Treia – Adesione del Circolo vegetariano VV.TT. alla Settimana Mondiale per l’abolizione della carne (dal 24 al 1 giugno 2014)

Domenica 25 maggio 2014 -in adesione alla Settimana mondiale per l’abolizione della carne che si tiene dal 24 maggio al 1 giugno 2014- ed in concomitanza con le elezioni comunali ed europee, saremo presenti a Treia davanti il seggio elettorale del centro storico con volantini per sensibilizzare le persone alla dieta vegetariana.

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 Testo di riferimento:

ALIMENTAZIONE NATURALE   di Paolo D’Arpini

La nostra pratica di vita quotidiana ci ha insegnato a riconoscere il valore e l’importanza del cibo. Sia nella sua produzione che nel modo di consumarlo. Se il nostro cibo è caricato di energia spirituale naturale, che viene cioè da una spontanea manifestazione vitale, è sicuramente idoneo a mantenere il nostro equilibrio psicofisico. Questo cibo è quello che cresce nel luogo in cui viviamo (bioregione), in modo il più possibile naturale, e che viene consumato nella sua propria stagione di maturazione, in quantità moderate. Una dieta “satvica” (cioè spirituale) è basata su vegetali, cereali, legumi, frutta, semi, miele, latte materno… Questa è la dieta naturale dell’uomo, come dimostrano gli studi sull’anatomia comparata del compianto professor Armando D’Elia dell’AVI, e questa è la nostra dieta. Ma non per un fatto ideologico è solo una risposta spontanea alla propria natura. Quindi perché definirci “vegetariani”? Non potendo usare altra definizione (ecologicamente integrato… bioarmonizzato..?) ci diciamo vegetariani.

Per quanto riguarda la produzione del nostro cibo il primo passo da fare è divenire consapevoli di quello che spontaneamente cresce nel territorio in cui viviamo. Questo iniziale processo di osservazione e accomunamento con la terra è necessario per scoprire quali erbe e frutti eduli siano già disponibili in natura, cresciuti in armonia organolettica con il suolo e quindi esprimenti un vero cibo integrato per chi là vive. Lo stesso approccio conoscitivo va applicato verso la fauna selvatica che condivide la presenza in equilibrio naturale.

Il passo successivo è quello di sperimentare l’inserimento nel terreno prescelto di piante imparentate con quelle autoctone od in sintonia con esse. Questa graduale “promozione” non può essere vissuta con l’occhio distaccato di un botanico od agronomo, va invece interiorizzata come un’opera di alchimia fra noi e l’ambiente. Scopriamo così la nostra comune appartenenza alla vita che ci circonda in varie forme.

Il mio consiglio, dopo qualche passeggiata assieme a noi per riconoscere erbe e piante selvatiche commestibili, è quello di fare i compiti a casa, organizzando sul terrazzo, in giardino, ovunque sia possibile in città, piccole coltivazioni sinergiche ed integrative, come il prezzemolo, il basilico, peperoncino, salvia, topinambur, zucche rampicanti, etc.

 

Miracle of Love

I am like the wind
No one can hold me
I belong to everyone
No one can own me
The whole world is my home
All are my family

 

(Neem Karoli Baba)

 

 

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