18 e 19 giugno 2016 – Resoconto delle Due Giornate Etiche di Ca’ Lamari – Prima parte

…sarà perché il 2016 è l’anno della Scimmia di Fuoco, che ispira ognuno all’imitazione, oppure il desiderio di uscire fuori dai soliti schemi consumistici, quest’anno abbiamo notato che i festeggiamenti del solstizio estivo e della luna piena hanno preso piede con grande riverbero.

Numerosissime sono le manifestazioni che si svolgono in varie parti d’Italia e tutte più o meno con lo stesso programma: ritiro nella Natura, pratiche conviviali, passeggiate erboristiche, preparazioni di acque benedette, accensione di fuochi nella notte, danze e canti e gioia di vivere. Noi stessi ci siamo trovati coinvolti in tre distinti eventi: il 18 e 19 giugno le Due Giornate Etiche di Ca’ Lamari, il 22 siamo a Vignola per “Se non è zuppa è pan bagnato” e il 25 e 26 giugno siamo a Ronciglione per il Collettivo Ecologista. La prima di queste feste, quella a Ca Lamari, è appena trascorsa o forse potremmo dire “trascorsa a metà” poichè un improvviso malessere di Caterina ha consentito la nostra presenza solo al primo giorno. Ma andiamo per ordine.

La mattina del 18 giugno sembrava che il tempo ci assistesse, un bel sole brillava alto nel cielo, ma verso il primo pomeriggio una pioggia fastidiosa sferzava la natura. Guardando il cielo di Spilamberto avevamo molti dubbi di poter andare alla nostra consueta passeggiata alla ricerca di fiori ed erbe solstiziali. Ma ci siamo armati di coraggio e buone speranze e siamo partiti per dirigerci in macchina verso Zocca. La prima cosa da fare era quella di cercare dell’iperico fiorito e Caterina conosceva un posto dove c’erano diverse piante in fiore, io sono sceso dall’auto al volo e con una forbice ho tagliato una pianta che il vento mi sospingeva contro mentre mi arrampicavo sulla scarpata.

Non potei fare a meno di portare il grappolo giallo al mio naso per annusarne l’aroma, quando mi accorsi che c’era un’ape che era rimasta a suggerne il nettare ma non se l’è presa per il disturbo e senza pungermi se n’è volata via. Ho interpretato la cosa come un buon segnale. Infatti giunti al luogo dell’appuntamento, malgrado piovesse leggermente, ci siamo incamminati con Laura, una ragazza anch’essa appena arrivata, verso la casa di Pietro, seguendo la stradina in terra battuta e osservando qui e lì qualche pianta e raccogliendo qualche germoglio. Camminare con l’ombrello e con tutti i bagagli di libri, cibo per la sera, etc. Non è stato poi così faticoso, anzi ci siamo divertiti abbastanza perché la natura è bella non soltanto nelle condizioni che riteniamo ottimali na in qualsiasi condizione ci si trovi, con spirito di accettazione.

Quasi giunti a destinazione altri compagni ci sono venuti incontro, Giuseppe e Monica. Finalmente arrivati alla base e dopo i saluti ed i convenevoli stavamo pensando di sistemarci in un poso al coperto per svolgervi l’incontro. Ma -per fortuna- la lungimiranza e la fiducia nella benevolenza degli elementi, dimostrata da Maria, ha fatto sì che ci sedessimo tutti assieme all’aperto, creando un cerchio attorno al luogo preposto per il falò notturno. E le nuvole si sono allontanate ed il sole ci ha benedetti ancora una volta.

Dopo un giro di presentazione di tutti i partecipanti, inframmezzato da continui nuovi arrivi, abbiamo potuto completare la condivisione prevista. Caterina ha parlato di alimentazione bioregionale ed io di ecologia profonda. Subito dopo Maria ha condotto una performance poetica sul tema della compassione, in cui ognuno ho espresso i suoi sentimenti e sensazioni sul significato di questa parola, ed al termine del giro Maria stessa ha espresso il suo sentire leggendoci una bellissima sua poesia proprio dal titolo “La compassione”. Durante lo sharing è venuto fuori che la compassione non è solo partecipazione emozionale verso le sofferenze altrui, Con-Patire, ma Cum Pathos (da cui anche empatia), ovvero la capacità di condividere gioie e dolori e soprattutto la condizione dell’essere delle persone, ovvero uno stato più profondo e superiore alle emozioni superficiali che appaiono nella mente. Molto appropriata ed in sintonia è stata la breve introduzione ai fiori di Bach tenuta da Giuseppe che ha interessato tutti i presenti coinvolgendoli in una sorta di consulenza collettiva per lungo tempo. Nel frattempo alcuni di noi, con Pietro in testa, si stavano attivando per la preparazione della pizzata prevista con il forno a legno che si trova nei pressi dell’aia.

Ma qui la nostra partecipazione si è dovuta interrompere poiché Caterina, forse a causa della pioggia precedente, forse per l’aria frizzantina ed il vento pomeridiano, forse per gli strascichi di un trascorso raffreddore non guarito si è trovata senza voce ed infreddolita. Così abbiamo salutato e siamo ritornati a piedi, con l’ultimo raggio di sole all’orizzonte, verso il luogo dove avevamo l’asciato l’auto a circa un paio di kilometri dalla casa di Pietro. Poi abbiamo visto da alcune foto scattate da Giuseppe che la festa serale è continuata in bellezza, con fuoco acceso e tutto il resto. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare alla seconda giornata ma speriamo che qualcuno sia ispirato a raccontarci come è andata…

*

Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini

Album fotografico di Caterina Regazzi:  https://www.facebook.com/caterina.regazzi/media_set?set=a.10209045825613288.1547250609&type=3

 

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