Evoluzione, ipersessualità e indecenza… “In Principio era il Sesso” – Recensione

Ci è stato insegnato che noi umani siamo speciali, unici tra tutti gli esseri viventi, al di sopra e al di là del mondo che ci circonda, dispensati da molte delle cose umilianti che pervadono e caratterizzano la vita degli animali, la natura sta al di sotto di noi, è causa di vergogna, disgusto e allarme, è qualcosa di puzzolente e disordinato che va occultato dietro porte chiuse, tende tirate e deodorante alla menta.
Ma le cose stanno diversamente: l’Homo sapiens è una delle cinque specie viventi di grandi scimmie, insieme a gorilla, oranghi, scimpanzé e bonobo, con questi ultimi due abbiamo perfino condiviso cinque milioni di anni fa (in termini evolutivi è come dire l’altroieri) un progenitore comune: la inconfutabile verità è che noi non discendiamo dalle scimmie, NOI SIAMO SCIMMIE.
Tutti noi umani, nessuno escluso, siamo i discendenti allupati di progenitori ipersessuali.
A prima vista, può sembrare una affermazione esagerata, ma non si può negare che da ogni parte ci voltiamo il matrimonio monogamico stile “finchè morte non ci separi” viene messo a dura prova proprio dalla nostra irrefrenabile necessità di liberare quella nostra “scimmia impazzita”  ingabbiata da millenni di repressione religiosa e culturale.
La dura verità è che la sessualità umana è sempre stata considerata dal sistema politico-socio-culturale come sovversiva e minacciosa, da eliminare sistematicamente ricorrendo ad artifici logici e filosofici, a dogmi e precetti religiosi.
Repressa dalle autorità religiose, trascurata dall’educazione, patologizzata dai medici, ignorata dagli scienziati, nascosta dai genitori, banalizzata dai media, emarginata dai terapeuti: la diffusa tendenza ad oscurare la vera natura della nostra sessualità è la principale causa del fallimento delle relazioni di coppia, uccise da crescente frustrazione, noia, perdita della libido, tradimenti impulsivi o compulsivi, confusione, rassegnazione, colpa, vergogna.
La monogamia seriale si estende davanti (e dietro) di noi come un arcipelago di altrettanti fallimenti, occasionali isole di felicità transitoria in un vasto mare di solitudine e disillusione.
La American Medical Association riporta che più della metà delle donne americane soffre di disfunzioni sessuali, e per gli uomini le cose non vanno meglio, visto che il Viagra batte ogni anno nuovi record di vendita.
Il mercato della pornografia rastrella intorno ai 100 miliardi di dollari l’anno generando solo negli Stati Uniti più entrate di CNS, NBC e ABC (i tre principali network televisivi americani) messe insieme e più del totale delle concessioni per il calcio, il baseball e il basket professionali.
Secondo l’U.S News and World Report gli americani spendono più soldi negli strip club che nei teatri di Broadway, opera, balletto, concerti di musica classica e jazz messi insieme: non si può negare che siamo una specie golosa di sesso!
Negare, ignorare, penalizzare, condannare, demonizzare la sessualità non serve: sono passati ben 17 secoli da quando ai preti cattolici fu perversamente imposto di rinunciare ad una vita sessuale! Risultato? Migliaia di preti cattolici hanno confessato innumerevoli crimini sessuali a danno di bambini solo negli ultimi dieci anni!
Nel solo 2008 la Chiesa Cattolica ha pagato più di 436 milioni di dollari a titolo di risarcimento per abusi sessuali!
A quanto ammonta il debito morale accumulato nei confronti delle vittime dimenticate di questo incauto ripudio degli aspetti più elementari della sessualità umana?
Nel 2010 si sono contati in Italia oltre 105.000 reati di genere, pari ad oltre 290 al giorno.
Ogni 12 secondi una donna viene colpita da atti di violenza di genere (fisica, verbale e psicologica).
Ogni due giorni in Italia una donna viene uccisa dal compagno o marito.
Ogni giorno 95 donne denunciano di aver subito minacce e 87 di aver subito ingiurie.
64 donne al giorno sono vittime di lesioni dolose, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenze sessuali.
Perchè tutta questa violenza sulle donne?

La gelosia è un elemento inevitabile e incontrollabile? Da cosa dipende?

La frustrazione sessuale può farci ammalare?
La mancanza di libertà sessuale, di desiderio liberamente autorizzato ed espresso, di piacere fisico e di orgasmi può causare problemi al cuore, al cervello, all’utero, alla prostata?
Può portare alla depressione, al cancro e al desiderio di togliersi la vita? O al contrario, al desiderio di uccidere?
A queste e a molte altre domande possono essere trovate risposte e soluzioni adeguate affrontando con amore e consapevolezza un percorso di crescita sull’amore, sulla sessualità e sulla relazione di coppia.
L’Articolo è tratto dal libro In Principio era il Sesso Ed.Odoya 2015 ed è a cura di Umberto Carmignani
(Fonte: newsletter@lacittadellaluce.org)
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