Treia. A fine settembre il referendum fa grancassa… al solito baretto

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La mattina del 30 settembre 2016 ho dovuto spezzare la colazione. Il cappuccino sono andato a berlo alla pasticceria e la pasta l’ho mangiata al solito baretto di Giovanna. Problemi di lavori in corso… Ma non ho perso l’occasione per leggere i giornali locali ed ho trovato pubblicata la mia lettera sulla grancassa referendaria sull’edizione maceratese de Il Resto del Carlino.

Purtroppo non ho trovato nessuno per fotografare l’articolo, che comunque potete leggere  al link segnalato in calce*. La redattrice Paola Pagnanelli l’ha così commentato: “…la mia impressione con questo referendum, purtroppo, è il classico ‘come fai sbagli’. Alcune delle riforme infatti sembrano condivisibili, altre meno, o non in quel modo. I sostenitori del sì dicono che una brutta riforma è meglio di nessuna riforma; quelli del no dicono che modificare la costituzione in questo modo è un atto scellerato ed inutile. Magari a me sarebbe piaciuto votare per qualcosa sì, per qualcos’altro no. Ma si sa come sono le donne, non si accontentano mai (Angelina Jolie ha scaricato Brad Pitt, per dire).”

Al che le ho risposto: “Gentile Paola Pagnanelli, proprio stamattina avevo deciso di scriverle per  sapere come mai da alcuni giorni su Il Resto del carlino non comparivano le pagine di Macerata. Pensavo al peggio, ma  ora vedo che le pagine sono tornate al loro posto, con inserita la mia lettera sulla grancassa referendaria. Grazie per averla pubblicata e grazie per la risposta che dimostra una  certa equanimità. In effetti è come dice lei… i quesiti si sarebbero dovuti scindere ma la scelta governativa è andata in senso inverso. Evidentemente il governo vuole un plebiscito. Non so però se sarà per esso “conveniente”, poiché malgrado Renzi ce la stia mettendo tutta cercando i voti degli emigrati in America e invitando anche le destre e le opposizioni a votare “sì”, o  allettando le mafie con l’ipotesi del ponte sullo stretto. Mi sa però che il risultato potrebbe essere contrario alle sue aspettative. Gli italiani non sono poi così ingenui…”

Paolo D’Arpini

 

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2 pensieri su “Treia. A fine settembre il referendum fa grancassa… al solito baretto

  1. Alcune motivazioni per il mio “no” – E’ una riforma illegittima; perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (porcellum) dichiarata incostituzionale dalla Corte competente. Non riduce i costi autentici della politica. I costi del Senato permangono presso che invariati, restano i costi della struttura burocratico-organizzativa del Senato come istituto. Gli emolumenti riguardanti i senatori sono sostituiti dalle diarie e dai rimborsi per i viaggi e le permanenze a Roma dei delegati delle Regioni e dei Comuni. Compromette la sovranità popolare e le libertà democratiche; in combinazione con la nuova legge elettorale (Italicum ) espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri. Restringe la partecipazione diretta da parte dei cittadini; perché triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare. Il cambiare tanto per cambiare potrà solo peggiorare la situazione; perché con il pretesto della stabilità, il Governo cercherà solo di rendere stabili gli interessi dei suoi componenti e la loro permanenza al potere”

  2. Commento ricevuto da M.N.:

    Il dr. Renzi pensa di vincere il referendum con i voti del centro-destra.
    Cosa significa?
    Cos’ha in testa?
    Può forse sperare che, ad esempio, i leghisti lo sostengano?
    Direi proprio di no.
    E allora?
    È forse impazzito il dr. Renzi?
    Anche a questa domanda la risposta è negativa.
    Come spiegare, quindi?
    Cercando di capire la politica.
    Il dr. Renzi, in sostanza, chiede in maniera mascherata un aiuto al suo grande amico, il dr. Berlusconi.
    Chiede a costui, abilissimo nel cambiare un’opinione dall’oggi al domani e nel saperla vendere, non una desistenza, ma un vero e proprio appoggio attraverso i mezzi d’informazione di quest’ultimo.
    Un nuovo “patto del Nazareno”?
    Possibile anche se difficile e, soprattutto, non so quanto produttivo.
    La strategia però è questa: un uomo giunto alla frutta, che non si fa scrupoli, che chiede aiuto ad un altro da lui sempre aiutato il quale, anch’egli, di scrupoli non se n’è mai fatti.
    Tutto qui, semplice, banale, patetico.

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