L’incompatibilità della carne

A mio avviso, sotto l’aspetto nutrizionale l’attuale dieta dei paesi occidentali è da considerarsi da suicidio. Rispetto a 50 anni fa il consumo di sale è aumentato di 15 volte, quello di zucchero di 10 volte, le proteine 8 volte, i grassi 7 volte, mentre il consumo di fibra è diminuito di 5 volte. Dal 1920 ad oggi il consumo di carne è aumentato di quasi 10 volte e di conseguenza i grassi saturi dannosi per la salute. Temo che se la popolazione non prende coscienza dell’importanza di cui usa nutrirsi tenderà fatalmente all’estinzione. Infatti nessuna precedente generazione è stata più intossicata e ammalata dell’attuale, e la prospettiva è che le cose andranno peggiorando: La causa va ricercata nel bombardamento mediatico a favore del consumo dei cosiddetti cibi spazzatura e nel disinteresse di gran parte della popolazione alla tutela della propria salute.

Un alimento per essere considerato adatto alla nostra alimentazione  deve contenere tutti i principi nutritivi di cui ha bisogno il nostro organismo a svolgere le sue funzioni, cioè: vitamine, sali minerali, grassi, proteine, zuccheri, oligoelementi, fibra ed acqua. Da questo risulta facile fare una comparazione tra ciò che si porta a tavola e ciò che invece costituisce un vero alimento. La massima imputata è sicuramente la carne, i prodotti di derivazione animale e i cibi industriali, privati di quasi tutti i principi nutritivi.

PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE LA CARNE

PER ESSERE ADATTA ALL’ALIMENTAZIONE UMANA DOVREBBE:

1: essere esteticamente attraente, appetibile, desiderabile:

un pezzo di carne cruda, o il corpo di un animale morto, è tutt’altro che esteticamente attraente; attira solo gli animali predatori.

2: avere un buon profumo:

se non è camuffata dalla cottura e dalle spezie la carne dell’animale ucciso emana il tipico ripugnante fetore dei cadaveri.

3: essere commestibile da crudo, gradevole e gustoso:

la carne cruda è durissima per la dentatura umana e non è gradevole al gusto, infatti dopo l’uccisione dell’animale sono necessari dai 5 ai 20 giorni di frollatura. Gli animali carnivori la mangiano cruda; gli animali cosiddetti onnivori la mangiano occasionalmente; la cottura altera e distrugge gran parte dei principi nutritivi.

4: essere facilmente digeribile e assimilabile:

la carne impiega dalle 50 alle 70 ore dal momento ingrestione all’espulsione e soprattutto è di difficile assimilazione perché i legami delle cellule resistono agli enzimi digestivi.

5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti:

la carne è priva di carboidrati, di fibre, di vitamine (specialmente quelle termolabili) e di enzimi in gran parte distrutti con la cottura; anche i minerali sono resi inorganici con la cottura e quindi di difficile utilizzo dell’organismo; inoltre la cottura altera anche le proteine che flocculano e i grassi si ossidano.

6: essere compatibile con la morfologia umana:

se l’essere umano fosse strutturato anatomicamente a mangiare anche la carne avrebbe denti adatti a lacerarla, saliva, stomaco, intestino ed enzimi adatti a neutralizzare l’acido urico. L’essere umano  manca di artigli, di zanne, non ha velocità necessaria a rincorrere la preda e soprattutto ha repulsione alla vista del sangue.

7: non contenere residui chimici né adulterazioni:

la carne contiene residui chimici dei mangimi, di medicinali somministrati agli animali. Inoltre gran parte della carne deriva da animali ammalati.

8: non deve generare patologie:

può causare: uricemia, ipertensione, reumatismo, gotta, cancro, diabete, malattie cardiovascolari… è ricca di grassi saturi e colesterolo, genera radicali liberi, leucocitosi, acidifica il pH del sangue, sottrae calcio all’organismo.

9: non essere facilmente deperibile:

come tutti gli organismi animali morti la carne va in rapida putrefazione sviluppando putrescina, cadaverina istamina, ammoniaca, indolo, scatolo…

10: non causare danni all’ecosistema:

gli allevamenti di animali per la coltivazione dei mangimi ad essi destinati è causa della distruzione delle foreste (e di desertificazione) e assorbono il 70% delle terre coltivabili.

11: essere economicamente conveniente:

con il costo medio di un kg di carne (20 euro circa) si possono acquistare derrate alimentari per il nutrimento di 3 giorni per una persona.  Il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia viene assorbita dalle cure per neutralizzare gli effetti della cattiva alimentazione. La spesa farmaceutica annua è di 2,5 miliardi di euro solo per farmaci antitumorali. Senza le sovvenzioni statali il costo della carne sarebbe proibitivo per la maggioranza delle persone.

12: essere eticamente compatibile:

la carne è il risultato della sofferenza e dell’uccisione di  miliardi animali senzienti allevati in modo brutale è uccisi nel più totale disprezzo della loro vita e della loro sofferenza; è un prodotto che avvalora la legge del più forte e che rende insensibili all’altrui sofferenza; degrada moralmente, preclude l’evoluzione dello spirito, rende più aggressivi, abbassa le frequenze energetiche dei chakra

13: essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo:

la buona salute dei vegani dimostra che la carne non è necessaria alla nostra salute; non  apporta benefici ma risulta essere la causa delle peggiori moderne patologie: diabete, ipertensione, uricemia, cancro, ictus, infarto…

E SICCOME ANCHE IL PESCE, I CROSTACEI, I MOLLUSCHI ED I MITILI NON RISPONDONO ALLE CARATTERISTICHE NECESSARIE, NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI ALIMENTI ADATTI ALLA SPECIE UMANA

Franco Libero Manco

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