Vaccini, talvolta benefici talvolta malefici… ma utili al sistema farmaceutico

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Quando nei media si parla di vaccini in genere vengono evidenziati solo gli eventuali aspetti positivi, tralasciando il fatto che la vaccinazione è una profilassi farmacologica e come tale può avere effetti collaterali indesiderati. Sarebbe onesto parlare in termini statistici, comparare i benefici con i danni delle persone che eventualmente hanno avuto reazioni avverse alle vaccinazioni. Ma in genere il dibattito consolida la cultura medica sintomatologica. Le energie scientifiche non vengono concentrate sulle cause delle malattie, non si indaga sul perché le popolazioni sono costrette a vaccinarsi, sul perché di certe malattie che probabilmente dipendono dalla denutrizione, cattivi stili di vita e mancanza di igiene e che con una buona politica a livello nazionale si internazionale probabilmente potrebbero essere debellate.

I vantaggi sono di gran lunga superiori ai rischi? Può darsi, ma se per il 90% porta benefici il 10% avrà effetti negativi. E se sarà mio figlio a rientrare in quel 10% ho diritto non solo di essere informato ma di essere libero di accettare o no questo rischio.

Inoculare nell’organismo di un bambino puro, perfetto, in formazione dei virus, batteri, metalli pesanti ci allarma più di un eventuale contagio o sviluppo di una malattia.

La vaccinazione di massa è pericolosamente generalizzata mentre sarebbe quanto mai opportuno personalizzare la vaccinazione dal momento che un farmaco può essere utile a X ma dannoso, e a volte letale, per Y. Chi ci assicura che il vaccino non sarà la causa dello sviluppo di malattie future, che non siano proprio i vaccini ad indebolire le difese immunitarie della nostra specie ed essere la causa o la concausa del moltiplicarsi delle patologie moderne?

Ma è proprio necessaria questa decantata iperimmunizzazione? Ammesso che una persona voglia vaccinarsi, è utile o sicuro scatenare una reazione che va oltre il necessario? I vaccini servono a stimolare la risposta immunitariadell’organismo di fronte agli attacchi dei microorganismi senza però sviluppare la malattia. Gli antigeni sono quelle sostanze in grado di indurre una risposta da parte del sistema immunitario. Gli anticorpi sono proteine, dette immunoglobuline prodotte dai linfociti in risposta alla presenza di antigeni. Attualmente molti vaccini sono costituiti da un microrganismo ucciso, oppurevaccini con microrganismi vivi attenuati. Tra i componenti, oltre ad una dose di antigeni che viene decisa in modo arbitrario dalla azienda farmaceutica, si possono trovare molti altri principi: conservanti, disinfettanti e coadiuvanti.Nonostante la formaldeide sia un prodotto nocivo, nei vaccini è ancora presente. Gli adiuvanti, impiegati in alcuni vaccini per potenziarne l’immunità, determinano processi infiammatori locali intensi.  L’adiuvante contiene: squalene, polisorbato, sorbin trioleato. Il mercurio, pur essendo riconosciuto come sostanza tossica, è ancora all’interno di alcuni vaccini, come ad esempio quello per il tetano.

Quattro sono i vaccini obbligatori: Polio , Difterite, Tetano, Epatite B; più tre facoltativi: pertosse, haemophilus B , pneumococco. La legge prevede che un bambino non vaccinato può comunque frequentare asilo nido e scuola di ogni ordine e grado. (Decreto Presidente della Repubblica n.355 del 26/01/1999). Quindi che senso ha vaccinare un bambino di 3 mesi contro l’Epatite B se è una malattia che si trasmette per contagio sessuale o da sangue infetto?  Che senso ha vaccinare a 3 mesi contro il tetano? Quante probabilità ha un neonato di contrarre il tetano o la polio? Alla stragrande maggioranza dei bambini italiani vengono somministrati nei primi 24 mesi di vita dai 27 ai 30 vaccini di cui 12 di Legge e quindi obbligatori (escluso il Veneto).

Non sarebbe più corretto prima di somministrare una serie di vaccini ad un bambino di 3 mesi sottoporlo ad una visita accurata , raccogliere l’anamnesi familiare , individuare le malattie ereditarie e autoimmunitarie presenti nella parentela e valutare (dopo i test previsti dalla legge) sull’opportunità o no di vaccinare il bambino?

I vaccini sono a tutti gli effetti farmaci che contengono, assieme a virus e batteri , molte altre sostanze con effetto farmacologico. Le reazioni avverse da vaccino, che sono a carico del sistema immunitario e del sistema nervoso, sono in netto aumento nel nostro Paese e in tutto il mondo industrializzato. I vaccini non sono sicuramente la sola causa, ma rappresentano probabilmente una delle principali concause, e sappiamo che non esistono farmaci senza effetti indesiderati. E gli effetti avversi delle vaccinazioni sono tutt’altro che sporadiche eccezioni.

Le vaccinazioni possono rappresentare una profilassi là dove alcune malattie sono epidemiche a causa delle precarie condizioni di vita, per malnutrizione endemica o mancanza di igiene . Ma nel mondo Occidentale, dove queste condizioni e stili di vita non sussistono, i vaccini possono rappresentare un prezzo troppo alto e rischioso da pagare. Tra l’altro, la copertura vaccinale non dura certo tutta la vita.

Sembrerebbe più che razionale eseguire alcuni esami ematochimici nei soggetti a rischio e in particolare nei bambini che dovrebbero ricevere i vaccini pediatrici, in modo da avere qualche elemento in più a disposizione se sono o no nella condizione di sopportare lo stress immunitario senza gravi rischi per la loro salute.

Sicuramente le vaccinazioni possono essere un’arma di prevenzione per certe malattie infettive ma hanno il difetto di essere farmaci a tutti gli effetti e soprattutto iniettati in quantità eccessiva e in periodi troppo ravvicinati.

La dose di mercurio nei vaccini somministrati all’età di 3 mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione giornaliera massima prevista e l’adiuvante più usato è l’alluminio. E non è vero che i vaccini non contengano più mercurio: semplicemente non c’è l’obbligo di dichiararlo quando la quantità utilizzata rientra nei “limiti di legge”, come se ci fosse una quantità di mercurio da considerarsi innocua .

Il mercurio produce danno biologico agli esseri umani anche in dosi considerate tollerabili; iniettato è più dannoso del mercurio ingerito; colpisce il sistema nervoso centrale ed è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo; entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del bambino perché la barriera cerebrale è più recettiva; bambini sotto i 6 mesi non riescono ad espellere il mercurio, principalmente per l’incapacità di produrre la bile, la principale via di escrezione del mercurio organico. E’ stata dimostrata su 400.000 bambini una correlazione statisticamente significativa tra esposizione cumulativa al mercurio e ritardi nello sviluppo, tic, sindrome da deficit di attenzione, minori capacita di linguaggio e di apprendimento. I neonati sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dell’alluminio per la loro funzione renale.

Franco Libero Manco

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Commento aggiunto:  “Siamo consapevoli del fatto che i vaccini siano stati una conquista della medicina moderna che ha portato al quasi completo sradicamento di alcune gravi malattie infettive, ma è troppo chiedere che non contengano sostanze neurotossiche o che quantomeno i genitori ne siano correttamente informati?Non sarebbe forse doveroso riferire ai genitori quelle che possono essere le relazioni tra la presenza di mercurio nei vaccini e il possibile danno irreversibile al funzionamento del cervello dei bambini nel grembo materno e durante il processo di crescita”?(Dott. Carlo Tonarelli, Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, Specialità in Pediatria, Specialità in Neonatologia, Specialità in Psicologia Clinica).

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