Proposto da un cattolico il rinnovamento della Chiesa cattolica – Trasformare le Parrocchie in Comunità fraterne

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Al Vescovo di Roma Jorge Mario Bergoglio

al Card. Pietro Parolin

al Card. Angelo Bagnasco e al Vescovo Nunzio Galantino

 

Trasformare le Parrocchie in Comunità fraterne

 

Iniziando così la ricostruzione della Chiesa secondo il progetto evangelico.

 

Il parroco viene sostituito da un gruppo di anziani (3-4) di cui fa parte in piena parità, con una funzione fraterna di coordinamento della Comunità; come nelle Comunità fondate da Paolo. In prima istanza gli altri anziani sono aggregati dal parroco, in seguito sono indicati (annualmente? mensilmente?) dalla Comunità; sempre per una sola volta, non rieleggibili se non per necessità. Uomini e donne sono presenti ovunque in piena parità.

 

Tutte le decisioni operative della Comunità sono prese dalla Comunità stessa in riunione assembleare. Lacena eucaristica si tiene solo la domenica e negli altri giorni o feste celebrativi di grandi momenti dell’evento messianico; e sempre come fatto comunitario.

Viene  condotta dagli anziani più altri due membri della Comunità  a turno.

 

La liturgia della parola viene staccata dalla cena e portata alla sera del sabato (o comunque del giorno precedente), sì da poter assumere una maggiore e più significativa ampiezza.

Le letture bibliche sono affidate a turno a membri della Comunità; e dovrebbero essere collegate ad una più ampia lettura biblica condotta in settimana nelle famiglie.

L’omelia, strettamente collegata alle letture, viene tenuta a turno da un membro della Comunità, in base ai carismi di ciascuno; ed è seguita dagl’interventi di altri con carattere di apporto, discussione, critica. Tutti sono coinvolti in questa meditazione della parola di Dio.

 

Il battesimo è affidato agli anziani, e però sempre con una larga presenza della Comunità.

Il bambino non dev’essere piccolo ma sui sette-otto anni, sì da essere pienamente consapevole di quel momento e averlo poi presente in tutta la sua vita. Dovrebb’essere per immersione (come nella Chiesa orientale), sì che il battezzando sia prima unto su tutto il corpo con l’olio dei catecumeni, poi immerso e lavato nella vasca, poi asciugato e rivestito della  nuova veste. Al battesimo dovrebbe seguire un incontro comunitario festoso.

 

La confessione dovrebbe farsi nell’assemblea (come ancora nella Didachè, un’opera della fine del Primo secolo), magari all’inizio della riunione del sabato, ed essere accolta dall’amore misericordioso di tutti; dovrebbe concernere solo colpe ritenute gravi. La penitenza dovrebb’essere poi stabilita dagli anziani col penitente, e consistere in un’azione concreta, un sacrifico, un atto di bontà, un aiuto ai bisognosi.

 

Una terza riunione settimanale dovrebb’essere dedicata ai problemi della Comunità, del suo ordinamento e della sua funzione; a problemi di fratelli e famiglie bisognose e da aiutare, coppie in difficoltà, problemi della formazione e della scuola, comportamenti anomali da correggere fraternamente; e anche ai problemi della Nazione e dello Stato; ai problemi dell’umanità. Le parrocchie non dovrebbero superare i 3000 abitanti.

Lecce, settembre 2016

Per il Movimento il Responsabile

Prof. Arrigo Colombo

 

Arrigo Colombo, Centro interuniversitario di ricerca sull’Utopia, Università del Salento-Lecce

Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel. 0832-314160

E-mail arribo@libero.it/ Pag  web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia

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Un pensiero su “Proposto da un cattolico il rinnovamento della Chiesa cattolica – Trasformare le Parrocchie in Comunità fraterne

  1. Commento di Padre Amorth: “…come se la Chiesa fino ad oggi ci avesse sempre imbrogliato e ingannato…” – “…Noi che tocchiamo ogni giorno con mano il mondo dell’aldilà, sappiamo che il demonio  ha messo lo zampino in tante riforme liturgiche. Il Concilio Vaticano II aveva chiesto di rivedere alcuni testi. Disobbedendo a quel comando, si è voluto invece rifarli completamente. Senza pensare che si potevano anche peggiorare le cose anziché migliorarle. E tanti riti sono stati peggiorati per questa mania di voler buttare via tutto quello che c’era nel passato…”

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