Treia – Qualche notizia storica sulla città

Treia

Le Origini
Fondata dai Sabini nel 380 a.C., Treia sorgeva a circa due chilometri dall’attuale posizione, nella località oggi detta del SS. Crocifisso. Dapprima colonia romana e poi, nel 109 a. C., Municipio, raggiunse ragguardevole estensione urbana e notevole importanza militare, come testimoniano gli scavi archeologici e memorie storiche. Dall’essere situata su un “diverticulum” della Flaminia, Treia trasse enormi vantaggi economici e sociali durante il fiorire dell’impero romano, ma anche, purtroppo, lutti e rovine quando quella stessa via venne percorsa dagli eserciti barbarici diretti a Roma. Così all’inizio del decimo secolo, i superstiti, stanchi delle ricorrenti distruzioni, decisero di rifugiarsi in posizione piu sicura, costituita da tre colli che sorgevano poco distante, e fondarono l’attuale città che venne chiamata Montecchio, nome che conservò fino al 1790, quando Pio Vl le restituì l’antico nome romano di Treia, conferendole anche il titolo di città.

Il Medioevo
Montecchio, sempre fedele al romano Pontefice, subì numerosi assedi da parte delle truppe ghibelline ed in particolare ad opera di Enzo, figlio naturale di Federico II, nel 1239, al quale resistette valorosamente, e, nel 1263, di Corrado d’Antiochia che venne addirittura fatto prigioniero nella battaglia di Vallesacco. Passò successivamente sotto il dominio dei Varano, degli Sforza, degli Aragonesi, per ritornare, infine, sotto il Governo Pontificio. Nel 1778 alcuni illuminati cittadini ricostituirono l’Accademia dei Sollevati, sorta nel 1430 con finalità poetico-letterarie, in Accademia Georgica, con lo scopo di “dare opera ed incoraggiamento a studi razionali e pratici” che valessero a “migliorare l’agricoltura e l’industria, ed a tenere in onore le scienze, le lettere e le arti”. I risultati raggiunti nella ricerca e nella sperimentazione agricola la resero in breve famosa in tutta Europa, tanto che i Ministri dell’agricoltura di Francia e Belgio contribuirono alle spese di gestione e lo stesso Bonaparte si interessò vivamente della Georgica. Treia ha dato i natali al Beato Pietro Marchionni, seguace tra i piu zelanti di S. Francesco, di cui si parla ne “I Fioretti”, ad Ilario Altobelli, matematico ed astrologo, amico di Galilei e, per certi aspetti, precursore della sua dottrina, a Luigi Lanzi, fondatore della critica pittorica, il cui corpo si conserva in S. Croce di Firenze.

Oggi
Adagiata sul crinale di un colle lungo e stretto, a 342 metri sul livello del mare, Treia domina gran parte del suo vasto territorio, costituito ad oriente da morbide colline degradanti verso l’Adriatico mentre, a ponente, il terreno sale fino ai seicento metri della zona turistica di S. Lorenzo, per ricongiungersi alle prime propaggini dell’Appennino marchigiano. L’amenità del clima, la bellezza dei panorami, la nobiltà dei suoi palazzi, la presenza di numerose ville gentilizie, la cordialità della gente, la riscoperta delle tradizioni più genuine, rappresentano gli elementi essenziali per classificare Treia una città di grande interesse e senz’altro meritevole dell’attenzione del turista.

Franco Capponi

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