Resoconto del pellegrinaggio, del 13 agosto 2016, alla Grotta di Santa Sperandia, sul Monte Acuto

La passeggiata all’eremo di  Santa Sperandia di quest’anno (13 agosto 2016) si è conclusa con una domanda che io e Paolo ci siamo fatti: “Ma l’anno prossimo ce la faremo?”


E’ stata come al solito una bellissima passeggiata, almeno per me. Oggi non ci siamo tanto soffermati sulle erbe spontanee del luogo anche se abbiamo fatto in tempo ad osservare alcune foglie di pimpinella che non abbiamo raccolto per lasciare che se possibile si diffondano e alcune bacche di corniolo rotolate chissà da quale arbusto lungo la scalinata per scendere alla grotta. 

 
Certo che la vegetazione del luogo è meravigliosa e stupisce ogni volta: inoltre è costituita anche da piante che si vedono raramente in altri luoghi. Ci sono ad esempio dei bellissimi “cardi” azzurri di cui non ricordo il nome e che non ho potuto neanche fotografare perché avevo dimenticato la macchina fotografica in auto, l’elicriso dall’inconfondibile profumo di liquirizia ed il ginepro carico di bacche ancora verdi.

Comunque, dopo esserci incontrati alla fontana delle 2 cannelle  di Treia,  io, Paolo, Orietta, Simonetta e Fernando, più Magò ci siamo divisi in due auto e siamo partiti alla volta della spianata vicino alla Roccaccia , passando da San Lorenzo. Prima siamo andati fino alla Roccaccia per ammirare il panorama mozzafiato a 360 gradi che spazia fino al Mare Adriatico. (
Oggi non era neanche limpidissimo, ma da quella posizione sopraelevata se ne vedeva una fetta considerevole).
Mentre stavamo lì vicino ai ruderi della Roccaccia abbiamo fatto delle ipotesi su un avvallamento che faceva pensare ad una cisterna che faceva convogliare l’acqua piovana per avere una riserva d’acqua ai tempi andati. Tornati al punto di partenza abbiamo cominciato a scendere la scalinata di traverse di legno. Le ginocchia sono state messe a dura prova ma hanno fatto il loro dovere egregiamente. Arrivati alla grotta abbiamo firmato il “registro delle presenze” e siamo stati un po’ in raccoglimento. E’ arrivata una bella famigliola, madre , padre e tre bei ragazzini. Da uno di questi ci siamo anche fatti scattare delle foto ma purtroppo quasi tutte sono venute troppo scure.

Nel frattempo avevamo tirato fuori le nostre provviste: panini ai vari sapori, riso freddo, pomodori gratin fatti da Orietta squisiti, frutta, acqua. Anche Magò ha fatto il suo spuntino ed ha bevuto. Proprio lei ad un certo punto ci ha fatto capire che era ora di ritornare, si vedeva che era stufa ed ha ripreso le scale per andarsene, da sola! L’ho raggiunta ed accompagnata sulla via del ritorno, mentre gli altri raccoglievano le masserizie e si incamminavano con calma.

Il ritorno è stato molto faticoso, per me, non si arrivava mai! E per questo ho iniziato il discorso con quella domanda: “Ce la faremo il prossimo anno a farci questa scarpinata?”

Ma ce la faremo senz’altro, è troppo bello andare a trovare Santa Sperandia! E poi al ritorno a casa, stanchi e sudati, si prova una grande soddisfazione!

 
Caterina Regazzi
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