Treia, vivere nel luogo per riconoscersi “Uno” nell’Universo e nello Spirito

 

 

Stasera passando davanti alla chiesa di San Francesco l’ho trovata miracolosamente aperta. Di solito è chiusa da quando è morto il prete che l’aveva in custodia. Questa è una delle più belle chiese di Treia, molto romantica e accogliente. Qualche devoto, forse per l’occasione del Venerdì Santo, ha creato una specie di installazione scenica proprio davanti all’altare. Un muro di tufi un po’ scomposto con ai lati due alberelli d’ulivo e fiori e diverse candele accese proprio di fronte. A fianco un cartello con la scritta: ”L’amore di Gesù abbatte tutti i muri”. L’ho trovato un messaggio di buon auspicio e mi sono soffermato in preghiera e raccoglimento, praticamente in solitudine, c’era solo un’anziana donna forse incaricata alla cura del luogo. Quel messaggio, dell’abbattere i muri che dividono gli uomini e la natura, mi ha fatto venire in mente che spesso nei miei articoli ed anche nei libri che in questi anni sono andato pubblicando si parla della pratica di vita bioregionale e della spiritualità laica.  Così è anche nell’ultimo libro “Treia: storie di vita bioregionale” che andremo a presentare durante la prossima Festa dei Precursori (che si tiene a Treia il 25 ed il 26 aprile 2015- http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/04/01/treia-25-e-26-aprile-2015-festa-dei-precursori-presentazione-e-programma/)

Anzi in questo ultimo libro tendo ad abbandonare ogni speculazione filosofica, mi fermo al vissuto quotidiano. Ed anche se può sembrare un alleggerimento, dal punto di vista concettuale, in verità si tratta di un approfondimento sul tema. Il tema essendo quello della presenza bioregionale e della sacralità del luogo.  Ed allora qualche chiarimento sui sentimenti che accompagnano questo  senso di presenza nel luogo, soprattutto nella quotidianità, può essere utile per capire che il vero bioregionalista,   il vero spiritualista laico,  vive consapevolmente nel qui ed ora, la sua partecipazione è totale. 

Egli sente e vede il luogo come se stesso, in questo uniformandosi alla visione dell’ecologia profonda. Infatti in questo  libro di “vita vissuta giorno per giorno” a Treia io mi occupo del luogo come fosse mio, parlo del luogo come fossi la sua voce. Questo avviene per Treia ma può avvenire per ogni luogo, in cui si manifesta la “presenza”. E quel luogo diventa un “luogo ideale” in cui si incontrano Yin e Yang, bene e male.

Avviene per Treia che riconosco come la mia casa. Avviene per l’Italia che è la mia amata patria. Avviene per la Terra che è la mia matrice. Avviene per l’universo spazioso in cui si svolge il mio contesto esistenziale. Avviene per lo Spirito che mi compenetra.

Certo all’inzio questo sentire assomiglia molto ad una opinione, cioè ha la parvenza di un pensiero assunto come vero, ma con la pratica e con la costante e continua  attenzione e contatto, verso la natura e  gli altri esseri viventi, si percepisce chiaramente che il “tutto” in cui noi siamo immersi è esattamente noi stessi…. 

Questa consapevolezza sembra maturare pian piano, quasi per gradi… ed all’improvviso succede che…

Paolo D’Arpini

……….

 

 

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