’ ogni altro desiderio dedicando tutte le mie attenzioni alla pratica spirituale. Un giorno fui preso da un raptus di golosità ed acquistai al chaishop (negozietto del tè) 10 monete di menta bianca, ne misi in bocca subito una, con grande avidità, poi mi diressi verso la porta dell’asharam, appena entrato vidi Baba seduto lì all’ingresso ed improvvisamente mi ricordai della mia lotta per il 10. Una mentina era nella mia bocca, le altre 9 nella mia mano. Mi avvicinai al Guru pensando “fammi vedere tu che son 10″ e tesi la mano verso di lui, Baba aprì la sua e prese nel palmo le mentine, sorrideva, io mi girai di scatto ed entrai nell’ashram senza più voltarmi indietro.

Insomma pare proprio che il 9 sia il mio numero, tra l’altro è anche il numero d’ordine della scimmia che dice: “Io sono l’esperta viaggiatrice del labirinto, il genio dell’alacrità, la maga dell’impossibile. Il mio cuore è colmo di potenti magie e sa gettare cento incantesimi. Io esisto per il mio piacere. Io sono la scimmia”. Muktananda era nato scimmia di terra del 1908 ed io son nato scimmia di legno del 1944. Buon per noi.

Intanto ritornando al 1993 continuo a sfogliare pagine e pagine sulle iniziative del Circolo, come la festa del grande cocomero o l’ostello per animali erbivori o l’ampliamento del parco del Treja o l’istituzione dell’anagrafe canina o proposte sull’energia rinnovabile o gli scavi archeologici dell’agro falisco o l’alimentazione vegetariana o l’arte e la cultura locale ed internazionale o problemi d’inquinamento da traffico o stereotipi vacanzieri su Calcata o storie sulla montagna sacra del Soratte o sul come dipingere annusando o sulla salvaguardia degli antichi mestieri o sulla filosofia dell’uomo. Insomma su tutti quegli argomenti che sono riuscito a ri-trasmettere, con fantasia e caparbietà su quasi tutti i giornali, sulle agenzie di stampa, sulle reti televisive e radiofoniche. Forse sarà ancora quella caramella che deve essere digerita, chissà.

A questo punto dovrei ricominciare a trascrivere qualcuno di questi articoli. Se lo facessi potrebbe essere un’altra prova una dimostrazione, un tentativo postumo di sentirmi gratificato… Mi sia concesso di non farlo. Mi sia concesso di essere creduto o non creduto, che tanto è lo stesso. Questo il simbolo di una volontà che non ha qualificazione, una volontà basata solo sull’immediato presente.

Paolo D’Arpini

Il glifosato uccide… Con cinque anni di proroga al diserbante l’Europa ha tradito il mandato dei cittadini

“La proroga di cinque anni per un erbicida sospetto di cancerogenicità è la negazione totale del principio di precauzione su cui sono nate le politiche di tutela ambientale e della salute dell’Unione Europea. Il comitato che ha esaminato la richiesta ha concesso oggi pomeriggio la proroga soprattutto grazie al fatto che la Germania si è schierata a favore dei 5 anni. Una brutta pagina anche per il governo tedesco, che lascia pensare al fatto che dopo l’acquisizione di Monsanto da parte della Bayer, il governo di Berlino pensi alla protezione dell’ambiente e della salute in maniera nettamente più tiepida che in passato”. E’ molto dura la reazione della Coalizione italiana StopGlifosato, espressa dalla portavoce Maria Grazia Mammuccini.

“Il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato per altri 5 anni rappresenta un’autentica truffa ai danni dei cittadini europei e dell’ambiente. Le 51 associazioni che fanno parte della Coalizione, assieme al grande movimento di cittadini che si sono mobilitati in Italia e in Europa, aveva chiesto lo stop immediato per una sostanza sicuramente dannosa, al di là delle polemiche sulla cancerogenicità. Come sappiamo, i cosiddetti Monsanto papers hanno svelato le pressioni e le interferenze della multinazionale produttrice sulle istituzioni di controllo europee”, continua Mammuccini.

“Ci pareva comunque sensata la proposta del governo italiano che proponeva un’uscita definitiva entro il 2020, una proposta che teneva conto delle esigenze dei cittadini di difendere la propria salute e della tutela degli ecosistemi naturali, garantendo i tempi necessari per l’esaurimento delle scorte. Non è andata così: la proroga non sembra contenere una clausola di cessazione per l’uso del glifosato e non introduce limitazioni specifiche in relazione alla tutela degli ambienti acquatici, in aperta contraddizione con gli obiettivi della Direttiva UE sulle acque e le Direttive UE sulla Biodiversità, Habitat e Uccelli. C’è chi spera che l’opinione pubblica dimentichi il glifosato in questi 5 anni. Non sarà così. Già ora l’impegno dei cittadini ha evitato che la proroga fosse addirittura di 10 anni, come proposto dalla Commissione Europea. Di fronte alle istituzioni UE si apre anche il problema dell’ICE, l’iniziativa dei cittadini europei contro il glifosato che ha raccolto un milione e 300 mila firme in 4 mesi. Noi – promette la portavoce della Coalizione – terremo alta la pressione sia a livello nazionale che internazionale”.

A cura di Franco Ferroni