Società del benessere o morte per ingozzamento?

Fino all’era del benessere economico, scoppiato in Occidente intorno agli anni 50-60, le generazioni che ci hanno preceduto si nutrivano quasi esclusivamente di cibi vegetali con l’aggiunta occasionale di qualche sostanza di derivazione animale; la carne e il pesce venivano consumati in occasioni festive o ricorrenze religiose, essendo appannaggio delle classi abbienti, che però sovente venivano colpite da gotta, cancro o putredine reale.

Nessuna generazione che ci ha preceduto ha goduto del benessere economico attuale:igiene, acqua corrente, abbondanza di cibo, poche ore lavorative, assistenza sanitaria, ferie, svaghi, palestre ecc.. Nessuna generazione ha avuto tante risorse e un apparato medico ospedaliero come l’attuale: strutture di ricerca e personale con 1200 differenti specializzazioni. Nessuna generazione si è alimentata male e in modo innaturale come l’attuale: nel 1900 consumava circa 12 kg di carne all’anno, oggi la cifra in Europa è di oltre 100 kg pro capite. Dagli anni 50 agli anni 80 il consumo medio procapite espresso in energia è passato da 2350 a 3300 kcal al giorno. Nessuna generazione è stata più debole, malaticcia, dolorante e flagellata da 40.000 differenti sintomi curati con 200.000 tipi di differenti farmaci.

Da quando è arrivato in Occidente il benessere economico il consumo di prodotti industrializzati, il consumo di carne di animali e derivati, ha raggiungo quote mai toccate prima nella storia. E come in ambienti religiosi si dice che la furbizia del diavolo sta nell’aver convinto la gente che “non esiste”, la medicina ufficiale, le industrie chimico-farmaceutiche e gli accoliti nutrizionisti televisivi e della carta stampata, hanno convinto la popolazione che per stare in buona salute occorre mangiare di tutto, mentre è proprio questo il problema di fondo, la causa del 90% delle patologie.

La popolazione attuale assume enorme quantità di calorie vuote che conducono a carenze nutrizionali sempre più frequenti di vitamine, ferro, magnesio, oligoelementi, fibra ed altri nutrienti necessari alla salute. La dieta attuale è straricca di proteine, grassi e carboidrati semplici e queste risultano le maggiori imputate nello sviluppo di patologie come l’obesità, l’arteriosclerosi, ictus, malattie cardiovascolari, cancro ecc. Prodotti mai consumati prima da nessuna generazione precedente: zucchero raffinato, considerato uno degli alimenti killer, omogeneizzati, liofilizzati, bevande alla cola, wurstel , caffè, eccesso di calorie, carenza di antiossidanti, carenza di fibre indispensabili per il buon transito intestinale e regolatore dell’assorbimento degli zuccheri, coloranti conservanti edulcoranti, emulsionanti, addensanti, ristrutturanti, stabilizzanti, antifermentativi, antri putrefattivi, cibi Ogm, irradiate, evitaminizzati, demineralizzati, privi di enzimi e di ormoni naturali uccisi con la cottura, contenenti mercurio, piombo, alluminio, cadmio, nichel, e poi ci sono le onde elettromagnetiche, il buco nell’ozono, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua… a tutto questo si aggiunge l’enorme uso di medicinali di sintesi, di integratori che caratterizzano la società occidentale. Il problema nasce anche dal fatto che i vegetali coltivati in maniera convenzionale risultano enormemente impoveriti di nutrienti. I metodi di coltivazione intensiva, specialmente delle monocolture, richiedono sempre maggiore quantità di fertilizzanti chimici che acidificano e impoveriscono il terreno; le coltivazioni vengono trattate con pesticidi, anticrittogamici, fungicidi ecc.; la raccolta prima della maturazione priva la pianta delle potenzialità nutrizionali anche a causa dell’allargamento dei circuiti di distribuzione; poi c’è il tempo che trascorre tra la raccolta ed il consumo durante il quale una gran parte di vitamine va perduta; c’è anche la conservazione, il trattamento, la cottura che causa la perdita di gran parte delle vitamine rimaste. Mangiare in questo modo significa saziarsi ma non nutrirsi: le cellule restano affamate e l’organismo sottrae continuamente a se stesso risorse vitali finché con la carenza si manifesta la malattia.

Tutto questo causa carenze di magnesio (protettore di molte patologie come cancro, malattie cardio-vascolari, depressioni nervose ecc.): il 50% della popolazione francese è carente di questo elemento, dovuta anche alla raffinazione dei cereali e del sale marino aggiunto. Negli Stati Uniti specialmente i giovanissimi soffrono da carenza di vitamina A. nel Texas il 60% dei bambini e adolescenti hanno tali carenze, come di vitamina C. La medesima situazione si registra in Canada a causa dell’eccessivo consumo di zucchero e alcol che aumenta il bisogno di vitamina A, e la situazione in Europa non è molto diversa.

Le principali carenze generate l’alimentazione moderna sono:Carenza di ferro, che provoca anemia: negli Stati Uniti colpisce dal 20 al 60% la popolazione; in Canada tale carenze salgono addirittura al 70%.Carenza di oligoelementi, come il rame, il cobalto, il manganese, lo iodio.

Carenza di magnesio, a causa della cottura e carenza nel terreno trattato con fertilizzanti chimici;Carenza ferro e rame, a causa della perdita dovuta ai trattamenti chimici;Carenza vitamina A, inibita soprattutto dai nitrati di cui fa largo uso la coltivazione convenzionale;Carenza vitamina B1, inibita dal consumo di zucchero ed alcol;Carenza vitamina B2 e B3, a causa dei medicinali assunti dagli animali o dei residui nella carne o nei latticini;Carenza vitamina C, a causa della perdita per lo stoccaggio; con la cottura si perde fino al 90% di tale vitamina;Carenza vitamina E, dovuto al consumo di oli raffinati. E inoltre, l’eccessivo uso di alimenti cotti genera:carenza enzimatica (gli enzimi vengono distrutti con la cottura), carenza di ormoni naturali, alterazione delle proteine che ad elevate temperature flocculano; saturazione dei grassi insaturi ecc.

Con questo tipo di alimentazione mi stupisco come il genere umano possa ancora essere in vita.

Tutto questo causa una salute deprecabile: milioni di bambini nel mondo occidentale sono handicappati, la stragrande maggioranza della popolazione è sdentata, malattie croniche: il 50% dei bambini e il 90% circa delle persone adulte portano gli occhiali. 14 milioni di americani adulti hanno ulcera duodenale; le malattie cardiovascolari sono responsabili di quasi il 60% dei decessi, il 30% degli uomini soffre di artrite, il 50% soffre di malattia cronica, e il cancro è la seconda causa di morte che provoca ogni anno quasi 500 mila decessi solo negli Stati Uniti.

In Occidente la mortalità tra il 1950 e il 1970 per malattie infettive è diminuita, mentre quella dovuta alle malattie moderne va notevolmente aumentando. La sterilità colpisce un numero crescente di uomini e donne: una coppia su 7 nel mondo civilizzato è sterile. La fertilità maschile è in netta diminuzione. Le donne, a differenza del passato che allattavano i loro bambini per due anni e oltre, riescono ad allattare per 2-3 mesi al massimo perché non hanno latte a sufficienza ed è scarso il suo valore nutritivo. E questo è veramente un paradosso della medicina moderna che riesce a far produrre tre volte più latte alle mucche ma non riesce a far fornire alle donne il latte sufficiente a nutrire i suoi bambini.

Franco Libero Manco

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