Gennaio al baretto… la scuola di vita continua

Ogni baretto è una scuola, che sia a Calcata, a Treia od a Spilamberto c’è sempre qualcosa da imparare e da conoscere. Qui a Spilamberto, ad esempio, con Caterina facciamo il giro dei bar, cambiando luogo quasi ogni mattina. In tal modo “accontentiamo tutti”… Certo dal punto di vista della soddisfazione personale alcuni baristi sono più affettuosi ed attenti alle nostre –soprattutto mie- richieste (vedi quella insindacabile di poter avere il cappuccino bollente con poca schiuma).

Stamattina toccava a Maria, la barista che sta nel centro storico, in un vecchio locale che ha visto tempi migliori ed ora è il ritrovo di vecchietti, disoccupati, immigrati dal meridione ed extracomunitari di ogni sorta: soprattutto marocchini e albanesi. Maria stessa è una donnona che viene dal sud,  grande e grossa, mora e con gli occhi neri, e sa come trattare con i suoi clienti… Malgrado l’età matura ancora risulta appetibile (evidentemente per la sua stazza) soprattutto ai nord africani che adorano le donne “capienti”. Tempo fa assistetti alla corte alla quale un giovanotto prestante la sottoponeva: “Maria, in Marocco si sta bene, sai, perché non vieni anche tu lì?” E maria senza rispondere, serviva il caffè ed ammiccava. Maria ci sa fare con i maschi del sud… sa come gestire i suoi pollastri.

Ed una riprova lampante l’abbiamo avuta scoprendo gli avvisi affissi alle pareti del bar. In un angolo un po’ nascosto, solitamente occupato da extracomunitari, faceva bella mostra un cartello con su scritto a grandi lettere: “I chewing gum attaccateveli dove dico io… e non sotto i tavoli. Maria”.

Con Caterina ci siamo sbizzarriti ad immaginare quale fosse quel posto sottinteso dalla Maria, fra le p. oppure nel buco del c.?, Comunque il messaggio era forte e chiaro adatto a menti semplici. Altra ingiunzione, affissa a fianco del bancone, recitava: “Chi usa le penne x scrivere è pregato di chiedere al barista e restituire al medesimo”. Evidentemente c’è qualcuno che le penne le usa anche per scopi diversi, oltre che per la scrittura, ma la chiarificazione –sulla penna che deve essere restituita al barista- evidentemente era frutto dell’opera letteraria del marito di Maria, un omone par suo.

E la prova la ebbi giorni addietro allorché assistetti ad una scenetta fra un extracomunitario ed il barista stesso: “Vorrei una penna..” – “Che ci devi fare?” – “Ci devo scrivere un numero di telefono”.. Al che sbuffando e controllando la direzione che la penna prendeva l’omone gliela allungava, accertandosi (con occhio indagatore) sull’uso e sulla celere restituzione della stessa. Eh sì, di questi tempi anche una penna fa gola…. E poi si sa gli extracomunitari viaggiano al risparmio. Ad esempio il giorno del primo dell’anno, eravamo lì al bar di Maria, essendo l’unico aperto in tutta Spilamberto, la calca era tanta… Pareva che tutti si fossero dati appuntamento lì… Ad un certo punto, aspettando al bancone il nostro turno, assistetti all’ingresso in massa di una dozzina di albanesi (o forse romeni, non so), che si precipitarono a congiungersi ad altri di loro già seduti ad un tavolo (non vi dico la ressa attorno al tavolo), mentre un paio di loro ordinavano a Maria “tre caffè”. Proprio 3 caffè…

Ma c’è da imparare qualcosa perfino all’uscita dal bar,  dove campeggiava un cartellone, ultima avvertenza di Maria, che recitava: “Attenzione, si scivola!”.

Paolo D’Arpini

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...