Alimentazione e comportamento umano

La scienza ufficiale è concorde nel ritenere l’alimentazione capace di determinare il pensiero ed il comportamento dell’uomo e auspica una dieta che escluda ciò che a livello biochimico inclina l’essere umano ad atteggiamenti violenti ed aggressivi. Messi sotto accusa sono principalmente gli alimenti acidificanti (carne, pesce, formaggi, uova e prodotti denaturati), stress psicofisico, emozioni negative, medicinali ecc.) che causano una condizione di acidità della matrice extracellulare che a sua volta genera una mente acida che viene percepita dal sistema limbico come una minaccia che prepara l’individuo alla lotta o alla fuga, ad affrontare minacce che provengono dall’ambiente esterno, e questo a sua volta genera  agitazione, apprensione, irrequietezza, aggressività, insofferenza, rabbia, irritabilità, scontrosità, pessimismo. Per contro la mente alcalina predispone all’empatia,  all’ascolto, all’aiuto degli altri, alla speranza di un mondo migliore, alla fiducia in se stessi, all’amore incondizionato, ai buoni sentimenti e attenzioni per gli altri.

Quindi un’alimentazione acidificante produce conseguenze negative sugli equilibri cerebrali, che a loro volta favoriscono l’insorgenza di disturbi comportamentali, come confermano gli studi della più recente ricerca biomedica effettuati dal dr. Giuseppe Jerace il quale dice che “Il nostro comportamento sarebbe significativamente influenzato dal tipo e dalla qualità dellanutrizione e che una dieta vegetariana favorirebbe forme comportamentali più armonicamente socializzanti come risultato di un migliore equilibrio degli aminoacidi e delle vitamine apportate dal regime vegetariano”. 

Uno studio pubblicato sulla rivista “La clinica dietologica” ha messo in evidenza la relazione esistente tra adrenalina e noradrenalina (sostanze predisponenti l’aggressività) e un’alimentazione ricca di proteine. La carne, i formaggi ed i legumi ricchi di fenilalanina e tirosina, (aminoacidi precursori di due principi ormonali) sono tra i maggiori imputati. Anche un eccesso di zuccheri e dicolesterolo nel sangue sono stati ritenuti predisponenti la lite e la violenza.

Anche i cibi animali contengono triptofano ma invece di incrementare nel cervello la serotonina ne provocano la riduzione, perché con la carne aumentano i due aminoacidi leucina e tirosina in misura maggiore del triptofano. Anche i semi troppo ricchi di fosforo causano gli stesi effetti della carne perché scompensano le proporzioni ottimali tra calcio e fosforo: nel latte della specie umana il rapporto è di 2 a1, mentre nella carne è di 1 a 50.

Dunque, tra i più importanti neurotrasmettitori che agiscono sulla cellula nervosa vi è il triptofano, la dopamina, la serotonina e altri. Il triptofano, per mezzo di un enzima si converte in serotonina. Il triptofano si trova non solo nei semi in genere e nei legumi in particolare ma anche nella verdura e nella frutta. Assumendo questi alimenti il neurotrasmettitore serotonina favorisce il sonno, il superamento degli stati d’ansia e depressione ecc. Questo è stato confermato dal dr. Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione, primario di Unità Operativa di medicina e terapia di base che dice: “Il triptofano la cui presenza nel cervello è legata al tipo di dieta seguita, genera la serotonina, il neurotrasmettitore della gioia, della serenità del gioco. Gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra, influenzano la concentrazione di triptofano nel cervello aumentandone la disponibilità ad essere trasformato in serotonina. Mentre un pasto proteico di origine animale riduce la presenza di triptofano nel cervello perché con il triptofano, presente negli alimenti di origine animale, aumentano nel contempo altri due aminoacidi, la leucina e la tirosina, in misura maggiore rispetto altriptofano il quale giunge nel cervello in dose più basse provocando una diminuzione della serotonina”.

Inoltre, i vegetali inducono il ritmo di base “alfa” che caratterizza un cervello cosciente e vigile accompagnato da un senso di benessere generale analogo allo stato di meditazione che permette all’individuo di entrare in contatto con le realtà più profonde della sua vera natura favorendo immaginazione e creatività. Mentre, sotto l’aspetto bio-energetico l’alimentazione carnea abbassa le frequenze energetiche dei chakra, l’energia diventa più densa e scorre più lentamente, le persone tendono ad essere più aggressive e tese, perché vengono sollecitati i chakra istintuali. L’alimentazione vegetariana invece consente la depurazione dell’organismo che si ripercuote sui chakra che alimentano l’aspetto mentale e spirituale: l’energia della persona diventa più armonica ed equilibrata, aumenta la vibrazione complessiva e ci si avvicina al piano delle percezioni superiori.

Afferma la Dott.ssa Mara Rocca, ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE), Istituto Scientifico Universitario San Raffaele: “Globalmente, questi risultati rinforzano quelle visioni che considerano l’empatia come un mezzo di condivisione delle emozioni e delle sensazioni tra individui diversi, condizione che sta alla base del comportamento sociale. Una delle caratteristiche principali della vita di comunità è infatti la capacità di identificarsi con i propri con-specifici e di attribuire loro particolari stati d’animo”. Conclude il Dott. Massimo Filippi responsabile dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE), Istituto Scientifico Universitario San Raffaele:“Il presente studio dimostra inoltre che negli umani esistono circuiti neurali che si attivano nel momento in cui sentimenti empatici vengono estesi anche ad individui di altre specie che condividono con noi la capacità di soffrire”.

Franco Libero Manco

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