Da Treia a Vignola – Gnocchi!

Gli gnocchi erano tanti, le parole da dire e da ascoltare tante e così io e Paolo abbiamo trascorso quasi 5 ore assieme che sono volate e ce ne sarebbero volute altrettante per dire e ancora ed anche per stare anche un po’ in silenzio ad ammirare le opere di Roberto.

Monica è una persona che mi piace molto, ci siamo incontrate in diverse occasioni ma aspettavo l’occasione per un “incontro più ravvicinato” e così, quando come referente del Gas di Vignola (il Vero Gas Vignola) ha mandato la mail per l’ordine delle patate, le ho risposto ordinandole 4 chili (bianche, gialle e rosse) e le ho chiesto se sapeva fare gli gnocchi e alla sua risposta affermativa ho proposto di incontrarci per farli insieme (io non ero capace). I gnocchi o gli gnocchi hanno un fascino particolare per me. Sono un cibo legato alla mia infanzia, mia nonna Annetta li faceva spesso e bene (col sugo marchigiano, eheh) e così pure li faceva benissimo zia Augusta, la madre di Valeria, a Treia.

Era uno dei piatti che allietavano la tavola più di frequente. Così grande è sempre stato il mio desiderio di saperli fare, purtroppo però mia nonna se ne è andata troppo presto. E così ho accolto con gioia l’invito di andare oggi a casa di Roberto e Monica per un esperimento collegiale. Lei mi ha raccontato che non li faceva più da dieci anni almeno, erano spesso il pranzo della sua domenica con suo figlio Agostino.

Siamo arrivati dopo aver vagato un po’ per il lato sbagliato della strada, Monica aveva già cotto le patate e così, armate di “zinale” ci siamo messe ad impastare aggiungendo farina e un uovo. Le patate erano un po’ acquosette anche se buone e quindi hanno preso un po’ più farina del previsto. Poi abbiamo fatto le biscioline e gli gnocchetti. Ne sono venuti  quattro vassoi, sembravano tanti, ma infine li abbiamo cotti tutti e ce li siamo allegramente mangiati conditi con un semplice sughetto di passata di pomodoro di Gigliola, assieme a una bella insalata condita con senape da Monica e zucca al forno fatta da me.

Roberto e Paolo hanno parlato a lungo di arte e cultura e di come organizzare una manifestazione culturale a Vignola. Io e Monica abbiamo parlato di biodanza e altro, mi ha fatto quasi venire voglia di riprovare (ho detto “quasi”, eh?). La vita (amori, figli, lavoro, ecc.) faceva capolino spesso e volentieri nei discorsi.

Per finire siamo scesi nell’archivio di Roberto, facendo una breve escursione ad ammirare alcune sue opere di cui la casa è piena, veramente notevoli, bravo davvero!

 
Caterina Regazzi 
 

 

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