La grande contraddizione nel nostro rapporto con gli animali…

Risultati immagini per donne con gatti

Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. In modo inconsapevole abbiamo aderito al carnivorismo, l’ideologia violenta che ci permette di mangiare la carne solo “perché le cose stanno così”. 
 
Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa “dittatura della consuetudine” e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l’occultamento dell’eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario. 
 
Intervistando i vari protagonisti dell’industria della carne, esaminando le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mette in luce gli effetti collaterali sulle “altre” vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e nell’inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine; i consumatori sempre più esposti ai rischi di contaminazioni e insalubrità; l’ambiente stesso, e il nostro futuro sul pianeta.


Francesco Pullia


Annunci

21 luglio 2018 – Festa dell’acqua cotta a Ca’ Lamari di Montecorone (Zocca)

Risultati immagini per paolo d'arpini a Ca' lamari  Montecorone

Ogni anno il circolo vegetariano ripete la cerimonia dell’Acqua Cotta, una zuppa povera costituita da erbe selvatiche e croste di cacio, che fa parte dell’antica tradizione contadina e pastorale. Una bevanda-cibo con tutti i sapori e gli odori che la natura ci da in questo momento. Cerchiamo in questo modo di risvegliare nei neofiti l’amore per il necessario e la gioia di godere di quel che si ha, senza aspettarsi la manna dal cielo.

Quest’anno saremo ospiti nella corte di Pietro a Ca’ Lamari di Montecorone di Zocca, la manifestazione si tiene sabato 21 luglio 2018, con inizio alle ore 18.30, e consiste nella preparazione e degustazione dell’Acqua Cotta con aggiunta di pan secco che verrà distribuita durante la serata. Lo scopo di questa distribuzione è quello di sensibilizzare le persone verso gli amici animali che convivono con Pietro: alcuni cagnetti e una dozzina di galline con i due galli che fanno loro compagnia, nel novero sono compresi un paio di gatti semirandagi, ricci, rospi, api ed altri selvatici.

Gli avventori che intervengono alla manifestazione sono invitati a portare pan secco e residui alimentari per gli animali ed a lasciare un’offerta libera per il loro mantenimento e cure, in compenso potranno saziarsi di “acqua cotta” ed eventualmente far incetta di ottimo concime biologico per i vasi di fiori dei loro terrazzi e giardini.

Nel corso della degustazione verrà anche discusso il programma della prossima festa di Ferragosto da tenersi sempre a Ca’ Lamari.

Paolo D’Arpini

Risultati immagini per paolo d'arpini a Ca' lamari  Montecorone

Per info logistiche: Pietro Rossi – 340.2148222 – 059.989639

Per info sui programmi: circolovegetariano@gmail.com

Risultati immagini per paolo d'arpini a Ca' lamari  Montecorone

 

Il pesce? Fa bene solo a chi lo vende…

Risultati immagini per Il pesce? Fa bene solo a chi lo vende

Eticamente è molto più grave consumare del pesce che carne di animali terricoli. Mentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono centinaia di individui per il pesce è necessario sacrificare molti animali e il valore di un animale non è in base alla sua dimensione corporea.
La morte del pesce, in qualunque modo avvenga, per opera dell’uomo, è un fatto crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in agonia nelle reti fanno capire l’intensità di dolore subito dai pesci e quanto disumana sia la pesca. Si preferisce credere che il pesce non soffra, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore.

“Vivi e lascia vivere”, questa è la legge d’amore che ci distingue dagli animali predatori, che sono costretti ad uccidere per vivere. Per noi non basterà il piacere del nostro palato a giustificare l’uccisione di miliardi di creature in grado di soffrire.

Lasciate stare il mare, rispettate questo grande e meraviglioso specchio di cristallo, questo mondo affascinante e misterioso. Non violentate le sue creature. Noi certo non vorremmo che le creature del mare invadessero la nostra terra e tormentassero le nostre genti. Smettiamo di massacrare e di mangiare animali: ne beneficeranno anche la nostra salute, il nostro portafoglio e la nostra coscienza.

Se un qualsiasi essere vivente non fosse in grado di accusare il dolore, se non avesse paura della morte si autodistruggerebbe e nulla esisterebbe nel Cosmo. Il dolore è ciò che accomuna tutti gli esseri viventi: è come una lancia puntata alla schiena di ogni creatura che la costringe ad evitare la sofferenza e la morte e la sprona ad avanzare sulla via dell’evoluzione acquisendo esperienza, memorizzando il pericolo e aguzzando l’astuzia in modo da sfuggire al predatore.

Se noi umani potessimo udire il grido di dolore dei pesci agonizzanti nelle reti un uragano di terrore coprirebbe la faccia della terra e nessuno più oserebbe uccidere o mangiare le creature del mare.
Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, Gesù dice:
“Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti?
Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime”.

Alcuni animali marini dotati di zampe quando vengono immersi ancora vivi nell’acqua bollente che entra in ogni cavità dell’animale, oppure arrostiti sulla piastra, schizzano via come saette. Sembra che le aragoste siano prive degli analgesici naturali dei mammiferi e quindi che siano ancora più di noi sensibili al dolore.

Altrettanto tremenda e dolorosa è la morte per asfissia del pesce pescato con le reti: le convulsioni dell’animale che disperatamente cerca di riconquistare il suo ambiente vitale, sono la più palese manifestazione di dolore.

La pesca sportiva, vero e proprio passatempo per gente stupida, insensibile e crudele. L’amo che viene estratto dalla bocca del pesce che si contorce dallo spasimo e che lacera anche parte della testa è paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole, la fronte ed il cervello per poi somministrargli con un pò d’acqua pochi grammi di ossigeno per prolungare il più possibile la sua vita e quindi la sua agonia.

Le mattanze delle tonnare: l’orrore che suscita l’enorme chiazza di sangue che, come una profanazione della vita, macchia l’azzurro intenso del mare, fa vergognare di appartenere alla specie umana.

Quale disumana durezza è necessaria perché si tagli le pinne ad uno squalo e lo si rigetti in acqua? E’ come tagliare le gambe ad un essere umano e lasciarlo a dissanguarsi per terra.

E i pesci uccisi per congelamento? E quelli spasimanti in pochi centimetri di acqua nei mercati perché la gentile signora, o signore, possa deliziarsi il palato con il corpo di una creatura appena eviscerata da viva?

Non è forse raccapricciante l’idea degli acquari nei ristoranti in cui il cliente sceglie quale pesce farsi cucinare al momento decidendo vita o morte e sofferenza per una splendida creatura?

Molti pesci hanno intelligenza pari se non superiore a quella di molti animali terricoli: sono dotati di sistema nervoso e quindi capaci come noi di percepire il dolore. Il polpo ha un cervello molto sviluppato, l’intelligenza del delfino, che supera quella del cane, in molte circostanze ha salvato l’uomo da morte sicura, spesso da un attacco da parte di squali.

Il pesce è dotato di percezioni sofisticatissime (altro che radar) oltre che di quegli strumenti naturali che rendono capace il suo corpo di estrarre dall’acqua l’ossigeno di cui ha bisogno per vivere. Il pesce ragiona, sente, vede, dorme, gioca, ha paura e quindi si nasconde. L’agilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso. La perfezione dei suoi occhi in grado di percepire chiaramente nell’acqua, la complessità delle sue branchie e dei suoi sensori ricettivi ed elaborativi, la squisita geometria delle sue squame, la gamma pressoché sconfinata dei suoi colori sgargianti, vengono per sempre annientate con la morte dell’animale quando viene privato dell’unica sua ricchezza, la vita, per un attimo di  “piacere” che possono dare le sue carni martoriate.

Ritengo improprio raccomandare l’uso del pesce nella nostra dieta. Se l’essere umano avesse bisogno di tale sostanza per i suoi processi vitali la specie umana si sarebbe estinta sul nascere. Infatti come avrebbero potuto i nostri antenati fruttariani, (cugini delle scimmie antropoidi) usciti dalla foresta tropicale, e lo stesso uomo delle caverne, catturare il pesce con le mani per cibarsene?

L’elemento acqua non è compatibile con la natura terricola dell’uomo. Probabilmente alcuni uomini della preistoria, solo quelli stanziati lungo i corsi di acqua, eccezionalmente si nutrirono anche di pesce, ma coloro che vivevano nell’entroterra come avrebbero potuto sopravvivere? Lo stesso discorso vale per il latte ed i formaggi da molti “illuminati” nutrizionisti ritenuto indispensabile per la salute umana. Come avrebbero potuto gli antenati dell’uomo consumare il latte di un altro animale nel corso dei 5 milioni di anni che precedono  l’addomesticamento degli animali se tale pratica risale a non più di 50 mila anni fa?

– i pesci contengono grassi saturi in quantità maggiore della stessa carne; il grasso del pesce fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale. Secondo la Food and Drug Administration il mercurio contenuto nel grasso può causare malformazione nei neonati, danni renali, deficienza mentale, cancro;
– il pesce contiene molto colesterolo: gamberi e crostacei ne contengono quasi il doppio rispetto alla carne di manzo;
– il pesce per motivi di sicurezza e gusto deve essere cotto, la cottura denatura gli Omega 3, oltre ad inattivare gli enzimi digestivi;
– le raccomandazioni dei nutrizionisti di consumare il pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi l’Omega 3 non è sufficiente a garantire il quantitativo necessario. Solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di Omega 3 e solo se i pesci sono selvatici o da acquicoltura con pesci che si nutrono di pesci che mangiano alghe;
– i benefici per la salute umana non sono dimostrati o al limite sono trascurabili, per contro i disastri ambientali causati dalla pesca sono ben documentabili;
– studi sugli eventuali benefici dell’olio di pesce non hanno dimostrato maggiore utilità nei problemi neurologici, cancro, demenza, malattie autoimmuni, asma, sclerosi multipla, diabete ecc. rispetto agli Omega 3 di derivazione vegetale.

 “Occorre mangiare il pesce per l’Omega 3”.  Il valore di un alimento è inversamente proporzionale alla sua velocità di decomposizione. Il fetore serve a tenerci lontani da certi alimenti: solo questo basterebbe a farci capire che il pesce che vive nel mare non è alimento adatto all’uomo che vive sulla terra. Il pesce è tra le sostanze più putrescibili esistenti in natura: basta lasciarlo per qualche ora fuori dal frigo per rendersi conto del fetore, dovuto alla sua decomposizione e questo rende inservibili gli Omega 3. Inoltre, nei pesci spesso si trovano residui  di scarichi industriali e fognari, di pesticidi e metalli pesanti, come piombo, mercurio, cadmio ed altri. La maggior  parte dei pesci consumati viene da allevamenti intensivi; nei mangimi vengono aggiunti ormoni ed altri prodotti chimici che servono ad aumentare velocemente il peso dell’animale e a scongiurare epidemie. Il mondo vegetale è molto più ricco di Omega 3: il contenuto nelle noci è 4 volte maggiore di quello contenuto nel pesce più ricco, la sardina fresca;  i semi di lino addirittura 10 volte di più.

Franco Libero Manco

Marano Sul Panaro, 28 luglio 2018, celebrazione del Guru Purnima

Shiva, il Guru originario, l’Assoluto Sé di ogni essere

Immagine correlata

Il Circolo vegetariano VV.TT.,  anche quest’anno assieme al gruppo di canti e meditazione Luce di Stelle, celebra  il Guru Purnima, il giorno sacro al Guru.  Aiutati in ciò dalla presenza della  luna piena, che a luglio –si sa- è particolarmente potente… Questo plenilunio è considerato il più misterioso e suggestivo, in esso si vede l’aspirazione umana di collegare le cose che stanno in alto con le cose terrene, mediante una comprensione simultanea. 

Il Guru, a cui  è dedicato questo plenilunio,  rappresenta  il maestro interiore, ovvero la Coscienza. Una preghiera  a Lui indirizzata  dice: “Oh Guru, conducimi dalle   tenebre alla Luce”  e nel cantico  Sri Guru Gita c’è una strofa altamente significativa sulla natura del Guru, in essa è detto: “Om namah shivaya gurave, satchitananda murtaye, nisprapanchaya shantaya, niralambaya tejase”, che significa: “Omaggi al Guru che è Shiva (l’Uno Benevolente), la cui forma è Essere-Coscienza-Beatitudine, che è trascendente e calmo, che è il suo stesso supporto ed è pura Luce”

Per la Festa auspiciosa del Guru Purnima 2018  avremo la presenza di alcuni cercatori spirituali, provenienti dalla montagna sacra di Arunachala (Tiruvannamalai), Upahar Anand e Venu,   che saranno insieme a noi per  accompagnarci nei canti devozionali, Il loro arrivo è previsto a Vignola la sera del venerdì  27 luglio, in cui in forma intima si terrà una prima condivisione di Bhajan. L’incontro pubblico è invece previsto per  il sabato 28 luglio 2018, con inizio alle ore 18 circa, l’appuntamento è alla contrada  Festà di Marano sul Panaro (C/O  CA’ DONINI, VIA FRIGNANESE 5692). L’incontro prevede una puja iniziale con spiegazione sul significato dell’evento, a cui segue una sessione di canti devozionali a cura di Upahar Anand e dei cantanti  e musicisti del gruppo Luce di Stelle. La cerimonia si conclude al crepuscolo con la distribuzione del Prasad  da ognuno portato. 

Per info. logistiche: Mara Lenzi 331.2250678

L'immagine può contenere: 3 persone

(Paolo D’Arpini – circolovegetariano@gmail.com)

Esibizione al flauto indiano del solista Upahar Anand: https://www.youtube.com/watch?v=yAMXBz7TLdw

Modificare la nostra alimentazione per salvare noi stessi ed il mondo

Risultati immagini per J. & M. McDougall 2017. La starch solution,

Nella grande confusione delle diete e dei pareri dei nutrizionisti, che consigliano tutto ed il contrario di tutto, è molto opportuno l’arrivo di questo libro che, come altri libri recenti quali quelli di Campbell ed Ornish, focalizza l’attenzione sul cibo naturale per l’uomo e sull’importanza di limitare il peso corporeo e preservare la salute evitando malattie, seguendo l’esempio di tanti popoli dalla dieta frugale ma salubre, che non conoscono obesità né malattie cardiovascolari. McDougall sostiene che l’uomo mangia cibi ricchi di amido almeno da 30 mila anni e che siamo strutturati per nutrirci di alimenti di origine vegetale. L’alimentazione che McDougall consiglia non richiede sacrifici, perché pone limiti solo qualitativi e non quantitativi: una volta esclusi alcuni cibi, gli altri possono essere mangiati fino alla sazietà. I cibi esclusi sono tutti quelli di origine animale (carne, pesce, latte e latticini, uova) nonché quelli ricchi di grassi come frutta secca e tutti gli oli.

McDougall smentisce molte false credenze. Smentisce la favola che i carboidrati facciano ingrassare. I carboidrati eventualmente introdotti in eccesso vengono bruciati e solo in minima parte convertiti in grasso. Il grasso introdotto in eccesso invece viene subito accumulato con gravi effetti patologici. Anche troppe proteine causano danni a fegato e reni. Infatti bastano 40-60 grammi di proteine al giorno.

Smentisce la falsa credenza, anche sostenuta da nutrizionisti, che gli alimenti vegetali non contengano tutti gli aminoacidi essenziali.

Smentisce inoltre che il latte protegga le ossa dall’osteoporosi. Avviene invece il contrario: i cibi ricchi di proteine ed acidi alimentari, tra cui anche il latte ed i formaggi, danneggiano le ossa causando l’osteoporosi.

Smentisce che l’uomo non possa produrre quantità sufficienti di alcuni acidi grassi a lunga catena di atomi di carbonio come acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) a partire da acido linoleico (omega-6) e acido linolenico (omega-3), presenti nelle piante, quindi non è vero che mangiare il pesce sia necessario, come taluni sostengono. Inoltre il pesce è tossico perché contiene mercurio, e proprio le specie che contengono maggiori quantità di EPA e DHA contengono maggiori quantità di mercurio.

McDougall irride alcuni che, diventando vegani, provano nostalgia del cibo che hanno abbandonato, e così mangiano surrogati con lo stesso aspetto e consistenza di carne e formaggio come burger di soia, seitan e tofu conditi con oli vegetali e margarina; tali cibi contengono un eccesso di proteine che danneggiano la salute.

Gli integratori alimentari sono inutili e pericolosi; essi non riducono, e possono aumentare, il rischio di cancro e malattie cardiache. Circa il 90% della vitamina D proviene dall’esposizione al sole e solo il 10% da alimenti arricchiti ed integratori. Gli integratori di calcio possono provocare cancro e infarto.

Modificare la nostra alimentazione è importante anche per risolvere i nostri problemi ecologici. Abbiamo 3 opzioni per affrontare la sovrappopolazione mondiale: controllo della popolazione; aumento della produttività agricola; modifica delle nostre abitudini alimentari. Le prime due presentano serie difficoltà. La terza invece risolverebbe tutti i problemi individuali e globali in un sol colpo.

Carlo Consiglio  – consiglio.carlo@tiscali.it

Risultati immagini per carlo consiglio

Da Treia a Spilamberto per festeggiare l’Anima Gemella, il 6 luglio 2018

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone in piedi, albero, spazio all'aperto e natura

Ho portato con me Paolo da Treia a Spilamberto da pochi giorni ma, si sa, Paolo ama organizzare piccole o grandi “riunioni” fra amici per condividere la vita e si “appoggia” sempre a circostanze particolari: solstizi, equinozi, commemorazioni di santi e defunti e la prima occasione del genere è stata il 6 luglio 2018, data in cui si commemora Santa Maria Goretti e lui e noi con lui abbiamo festeggiato l “anima gemella”.

L’abbiamo fatto nei modi che ci sono congeniali: una semplice passeggiata, alcuni canti sacri nella “cave” di casa mia e la condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.
*
La passeggiata era prevista dalle 18 e 30, ma il pomeriggio è arrivato una specie di diluvio universale per cui il ritrovo è stato spostato alle 19 e 30 e, dato che nel frattempo era spiovuto, ci siamo avventurati lo stesso verso il fiume Panaro, senza raggiungerlo.
*
Eravamo io, Paolo, Mara, Tina,Caterina Z., Nancy, Cristina e Grazia. Abbiamo attraversato i campi vicini  facendo degli incontri ravvicinati alquanto “imbarazzanti” almeno per me: una serie di gamberi di fiume americani, rossicci e dalle enormi chele che, al minimo movimento avvertito, venivano brandite minacciosamente verso l’alto. Non ne avevo mai visti tanti, evidentemente, le abbondanti piogge, hanno giovato loro. Abbiamo camminato in fretta, chiacchierando piacevolmente.
*
L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Saul Arpino, persone che sorridono, persone in piedi, barba e spazio all'aperto
*
I due “capi”, Paolo e Mara, intanto si sono consultati sull’organizzazione del prossimo Gurupurnima, che si terrà il 28 luglio a Festà di Marano, nel terreno di Tina. Sarà presente il nostro amico Upahar Anand a commuoverci e ad allietarci coi suoi canti.
*
Al ritorno a casa abbiamo trovato ad attenderci Vincenzo ed un suo amico di cui non ricordo il nome, siamo entrati in casa e ci siamo sistemati nella sala al piano di sotto, preparandoci per una sessione di canti. Paolo ha detto alcune belle parole sulla ricerca dell’anima gemella, che deve essere innanzitutto la ricerca del proprio sé interiore, la propria idealità; dopo averla trovata in noi stessi automaticamente la riconosciamo anche all’esterno. Una volta che abbiamo trovato l’armonia con noi stessi, riusciremo a trovare l’armonia che è fuori di noi. 
*
L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso
*
Durante i canti del 6 luglio ho  trovato che fossimo tutti particolarmente ispirati ed ognuno ha partecipato con le sue modalità. La voce di Tina, dolcissima, ci ha portato in terre lontane, quelle di uno zingaro che le attraversa sentendosi il loro Re! (ed altro).
*
Poi (erano ormai quasi le 22) siamo saliti per consumare il prasad da ognuno portato che era veramente ottimo e abbondante, chi attorno al tavolo, chi un po’ in disparte sul divano, chi in silenzio, chi in chiacchiere. Una bella serata, piena di affetto e di sorrisi per tutti i presenti.
*
Grazie a tutti!
*
Caterina Regazzi
*
Risultati immagini per caterina regazzi
*
*

Il biologico secondo la UE

Risultati immagini per Il biologico secondo la UE

La produzione biologica non è più un settore di nicchia nell’agroalimentare europeo: si tratta in effetti di uno degli ambiti più dinamici e la superficie utilizzata per l’agricoltura biologica cresce al ritmo di circa 400 000 ettari all’anno. Il mercato dei prodotti biologici dell’UE si aggira sui 27 miliardi di euro, circa il 125% in più di dieci anni fa. (Fonte: sito ufficiale della Commissione Europea).

L’Italia è prima tra i 28 Paesi dell’Ue per produzione e seconda per superficie coltivata: 1,8 milioni di ettari e 72.154 operatori. La crescita della domanda di prodotti biologici, incoraggia l’aumento delle produzioni.

Alcuni dati sulla produzione nostrana:

Tra le colture con maggiore incremento troviamo ortaggi (+48,9%), cereali (+32,6%), vite (+23,8%) e olivo (+23,7%) mentre a livello territoriale la maggiore estensione delle superfici è registrata in Sicilia con 363.639 ettari, cui seguono la Puglia con 255.831 ettari e la Calabria con 204.428 ettari. Il fatturato realizzato dal settore al consumo supera i 2,5 miliardi di euro e tra i canali di acquisto, oltre alla gdo e negozi specializzati, si assiste alla tendenza di acquistare direttamente dai produttori all’interno di farmers market (dati Coldiretti).

Il provvedimento sul biologico non inficia la produzione in termini di quantità: ciò che si reputa possa risultare minato, è il concetto di qualità. La norma infatti, depotenzia alcuni aspetti che proprio perchè restrittivi, garantivano standard elevati. Nonostante sia stata bocciata dagli europarlamentari italiani che chiedevano norme più rigide in tema di contaminazioni accidentali, la legge disciplinerà produzione e commercializzazione di prodotti biologici a partire dal 2021.

Ecco i punti salienti della riforma:

  • controlli antifrode saranno effettuati annualmente in sede per tutti gli operatori della filiera o ogni due anni se nessuna irregolarità verrà riscontrata nel corso dei tre anni precedenti.
  • Le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continueranno ad essere autorizzate a condizione che le due attività agricole siano ben separate. In merito alle sementi convenzionali, sarà creato un database per facilitare la produzione e la vendita di quelle bio. Le deroghe che permettono l’utilizzo di semi convenzionali nella produzione biologica, saranno eliminate entro il 2035.
  • Certificazioni di gruppo permetteranno ai piccoli coltivatori che operano del biologico, di aggregarsi riducendo costi e tempistiche.
  • Tutti i prodotti importati da paesi extra Ue dovranno rispettare standard uguali a quelli europei: le attuali norme in materia di “equivalenza”, che impongono ai paesi terzi di conformarsi a norme simili ma non identiche, saranno eliminate entro cinque anni dall’entrata in vigore. Sono fuori dall’obbligo gli accordi commerciali bilaterali.
  • I prodotti che accidentalmente vengono contaminati da pesticidi non autorizzati nel settore biologico, potranno continuare ad avere la certificazione a patto che siano state adottate tutte le misure precauzionali previste (il controllo delle misure viene implementato dalle autorità nazionali). I paesi che, come l’Italia, applicano soglie massime per le sostanze (come pesticidi) non autorizzate nei cibi biologici, potranno proseguire su questa linea attraverso un meccanismo di decertificazione automatico ma non potranno impedire la commercializzazione nel proprio mercato di prodotti di altri Paesi europei che si comportano diversamente.

Quest’ultimo punto in particolare ha generato le maggiori perplessità e critiche.

Il vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha dichiarato “l’esito dei negoziati è un’occasione persa. Il punto cruciale negativo è aver eliminato completamente le soglie per i residui di fitofarmaci. Che differenza c’è allora con l’agricoltura convenzionale? L’accordo finale rappresenta un compromesso al ribasso”.

Il rischio è che, applicando norme meno restrittive per ciò che concerne i residui di fitofarmaci, si provochi un duplice danno: al consumatore in primis venendo a mancare la necessaria trasparenza e al settore bio italiano che ha standard molto elevati.

Per la Cia (Confederazione italiana agricoltori) le nuove regole europee “non sono assolutamente in linea con i livelli e gli standard di qualità che sono applicati da anni in Italia; non apportano alcun miglioramento per i consumatori nel momento in cui non intervengono sulle regole che riguardano la contaminazione dei prodotti, eliminando dai negoziati la questione delle soglie per i residui di fitofarmaci.” Coldiretti annuncia: “si tratta di un via libera della Ue al biologico contaminato”. Anche il presidente di FederBio Paolo Carnemolla, conferma un giudizio negativo sulla norma.

“Un provvedimento” commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli Confagricoltura, “che annacqua la qualità della produzione agricola biologica italiana ed europea e che mette di fatto i produttori agricoli nella condizione di dover applicare i disciplinari privati della distribuzione e della trasformazione, oltre che le disposizioni del regolamento”. In questo quadro infatti, molti operatori del settore sono concordi su un punto: per difendere i primati della produzione Made in Italy, risulta necessario creare un marchio nazionale per le produzioni biologiche italianeconsentendo scelte di acquisto più consapevoli.

 Immagine correlata