Solve et coagula… per integrare le differenze e riconoscersi nella stessa Unità

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…non tutti la pensiamo allo stesso identico modo e magari pur avendo idee simili le mettiamo in pratica in modi diversi. Pur dichiarandoci ecologisti, vegetariani, spiritualisti, etc. talvolta -anzi spesso- troviamo motivi di disaccordo anche fra noi. Il giorno di Pasqua siamo andati ad Amandola, nella casa delle erbe di Sonia, per incontrare una naturopata, un ex medico ospedaliero “convertito” alla causa naturista, che Sonia ci aveva consigliato di andare a conoscere. Si chiama Rosa e viene da Roma.

Parlando del più e del meno siamo andati a toccare il tema del bioregionalismo e le ho raccontato di come partendo dalla stessa idea i fautori di questa filosofia attiva siano poi andati disperdendosi in varie compagini, talvolta anche antagoniste fra loro e lo spezzettamento ancora è in atto. Da parte mia cerco di seguire il sistema alchemico del “solve et coagula”, cercando di mantenere rapporti e dialogo con tutti.

Questo atteggiamento non viene però sempre apprezzato, c’è qualcuno che mi chiede una maggiore coerenza e adesione all’idea “pura” e “dura”. Che posso farci… sono nato per stare nella via di mezzo, nel possibile. Anche perché sciogliere i nodi si può solo se ci si mette attenzione e santa pazienza. D’altronde se non si riesce a convivere con persone che almeno hanno qualcosa in comune con noi come potremo sperare di accettare il resto del mondo? In varie occasioni ho subito però critiche virulente per il mio atteggiamento, critiche che -dal mio punto di vista- sono ingiustificate.

Ad esempio sul Giornaletto di Saul mi limito a fare qualche commentino e a dare qualche rispostina o resto in silenzio, operando come l’acqua -che scorre dove l’ostacolo è minore. Spesso, col tempo, ho notato che i toni tendono ad ammorbidirsi ed anche la comprensione reciproca aumenta…

Paolo D’Arpini

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Articolo collegato:    http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/04/amandola-pasqua-bioregionale-nella-casa.html

 

 

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Un pensiero su “Solve et coagula… per integrare le differenze e riconoscersi nella stessa Unità

  1. Commento di Maria Bignami: “Caro Paolo, ho letto il tuo articolo “solve et coagula”. Mi rincuora sapere che c’è chi rispetta la propria Verità ed è se stesso. Mi sento come te e credo che il problema non sia nostro ma di chi muove le critiche che creano separazione. Se il carico è troppo per te, metà lo porto io e si vedrà in quanti staranno dalla parte del Rispetto anche nei tuoi confronti. Che leggerezza si prova a non voler convincere altri delle proprie convinzioni! Siamo nati in luoghi diversi, ma mi sento tua gemella.”

    Mia rispostina: “Cara Maria, nessun peso, basta sapere come va il mondo… ed accoglierlo com’è. In fondo non possiamo avere rapporti con tutti, possiamo rapportarci solo con coloro che hanno il nostro stesso atteggiamento e questo è il dettame della vita stessa: il simile cerca il suo simile. L’importante è non trasformare il dissimile in un “nemico”, non si sa mai quando potrà esserci un “riavvicinamento”, poiché la matrice comune è la stessa…”

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