27 e 28 settembre 2015 – Presentazione di “Vita senza Tempo” a Jesi e raccolta di olive verdi a Treia

Daniela Spurio, la nostra cara amica grafica e fida collaboratrice in tutte le nostre iniziative ci aspettava domenica 27 settembre 2015,  a Jesi, alla sede dell’associazione da lei fondata (assieme ad amiche), denominata “Live”, sottotitolo “Hobby, arte, passioni” che ha sede presso l’oratorio della chiesa S. M. Kolbe, retta da don Franco.Tra le idee portate avanti da Daniela, quella di una “Libreria circolante”, una libreria-biblioteca messa insieme con i libri donati da soci ed amici a cui io e Paolo abbiamo contribuito, con “Treia, storie di vita bioregionale” e “Vita senza Tempo” che, appunto, eravamo lì per presentare.


Il viaggio di andata è stato semplice, almeno fino all’arrivo a Jesi, che è una cittadina alquanto vivace, caotica quasi, piena di rotonde.  Arrivati verso il centro del paese abbiamo cominciato a chiedere indicazioni che ci hanno portato, dopo alcune inversioni di marcia, in vista della chiesa. Ci ha accolto Stefania, la sorella di Daniela e siamo subito entrati nell’ampio locale, pieno di banchi delle socie dell’associazione che mostravano le loro bellissime opere, fatte con precisione e cura: cucito, ricamo, lavoro a maglia, pizzi, per realizzare oggetti, cuscini, borse, orecchini, collane e tante altre cose. Un bell’impatto di colore.

Poi sono arrivati anche Daniela e don Franco, un prete in borghese, simpatico e accogliente,  e ci siamo predisposti per la presentazione del libro, anzi dei libri: il primo, realizzato assieme, “Vita senza Tempo”, in cui si narra l’inizio della nostra storia e si propongono alcune nostre lettere, e l’ultimo di Paolo “Treia, storie di vita bioregionale”, con un accenno anche all’altro “Riciclaggio della Memoria” e ad “Incontri con i santi” (questo il primo libro di Paolo auto-prodotto a Calcata e ristampato da me a Spilamberto).

La presentazione è andata bene, io e Paolo abbiamo declinato l’invito a salire sul palco e siamo rimasti a “piano terra” davanti ad un gruppo di persone che ci hanno ascoltato con pazienza, attenzione e simpatia. Abbiamo parlato da un microfono, cosa alla quale non sono avvezza,  ma che senz’altro ha aiutato l’acustica.  Ho iniziato ringraziando dell’invito e fatto i miei complimenti per questa attività che si sono inventati, che credo sia importante per portare gioia e amicizia, aggregazione e condivisione in un momento in cui ce n’è bisogno. Di seguito ho raccontato come io e Paolo  ci siamo conosciuti. Poi abbiamo letto alcuni brani dai vari libri, con la solita commozione che mi ha preso ricordando la mia storia e il mio rapporto con Treia.

Paolo ha accennato ai suoi tre argomenti fondamentali: il bioregionalismo, l’ecologia profonda e la spiritualità laica. Poi finita la presentazione siamo rimasti un po’ a conversare con chi lo ha voluto, abbiamo ricevuto in dono due graditissime catane (borse di stoffa con un lungo manico per cui possono essere portate a tracolla) ci siamo rifocillati con un bicchiere d’orzo e alcuni pezzetti di un’ottima crostata preparata da Stefania e infine, per non correre il rischio di sbagliare strada ci siamo fatti precedere da un amico di Daniela (di cui purtroppo non ricordo il nome) e che ci ha portati fino all’imbocco della strada per Filottrano  e abbiamo   proseguito verso  Appignano. Ed infine eccoci di nuovo a Treia. Grazie! 
 
Era già buio (come si sono accorciate le giornate!) e dato che non conosco affatto la strada, l’abbiamo percorsa in silenzio,  guidando con  concentrazione per non sbagliare.

Il 28 settembre 2015, a Treia,  avevamo dato appuntamento a qualcuno del comitato “Treia comunità ideale” per la raccolta delle olive. Alle 9 e 25, puntualissima, si è presentata Barbara e con lei siamo scesi all’orto. Intanto che raccoglievamo si parlava delle future attività del  comitato e di quello che si vuole fare e portare avanti. E’ stata una buona occasione per conoscerci meglio. Ultimata la raccolta delle olive  abbiamo concluso la mattinata di lavoro e meditazione con il nostro canto del mezzogiorno (l’Arati) e un buon pranzetto che Paolo, mentre io e Barbara raccoglievamo le ultime olive e parlavamo, era andato a preparare. Ora le olive verranno messe più “comode” in un paio di cassette, pronte per la partenza per Spilamberto. Mi aspetta la loro lavorazione, ma la farò volentieri ripensando ai bei momenti trascorsi qui in questa breve e lunga settimana a Treia!
 
Caterina Regazzi
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Un pensiero su “27 e 28 settembre 2015 – Presentazione di “Vita senza Tempo” a Jesi e raccolta di olive verdi a Treia

  1. Credo che l’aiuto ad inventarsi la vita venga da attività come le vostre, senza pretese, avete invitato qualcuno e anche voi siete stati invitati ( Jesi ), avete osservato persone, lavori, strade e paesaggi, presentato libri e nel contempo si svolgeva la vostra vita come pure la vita di chi è stato insieme a voi… e non posso fare a meno di pensare alla veduta che proiettavate sulle attività che avete svolto, sia stata illuminata dalla consapevolezza di far parte di tutto ciò che facevate, così siete stati capaci di coinvolgere anche chi (come me) non ha partecipato agli incontri…Si riesce così a stare vicini interiormente e il cielo sa quanto ce ne bisogno di questi tempi. Non seguo la strada ne le orme lasciate durante il cammino di chi mi precede, ciò che mi appartiene è il “senso” di vita che seguo come si segue la corrente del fiume quando ci sei dentro. Grazie 🙂

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