Passo di Treia – Non estirpate il capelvenere da quella Torre-Mulino

Da quando sono a Treia con Paolo abbiamo partecipato a due iniziative pubbliche: giovedì 11 febbraio un incontro al Comune che ha presentato, chiedendo la collaborazione delle associazioni, le iniziative per la Festa di San Patrizio e venerdì 12 febbraio un incontro alla Torre-Mulino  di Passo di Treia per parlare, tra i cittadini e rappresentanti dell’amministrazione, di cosa si può e si vuole fare per quel luogo ed in quel luogo. 

Comincio dalla prima riunione, quella  del giovedì, che ha visto una partecipazione abbastanza ampia di rappresentanti delle associazioni treiesi. Mi ha favorevolmente colpito sentire l’attenzione dell’amministrazione di Treia per il centro storico, che si sta cercando di vivificare con diverse iniziative durante tutto l’arco dell’anno e della sollecitazione alla popolazione a sentirsi un corpo unico, centro storico, frazioni e contrade, perché se si riesce a mantenere un comune unico  avviene poiché le diverse componenti sono unite, formando tutte assieme un’unica comunità.
 

Per quanto riguarda la serata alla Torre-Mulino di Passo di Treia, del 12 febbraio 2016, io e Paolo non eravamo mai stati a questo monumento ed abbiamo girato un po’ a vuoto per trovarlo. Ecco a questo proposito, se non è stato ancora previsto e programmato consiglio di mettere qualche indicazione di come raggiungerlo…. Trattasi di un mulino fortificato, risalente forse agli inizi del XV secolo, composto di un edificio che era il mulino affiancato da una torre per la conservazione dei raccolti di grano e della farina. Ho sentito che nel 1215 da San Lorenzo c’era stata una scorribanda di personaggi che avevano “rubato” farina e donne di Passo di Treia. 

La saletta riservata agli incontri piano piano si è riempita di persone del comitato “per la Torre”, altri cittadini come noi, anche dei paesi vicini (Pollenza per esempio), persone dell’amministrazione: sindaco, vicesindaco, un assessore, e i principali rappresentanti dell’opposizione. La discussione è stata partecipata ed a tratti anche accesa, con qualche cenno polemico. I problemi principali che riguardano la possibilità di utilizzare più diffusamente la struttura per diverse iniziative, sono la mancanza dei servizi igienici, la necessità della riparazione di crepe o altro che portano ad infiltrazioni d’acqua e la messa in sicurezza dei piani superiori e del piano sotto strada della torre. Eventualmente anche la creazione di un passaggio, 
 al piano terra, tra le due porzioni della struttura stessa, potrebbe essere utile per rendere il tutto più facilmente fruibile.
Certo, tutte queste cose comportano una spesa che sarà da mettere in preventivo nei prossimi bilanci comunali, ma si potrà anche ricorrere a finanziamenti di privati (art bonus), che i parte verrebbero restituiti fiscalmente od a finanziamenti UE come quelli relativi all’asse del fiume Potenza (i cui sindaci di area si erano riuniti recentemente al Comue di Treia).
Gli interventi da fare, nell’intero  territorio comunale, sono diversi. Il Comune dovrà farsi carico di individuare quali sono quelli più urgenti ed interessanti. Sicuramente la Torre-Mulino di Passo di Treia, essendo questo uno dei pochi siti di interesse monumentale del luogo (l’unico edificio comunale), potrà essere tra quelli inseriti nei progetti di valorizzazione. C’è poi il progetto (sopra menzionato)  che riguarda i diversi Comuni che insistono sulla Valle del Potenza e che dovrà essere portato avanti di concerto con questi, per favorire occupazione comprendendo aspetti economici e di sviluppo del territorio.
Alla fine della serata c’è stata un’improvvisata visita guidata all’interno della Torre. Ci hanno accompagnato varie persone del comitato tra cui un Compagnoni che ci ha raccontato essere il figlio di uno degli inventori del Carnevale Passotreiese,  del quale la 51a edizione è appena trascorsa (la più datata di tutte le marche). Nella grande e bella sala a piano terra della torre era infatti allestita una mostra fotografica sulle passate edizioni del Carnevale a cui, forse in tempi di maggiori possibilità economiche, venivano invitate personalità del mondo dello spettacolo. Tra gli altri ho riconosciuto Carmen Russo e Pippo Franco. I locali abitualmente usati sono ben tenuti e decorosi, quelli non in uso, un po’ impolverati e con materiale vario accatastato, ma mi pare un problema da poco. Basterebbe la buona volontà di qualche “amante” del luogo per dare una sommaria sistemata, in modo da poter rendere più visitabile la Torre da parte di turisti occasionali. Certo che, come per la Casa di Terra, ci vorrebbe un servizio della Proloco o di qualche volontario per aprirla a richiesta, dopo aver reso operanti le norme di sicurezza. 
 
Una delle cose che più mi ha colpito è stata la presenza, all’interno della torre, attaccate ad una parete in mattoni, di alcune belle piante di capelvenere, una felce che raramente si vede in natura, bella e delicata. Spero che nei lavori di ripulitura non venga eliminata. Lasciando così una testimonianza del  matrimonio ideale,   visto che la capelvenere cresce sia a Treia che a Passo di Treia.
 
Caterina Regazzi – Comitato Treia Comunità Ideale
(Via Mazzini, 27 – Treia. Tel. 0733/216293)
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