Spilamberto – Ottobrata agricola col Mast Cot

La mattina del 5 ottobre 2014 mi sono avventurata per le strade, e la piazza di Spilamberto e il Parco della Rocca, un po’ in fretta perché alle 10 e 30 volevo essere al Parco di Via Malatesta per quell’incontro sugli orti urbani.

Ho scattato un po’ di foto, abbastanza belle credo.  Il titolo della Fiera è “Mast Cot” ed il sottotitolo è “vetrine, motori e balsamici sapori”, alle macchine agricole, ad alcuni banchi e al passeggio di persone, in completo relax, vista la giornata festiva e soleggiata.

Poi, sempre a piedi, ho raggiunto Via Malatesta ed il suo parco, che non avevo mai visitato, dato che è un po’ distante da casa mia, dove abbiamo la fortuna di avere il Percorso Natura lungo il Panaro, bello e comodo.

Come al solito sono arrivata in anticipo e ne ho approfittato per fare una breve perlustrazione, per accorgermi che era alquanto deserto, solo un paio di persone con i cani. E’ un parco con un semplice prato e alberi d’alto fusto, alcuni sempreverdi altri no, con un percorso ciclopedonale e molte panchine sparse qua e là.

Comunque, al mio ritorno c’era un bel gruppetto di gente, l’assessore ai lavori pubblici, un altro architetto ed un giovane tecnico erborista, che hanno presentato il progetto che vorrebbero portare avanti di riqualificazione del parco, inserendovi questi “orti urbani” ormai così in voga specialmente in Nord Europa, ma anche in molte città italiane.

Ci hanno raccontato la storia di questi orti, che una volta erano nati proprio per avere un approvvigionamento di cibo fresco, in seguito sorgevano più per “coltivare socialità” e, soprattutto da parte degli immigrati dal sud, per portarsi dietro un angoletto della loro terra di origine e dei suoi prodotti.

Mi viene in mente che ancora oggi questo scopo è perseguito da alcuni immigrati stranieri, per esempio in un’azienda agricola dove vado per servizio e dove c’è a lavorare una signora indiana, vedo che coltiva ortaggi sconosciuti da noi e a suo dire se li scambia con i suoi compaesani pure residenti qui, che a loro volta, coltivano altre piante “straniere”.

Spilamberto comunque è un paese agricolo, credo che molti suoi abitanti non si considerino cittadini ed infatti nella maggior parte dei giardini delle case private, una parte consistente è coltivata ad orto.

In questa riqualificazione, con in previsione una parte ad orti collettivi e una parte ad orti individuali, ci sarebbe posto anche per una zona a piante aromatiche ed officinali e ad incontri qui ed altrove, per la conoscenza delle piante spontanee. Ho raccontato della presenza, lungo il muro di Via Piccioli, di abbondante celidonia, pianta altrimenti alquanto rara qui, che spero trovi ancora modo di crescere una volta finita la sistemazione della strada. L’assessore ha raccontato di avere nel suo giardino un’invasione di citronella che deve continuamente estirpare; me ne farà avere una pianta tramite Viola. Ho anche sollecitato nel caso ce ne fosse la disponibilità da parte del Comune, di piantare anche alberi da frutto, specialmente delle varietà antiche, che saranno meno produttive, ma sono anche più rustiche e meno bisognose di trattamenti, specialmente se di ogni varietà si piantano solo uno o pochi esemplari.

Insomma mi è parso un incontro pieno di buone intenzioni e propositi, speriamo di vederne anche i frutti (anche nel vero senso della parola)!

Caterina Regazzi

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Spilamberto – Servizio Fotografico del 5 ottobre 2014
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