Integrazione spirituale dei generi, nell’unica specie, senza obliterare le differenze

Uomo/Donna = Umanità

 

….ho avuto una discussione telematica con un amico di FB riguardo alla “emarginazione e umiliazione della donna” nei secoli descritta nel libro di Carlo Flamigni “Casanova e l’invidia del grembo”. 

 
Che prende spunto da una polemica letteraria di altri tempi (tra Giacomo Casanova e due professori dell’Università…) in cui l’autore si inoltra in un percorso tortuoso, che sfiora i confini della biologia, della filosofia, della letteratura, della mitologia e della religione, cercando ovunque riferimenti a un comune denominatore: l’accanirsi dell’uomo, nel corso dei secoli contro la donna, negando in particolare tanto le sue capacità cognitive quanto le ragioni e i misteri del suo grembo. La “presupposta” diversità e disumanità delle donne ha fatto sì, infatti, che in passato venissero considerate nei più impensabili e stravaganti dei modi: animali che pensano, uomini difettosi o mutilati, esseri irrazionali e imperfetti portati all’inganno e alla menzogna, creature deboli, fragili, impazienti, incostanti, crudeli, incapaci di governare e di consigliare. Forte di una ricerca di testi antichi, l’autore ripercorre gli “orrori” del passato. 

 
Sì, tutto vero, ma andando oltre…  Infatti occorre “inquadrare” le culture di genere, sia femminista che maschilista, in un panorama più ampio, osservando anche i passi fatti in tal senso nelle antiche civiltà d’oriente e d’occidente e nella società presente, superando i canoni legati al genere, il femminile ed il maschile…
 
Ho una mia opinione sul cambiamento di pensiero avvenuto durante il neolitico riguardo alla “valenza” del femminile, sfociato poi nel patriarcato. Che il patriarcato maschilista abbia causato danni all’umanità è verissimo e lo vediamo ancora oggi. Ma la soluzione non sta né nel ritorno al matrismo né nella cancellazione delle differenze (in forma unisex). 

 
L’uomo, in quanto maschio, ad un certo punto della sua storia ha avuto bisogno di conquistare un suo spazio mentale che gli era precluso durante la predominanza della cultura matristica. Per questo ha sviluppato maggiormente la sua capacità analitica e razionale, un metodo di “accerchiamento della verità” attraverso la comprensione intellettuale. La donna che ha naturalmente una forte intelligenza intuitiva ha in qualche modo consentito questo passaggio, comunque finalizzato all’evoluzione della specie umana nella sua interezza. Una maggiore capacità di comprensione da parte dell’uomo è ora stata raggiunta, pur in forma elucubrativa. 

 
Ora si può parlare fra generi paritariamente e superare quindi ogni rivalsa. Certo, questo discorso non è possibile a livello globale, di corpo/massa psichico, ma è stato avviato… quindi prima o poi emergerà nel cosciente. L’evoluzione ha tempi molto lunghi….

 
Paolo D’Arpini
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