Causa ed Effetto, la legge del karma non perdona… ma insegna!

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Con i tempi che corrono, pieni di disastri, cattiverie, guerre, oppressioni, miserie… molta gente continua a chiedersi “…ci sarà mai giustizia in questo mondo? Perché i malvagi imperano ed i buoni sono sempre vittime?” e simili dubbi.
Il fatto è che anche i cosiddetti buoni molto spesso sono oppressori, magari non di altri uomini ma nei confronti della natura, degli animali, di se stessi.  Questi atteggiamenti poi richiedono una compensazione karmica. Questo almeno è il dettame della legge di Causa ed Effetto. La cosa va avanti con slanci pendolari fra alti e bassi, fra bene e male, finché il movimento non si affievolisce e si  trova una moderazione, una via di mezzo, come la chiamano i buddisti.
Son convinto che in questo momento storico, visto anche l’enorme aumento della popolazione umana, si sono reincarnati sul pianeta milioni e milioni di animali. Si vede anche dal basso livello di coscienza che contraddistingue la nostra epoca. E si vede soprattutto dalle sperequazioni sociali e dalla violenza interspecista e fra i sessi. Molti perseguitati del passato sono diventati persecutori. Molte azioni cercano una compensazione. In tal modo il male, ovvero la febbre del desiderio di vendetta, prevale sul perdono e sull’amore per il prossimo e per la vita. La vita stessa sembra una punizione. Insomma  il destino ci impartisce   una lezione spirituale ed etica e finché non l’abbiamo appresa siamo costretti a ripetere la prova…

Spesso, durante  la mia permanenza in India, diverse persone ponevano domande ai vari maestri presso i quali andavo a soggiornare in merito al destino dei popoli, alla crudeltà di Hitler, alla persecuzione millenaria degli ebrei,  alla distruzione delle civiltà  meso-americane, alle guerre civili e simili argomenti apocalittici. La riposta dei saggi era sempre più o meno la stessa: “Come esiste un destino individuale esiste anche un destino per le nazioni e per i popoli”.

Insomma par di capire che la summa di atti e coinvolgimenti che videro diverse anime convergere in un particolare momento storico  non è altro che un riaggiustamento karmico. Questo non significa che coloro che furono perseguitati come ebrei, ad esempio, sono  nati sempre in quella religione o razza, anzi parrebbe essere proprio il contrario, e cioè che l’entrata in un particolare karma collettivo sia necessario per un riequilibrio degli opposti. Ad esempio se diversi individui furono perseguitati durante la strage degli Ugonotti pareggiano il conto perseguitando a loro volta, in  un’altra condizione gli zaristi durante la rivoluzione bolscevica. Oppure se le anime dei Maya cercano rivalsa si incarnano in Spagna e scatenano la guerra civile.
Quindi  perseguitati e persecutori si scambiano le parti a seconda delle circostanze sino al compimento finale ed alla comprensione che son la stessa identica cosa, sono lo stesso sognatore che prende  varie forme.

Lasciando da parte questa analisi generale voglio solo soffermarmi un attimo sulla tendenza karmica che contraddistingue il popolo ebraico.

La chiave della comprensione del destino di questo popolo sta nel senso del dominio, della trasgressione e della punizione. “Occhio per occhio, dente per dente”.  E quando ci si trova alle strette si preferisce la morte onorevole, come avvenne ai rivoluzionari di Masada che preferirono il suicidio collettivo piuttosto che cadere in mano ai Romani. Ma l’esempio più significativo di questa filosofia di vita collettiva è il famoso detto: “Muoia Sansone con tutti i Filistei” . Che siano tutti morti è meglio che qualcuno salvato, soprattutto se quel qualcuno è un “altro”.
Questo mi fa pensare a cosa succederà delle testate nucleari conservate da Israele. Finché si tratta di spedire queste bombe verso la lontana Persia non ci sono problemi ma se si tratta di usarle contro i nemici vicini, come  la Siria, i rischi di ricadute per i cittadini israeliani sono maggiori. Ma se dovessero infine essere usate contro la Palestina chi si salverebbe? Il muoia Sansone con tutti i Filistei è ancora un mito ricorrente.

Paolo D’Arpini
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La canapa coltivata in Italia non è droga…

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Sia la “cannabis indica” che la “canapa sativa” fra di loro si fecondano e si mescolano. Un po’ come succede nell’accoppiamento fra un nero ed una donna bianca. Possono prolificare  e ciò dimostra che sono della stessa specie. Esiste la selezione naturale e la selezione artificiale ma se la natura è lasciata a se stessa alla fine la canapa si adatta semplicemente al clima ed alla latitudine. Infatti la canapa coltivata in Italia per centinaia o migliaia di anni era una pianta completamente adattata al clima ed alla latitudine dell’Italia. Dal che se ne deduce che se prendi i semi della cannabis indica e li pianti in Italia nel giro di qualche generazione le piante si adatteranno al clima ed alla latitudine italiana, ovvero produrranno una quantità inferiore di resina rispetto alle consorelle coltivate in India…

…la canapa, in se stessa -come pianta- non è “droga”, infatti facevo l’esempio dell’uva per spiegare che a seconda di dove viene coltivata produce più zuccheri. La canapa in Italia è stata coltivata per millenni e fino a 70 anni fa era una pianta comune e nessuno ha mai rilevato che fosse “uno stupefacente”. Mentre se avviene la legalizzazione, come prospettato dai parlamentari antiproibizionisti, allora sì che venderanno “droga” con il bollino dello stato sopra, ne più ne meno come oggi fanno con i liquori e con il tabacco…

Nota bene si parla di cannabis, non di canapa, e di “legalizzazione”. Il che lascia intendere che si vuole regolamentare l’uso e la coltivazione di una “sostanza” da immettere nel mercato con il bollino dello stato sopra, come succede con gli alcolici e con le sigarette. Alcuni deputati di fazione estrema hanno poi aggiunto al mazzo anche la legalizzazione della prostituzione, quindi completando la partita di “sesso droga and rock and roll”.

Ma – secondo me – non dovremmo parlare di legalizzazione bensì di liberalizzazione e non chiamarla cannabis, marijuana ecc, dandogli l’accezione di “droga”, ma chiamarla con il suo nome comune: canapa. Solo la canapa esiste, un’unica pianta che a diverse latitudini e climi ha proprietà diverse, esattamente come l’uva (come scritto nel mio articolo: Canapa, pianta salvifica, perché fu proibita in Italia? – http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Canapa-pianta-salvifica-perche-fu-proibita-in-Italia).

Finché la canapa bioregionale non potrà ritornare libera nei nostri campi e giardini, assieme a tutte le altre piante medicinali, alimentari e di varia natura, non potremo mai attuare una sana ecologia botanica.

Quando ancora vivevo nella Valle del Treja, in un terreno denominato “Tempio della Spiritualità della natura”, lasciavo che la vegetazione si esprimesse liberamente e senza alcun mio intervento ed ho potuto così osservare la crescita spontanea di varie piante considerate “velenose” o allucinogene, come ad esempio lo stramonio ed i papaveri decorativi, ecc. Tra l’altro anche a Treia, dove ora risiedo, sino alla fine degli anni ’40 del secolo scorso (in cui subentrò la proibizione voluta dagli USA) era consuetudine coltivare la canapa, vista anche la vicinanza del fiume Potenza che ne facilitava la lavorazione.

Ed inoltre c’è da considerare che  prima dell’avvento del tabacco la canapa non veniva fumata al massimo veniva utilizzata per farne tisane calmanti e, come i semi del papavero in Sicilia,  serviva a preparare dolcetti per “tener tranquilli i bambini”, o in erboristeria come integrativo, ecc.

Purtroppo con il consumismo e l’americanismo, la conoscenza che un tempo accompagnava queste piante prodigiose è quasi scomparsa. E non appena la conoscenza di una pianta viene riportata alla coscienza – per esempio, non appena qualcuno decide di incidere la testa di un papavero da oppio per farne uscire il lattice – ricompare anche il tabù. Fatto curioso, coltivare Papaver somniferum per uso decorativo è legale, a meno che ciò non sia fatto con la consapevolezza di coltivare una droga: allora come per magia, lo stesso, identico atto fisico diviene il reato di “produzione di una sostanza controllata”. A quanto pare, l’Antico Testamento e il codice penale associano entrambi piante proibite e conoscenza.

Per fortuna la coltivazione dell’uva e del luppolo, trasformabili in sostanze inebrianti (vino e birra), e dell’iperico (un antidepressivo), camomilla e valeriana (entrambe blandi sedativi) non è ancora proibita (anche se qualcuno ci sta pensando)…

Per tutte queste ragioni non sono affatto d’accordo sulla “legalizzazione” della “cannabis” ma sono assolutamente favorevole alla libertà di coltivazione e di spontanea crescita di ogni pianta che la natura ha creato. Soprattutto se tali piante possono avere una funzione di utilità, donare benessere e disinquinare anche i terreni, come ad esempio può fare la canapa. Apprendere poi il suo corretto uso  – come avviene per qualsiasi altra erba o sostanza naturale – è più un fatto di “educazione e conoscenza” che di “regolamentazione”, poiché la dipendenza la da un cervello portato alla dipendenza, all’alcool, al sesso, alla coca cola… non la pianta in sé.

Paolo D’Arpini

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Articolo in sintonia:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/03/24/cannabis-la-legalizzazione-richiesta-dallintergruppo-ha-fini-speculativi-commerciali-e-di-schedatura-dei-consumatori/

 

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Cannabis. Legalizzazione speculativa –  Articolo collegato: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/03/24/cannabis-la-legalizzazione-richiesta-dallintergruppo-ha-fini-speculativi-commerciali-e-di-schedatura-dei-consumatori/

 

Articolo collegato –  Negli USA ora c’è libertà di coltivazione della canapa?: https://www.dolcevitaonline.it/usa-ora-la-canapa-e-davvero-libera/?fbclid=IwAR2Wuqd9ucyl23ZIKY6i-H60oyZol3P2nnzkkEOpLMpEfmn46CDtBCDFsCQ

Treia, dal 25 al 28 aprile 2019: “Festa dei Precursori” – Programma di massima e cronistoria del Circolo Vegetariano VV.TT.

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Il 27 marzo del 1984 dinnanzi al notaio Giuseppe Togandi, nel suo studio di Orte, fu da me fondato, assieme a Sandra Forti, Gemma Uyttendaele, Giuseppe Roveri e Rita Guerrieri, il Circolo Vegetariano VV.TT.  – L’atto costitutivo fu registrato il 5 aprile presso l’Ufficio Registro di Viterbo, con atto 3202. La prima sede del Circolo, in Piazza Roma 22, a Calcata (Vt), fu inaugurata la sera del 26 aprile 1984. Senza volerlo quel giorno ricorreva la data di nascita di mia madre,  Giustina Tirabosco,  che aveva lasciato il suo corpo mortale nel 1954. Durante la stessa notte, anzi nella mattina del 27 aprile, nasceva Felix, l’ultimo dei miei quattro figli. Così un pezzo del mio destino andava a compimento. Da allora il Circolo ha festeggiato la sua nascita e la sua ubicazione attraverso due ricorrenze: La Fiera delle Arti Creative che solitamente si teneva attorno all’equinozio di primavera (fine marzo e primi di aprile) e la Festa dei Precursori che cadeva tra la fine di aprile ed il primo maggio. Nel 2011, il 4 di giugno, trasferii la mia residenza a Treia (Mc), di conseguenza anche la sede del Circolo fu spostata in questa città, in Via Sacchette 15/a, e dopo alcuni lavori di ripristino dei locali, messi a disposizione dalla mia adorata compagna Caterina Regazzi,  fu registrata presso questo Comune (http://www.comune.treia.mc.it/info-e-servizi-cms/circolo-vegetariano-vv-tt/?a=). 

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Da allora la Festa dei Precursori si è svolta a Treia e così sarà anche nel 2019, in cui la celebrazione è prevista dal 25 al 28 aprile. Prima di passare alla descrizione degli eventi programmati vorrei però raccontarvi qualcosa sulla nostra storia e sulla scelta di chiamarci “precursori”. Chi sono e perché ci riconosciamo in questa parola? Già qualcosa sul tema è stato scritto dalla amica Franca Oberti – http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/02/15/treia-in-attesa-della-festa-dei-precursori-dal-25-al-28-aprile-2019-chi-sono-i-precursori/ – ma vorrei qui aggiungere alcune mie considerazioni:  

Il futuro non ha bisogno di rivoluzioni… il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento!” (Osho)

Allorché decisi di fondare il circolo vegetariano VV.TT. lo feci nella piena consapevolezza che lo scopo della nuova associazione sarebbe stato quello di andare contro… Eravamo un manipolo di ribelli quel giorno davanti al notaio Giuseppe Togandi e mentre compivamo il nostro dovere giurando fedeltà alle finalità del sodalizio stavamo anche andando contro tutte le norme consolidate di ogni vecchio sodalizio, affermando (tra l’altro): “Lo scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni pratiche per lo sviluppo spirituale e meditazioni collettive, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e seminari sull’uso armonico delle riserve della natura, organizzare e promuovere la ricerca di cure naturali per la mente e per il corpo, dimostrare e divulgare l’importanza di un’esistenza armonica e piena d’amore…”. Insomma stavano immergendoci in una nuova onda culturale, quella della spiritualità laica, del bioregionalismo e dell’ecologia profonda, facendo finta di niente…

Il fatto è che per mettere in pratica queste finalità associative -necessariamente- dovevamo andar contro le regole e le consuetudini della società in cui viviamo.. Insomma ci siamo presi la briga di cambiare il mondo, ribellandoci alle norme restrittive e meschine della cultura corrente. Ecco perché dal 1984 celebriamo La Festa dei Precursori, ogni anno, per ricordarci quello scopo prefisso e proseguire indefessi nella meta di rompere il ghiaccio verso nuove frontiere dell’intelligenza umana.

Alcuni nostri critici dicono che siamo sessantottini non pentiti, oppure che siamo inveterati illusi, poiché il nostro voler cambiare il mondo si risolve in un nulla… Sarà così, forse, ma almeno stiamo cercando di farlo cominciando dal cambiare noi stessi, decidendo per noi stessi quei comportamenti necessari a creare una nuova civiltà umana. E ci definiamo “ribelli” e non “rivoluzionari” poiché, come disse Osho, il rivoluzionario appartiene ad una sfera terrena mentre il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario sente il bisogno di rivolgersi alla folla, muovendosi in ambiti politici e di governo, insomma ha bisogno di “potere”. Ed il potere quasi sempre corrompe (lo sappiamo bene) ed i rivoluzionari che lo hanno assunto ne sono stati corrotti. Il potere ha cambiato la loro mente mentre la società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.

Per questo il mondo ha bisogno di precursori ribelli e questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati…

Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote e creare un nuovo essere umano dagli occhi limpidi.

Una discontinuità con il passato, ecco il significato della ribellione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione. Insomma andiamo avanti a fare i rompighiaccio, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….

Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano è un precursore.

Paolo D’Arpini – Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT.

 

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Treia, dal 25 al 28 aprile 2019 – Festa dei Precursori – Programma di massima in collaborazione con Auser Treia e Adesso Yoga

25 aprile 2019

Ore 10 – Appuntamento presso la sede Auser, in Via Lanzi 20, e partenza per una gita alla Torre di Pitino, con picnic in loco. Ci accompagna l’archeologo Enzo Catani

26 aprile 2019

Ore 18 – Assemblea del Circolo vegetariano VV.TT. In Vicolo Sacchette 15/a Treia

Ore 20 – Pizzata sociale

27 aprile 2019

Ore 10 – Appuntamento presso la sede Auser Treia per una visita guidata al Centro Storico

Ore 13.30 – Picnic vegetariano auto-gestito nel giardino del Circolo (in Vicolo Sacchette)

Ore 16 – Tavola rotonda su Religione e Spiritualità Laica. Introduce il prof. Alberto Meriggi con un “Excursus sulla presenza di fedi e di santi a Treia”. Presentazione del libro “Ramana Maharshi: meditazione olistica” (edizioni Om) a cura del traduttore Giuseppe Moscatello. Interventi dei convenuti a cerchio e recita di poesie spirituali

Ore 21 – Nella Sala di Meditazione del Circolo (ingresso da via Mazzini 27) bhajan con accompagnamento di strumenti musicali indiani a cura del solista Upahar Anand

28 aprile 2019

Ore 17 – Presso il centro Adesso Yoga, diretto da Barbara Rossetti, in Via Bellamore 1 (quartiere Borgo di Treia), recita zen “Al teatro delle immagini parlanti” in due tempi, diretti rispettivamente da Maurizio Angeletti e Morena Oro

Nota – La manifestazione è libera ma -per questioni organizzative e di spazio- è necessario segnalare la propria partecipazione ad ogni singolo evento, telefonando allo 0733/216293 o scrivendo a circolovegetariano@gmail.com

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P.S. – Per la Festa dei Precursori  viene richiesto il patrocinio morale del Comune di Treia

 

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Recensione del libro “Ramana Maharshi: meditazione olistica”:  https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/02/ramana-maharshi-meditazione-olistica-di.html

Treia, 22 aprile 2019 – Pasquetta in Pace perfetta

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“Nella più remota antichità gli animali vissero assieme cogli uomini. Quando questi si crearono imperatori e re, quelli cominciarono ad impaurirsi e si allontanarono…” (Lieh-tze)

In prossimità delle festività pasquali, vitellini, agnellini, coniglietti, maialini… saranno condannati a subire una sorte crudele al solo scopo di imbandire le tavole degli umani; anche se le nostre dispense traboccano di alimenti che non richiedono spargimento di sangue.

Chiediamo agli italiani sensibili di non prestarsi a questo gioco disumano con la scusa della culinaria e delle ricette tradizionali. La gente tende ad imitare e se verrà dato un cattivo esempio anche altri si sentiranno autorizzati a proseguire nello scannamento indifferenziato a scopo alimentare. Quindi se non prendiamo una posizione chiara sulla strage incombente indirettamente ci renderemo responsabili dell’agonia e della morte di migliaia di creature innocenti.

Oltre all’inaccettabile sofferenza degli animali,  l’uccisione degli animali abitua a convivere con l’idea della supremazia del più forte sul più debole. Inoltre occorre considerare che nessun settore industriale inquina e distrugge il pianeta quanto l’industria della carne; che nessun settore assorbe e dissipa più acqua potabile a livello mondiale; che nessun settore causa fame nel Terzo Mondo come la cultura degli allevamenti intensivi che richiedono spazi sconfinati di monocolture inquinanti (e spesso pure transgeniche); che nessun settore assorbe più energia elettrica.

Dissociamoci quindi senza rimpianti, almeno a Pasqua, da questa cultura di inquinamento e di morte; dando il nostro contributo per un mondo migliore in cui si propongono pietanze incruente; impegnandoci a divulgare prodotti benefici e salutari. Vi sono tante cose buone da preparare senza sacrificare animali innocenti, senza rendersi complici di quest’inferno che va solo a beneficio delle grandi lobbyes di settore, ma a danno di tutti, uomini, animali, natura. Facciamo in modo che anche gli animali festeggino la Pasqua, da vivi, e sicuramente ne beneficerà la civiltà, la giustizia e anche la nostra coscienza.

Il Circolo Vegetariano VV.TT.  organizza la consueta colazione di Pasquetta in pace perfetta, quest’anno il picnic si svolge nel giardino del Circolo (Vicolo Sacchette 15/a – Treia), la mattina del 22 aprile 2019, alle ore 10, ognuno può contribuire con un uovo sodo, un dolcetto vegetariano, un cioccolatino od una fiaschetta di vino.  Si terrà anche una breve lettura di brani dal Vangelo Esseno della Pace ed alcuni dettami di San Girolamo. *

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Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi

Prenotazioni:  0733/216293  – circolovegetariano@gmail.com

* Nel Vangelo Esseno della Pace Gesù dice: “Chi uccide un animale uccide suo fratello”. Non uccidete e non mangiate le carni delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi di Satana: questo è il sentiero della sofferenza e della morte. Non uccidete né uomini né animali perché io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo.”

E nelle Pergamene del Mar Morto dice ancora Gesù: “Sono venuto per porre fine ai sacrifici ed ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l’ira di Dio non si allontanerà da Voi.”

E negli stessi documenti Gesù rimprovera aspramente anche i pescatori: “Forse che i pesci vengono a voi a chiedere i frutti della terra? Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime.”

A conferma di quanto suddetto S. Girolamo scrive: “Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare la carne.”
“…perché vi dico, in verità, che chi uccide uccide sé stesso e chiunque si nutre della carne di animali uccisi mangia il corpo della morte.”
“Non uccidete né uomini né animali e neanche il cibo che entra nella vostra bocca! Perché se mangiate cibo vivente quello stesso cibo vivificherà anche voi, poiché la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene sempre la morte. Perché i vostri corpi diventano ciò che mangiate così come i vostri pensieri diventano il vostro spirito…”

Le malattie indotte ed inguaribili che piacciono all’industria farmaceutica

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Contrariamente alla filosofia di Ippocrate, la cui scienza e la cui attività di medico erano interamente concentrate sulle cause che determinano le malattie, e a neutralizzarle tramite un giusto stile di vita ed una corretta alimentazione vegetariana, l’industria chimico-farmaceutica (e l’apparato medico allopatico) opera principalmente sui sintomi delle malattie e trova nella negligenza del popolo il migliore alleato per i suoi giganteschi interessi economici. Sfrutta la l’indolenza della maggior parte della gente che preferirebbe farsi tagliare una mano piuttosto che rinunciare a certi piaceri gastronomici: si reca dal medico non per conoscere le cause del suo problema di salute e intervenire su questo; vuole il farmaco che gli consente di continuare a vivere senza dover rinunciare ai vizi che causano la malattia. Cioè, se una persona soffre di cirrosi epatica al medico chiede la pillola che gli consente di continuare a consumare alcolici, che è come spegnere la spia del carburante sul cruscotto dell’automobile pensando di continuare a viaggiare senza benzina.

Naturalmente  l’ultimo degli interessi dell’industria farmaceutica è quello di debellare le malattie e quindi di patrocinare la cultura delle cause e della guarigione, anzi spesso sono i medicinali stessi a generare altre malattie, da curare: gli effetti iatrogeni dei medicinali risultano essere la 4^ causa di morte nel mondo occidentale.  D’altronde, può un’industria di ricambi d’auto sostenere la produzione di automobili che non si deteriorano? In sostanza, l’apparato medico allopatico non è preposto a debellare le malattie, ma a curarle. Non esiste un ente preposto a dare alla popolazione il benessere e la salute. Questo dovrebbe essere il principale obiettivo del Ministero della salute, ma la realtà dei fatti conferma che per salute si intende curarsi con i farmaci.

Io non voglio essere complottista, non voglio pensare che questo infernale meccanismo sia pensato a tavolino per danneggiare volutamente la salute del pianeta e trarre dalla malattia umana benefici economici;  voglio credere che l’industria farmaceutica sfrutti a suo vantaggio i problemi di malattia, i vizi e le debolezze umane,  e abbia trovato nella tendenza umana, a delegare a terzi il proprio benessere, il mezzo più efficace per i suoi immensi guadagni finanziari. Attualmente, il fatturato mondiale delle industrie farmaceutiche supera i 1.100 miliardi di dollari ed è in crescita esponenziale.

L’industria farmaceutica investe milioni in campagne di disinformazione. Il Vioxx prescritto come antidolorifico, ha ucciso 100.000 persone e si stima che i casi di infarto superi il milione. (Farmaci e protocolli per bambini) – da panorama di apr. 2008.

In America è stato esaminato un campione di 100 spot televisivi, tutti sono stati giudicati parzialmente o totalmente falsi e ingannevoli.  Soloil 2 % degli studi clinici per testare i farmaci a scopo pediatrico si basa su Comitati di Controllo Indipendenti non legati ad industrie farmaceuticheper valutare l’eventuale presenza di reazioni avverse. Questo e’ quanto emerge da un’analisi, effettuata dall’Università di Nottingham (UK) ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica di 739 trial (prove) internazionali  effettuata fra il 1996 ed il 2002.

Ad innumerevoli scienziati fu chiesto “Cosa ne pensa del cancro? “Un gran parte un imbroglio” (Linus pauling, due volte primio Nobel);“Un vero fallimento” (John Bailar, medico, ex direttore del Jouarnal of the National Cancer istitute);  “Il Vietnam della medicina” (Donald Kennedy , ex presidente della Stanford University); “Un mucchio di letame” (James Watson, genetista, scopritore della struttura della molecola del DNA, premio Nobel).

Franco Libero Manco

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Manifesto per l’anarchia religiosa… con richiesta di adesione a papa Francesco

Nella breve nota che segue compirò opera di chiarezza sulle consuetudini imposte dalle religioni, passate per dogmi, fornendo anche un suggerimento per aiutare la chiesa cattolica ad uscire fuori dal vicolo cieco in cui si è incastrata.

L’influenza delle religioni, e qui non parlo solo della cattolica ma anche del giudaismo e -recentemente, in seguito alle immigrazioni- dell’islamismo sulla società italiana ha cambiato stile. Negli ultimi anni non si manifesta più come aperta imposizione o censura bensì in forma di indirizzo politico ed economico. Le fedi monoteiste infatti agiscono come “famiglie” o “lobbies” che esercitano un controllo “indiretto” e talvolta “diretto” sulle scelte del paese. Queste religioni utilizzano l’arma del ricatto velato, della pressione e della “facilitazione” in affari che di religioso non hanno più nulla.

In Italia la maggiore evidenza di questo comportamento – per ovvie ragioni storiche- viene dalla chiesa cattolica, che non sembra più un ente spirituale ma un semplice apparato di potere che contende con gli altri poteri e lotta per mantenere ed ampliare i suoi privilegi consolidati. Questa competizione “ideologica” (ma essenzialmente politico-economica) si mostra maggiormente virulenta nei confronti dell’islamismo “fondamentalista”, mantenendo anche opposizione e distanza verso il giudaismo bigotto.

Forse direte che almeno oggi in Italia non si finisce più sul rogo, mentre nei paesi islamici la tortura e l’esecuzione religiosa è imperante, per non parlare della persecuzione verso i “non ebrei” attuata in Israele…. È vero, ma l’emarginazione e la derisione alla quale molti di noi laici sono sottoposti è una gogna difficile da portare sul groppone e spesso impone decisioni difficili (come in questo caso in cui mi sento costretto a prendere una posizione chiara sul tema trattato).
Personalmente non sono un rivoluzionario e non voglio inneggiare ai “cosacchi che vengono ad abbeverare i loro cavalli nella piazza San Pietro” (come scherzosamente propose Stefano Disegni in un suo fumetto di vent’anni fa..), sono uno spiritualista ironico, laico e metaforico, perciò “allegoricamente” continuerò a denunciare vizi e soprusi della chiesa cattolica, allo stesso tempo proponendo alternative e suggerendo un emendamento.

Questa vuole perciò essere una proposizione d’intenti e non di “belligeranza”. Spero che il papa Francesco possa cogliere il consiglio che gli offro … quello di divenire partecipe di una rivoluzione spirituale e di pensiero che conduca alla vera “ecclesia”, quella della comunità di tutti gli esseri umani, conviventi in una unica basilica sincretica ed universale!

Sia la chiesa cattolica, per prima, a dare il buon esempio abbandonando ogni formalismo religioso. Forse questo servirà a scuotere le convinzioni fideistiche delle altre religioni ed a convincere i vari rabbini, mullah, bramini e monaci che l’uomo esiste prima di ogni etichetta religiosa. E che se c’è un Dio non può essere partigiano… non può avere figli o popoli prediletti.

Ma per ottenere un risultato credibile è necessario che papa Francesco prima di tutto si spogli delle vesti di papa…. e si ricongiunga all’umano…

Questo significa che la chiesa cattolica dovrebbe rinunciare ad ogni apparato gerarchico, ad ogni struttura organizzata in veste economica e statale, ad ogni imposizione teologica e dottrinale, lasciando piena libertà espressiva ad ogni singolo “credente” in Cristo.

Questa proposta sa troppo di “anarchia religiosa”? Ebbene forse è esattamente quello che avrebbe voluto Gesù.

Paolo D’Arpini

Comitato per la Spiritualità Laica
Via Sacchette 15/a – Treia (Mc)

Mangia come parli. “Legumi e buoi dei paesi tuoi”

Torniamo ai legumi di casa nostra…

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Dietro la megapromozione della soia per tutto il pianeta, ritroviamo i grandi gruppi della petrolchimica e della medicina: dispongono di badget di promozione considerevoli.  Hanno centinaia di siti Web in tutte le lingue per fare l’apologia della soia. Malgrado questo la  “Food And Drug Administration”, una  sorta di ministero  dell’alimentazione e dei medicinali negli USA, non ha mai accettato di dare alla soia il titolo di GRAS  (Generally Recognize As Safe, cioè Generalmente Riconosciuta Senza Pericolo).

L’autorevole rivista medica britannica The Lancet ha pubblicato nel 1997  uno studio che dimostra che il solo fatto di bere 2 bicchieri di latte di soia al giorno era sufficiente per perturbare i cicli mestruali delle donne.  Inoltre questo stesso studio proverebbe che nei bambini, testati con questi due bicchieri di latte di soia al giorno,  la concentrazione di isoflavoni sarebbe tra 13.000 e 22.000 volte più importante della concentrazione normale di estrogeni. Gli isoflavoni possono impedire l’ovulazione, favorire l’apparizione delle cellule cancerogene e l’ipotiroidismo di cui i primi sintomi possono essere l’apatia, la costipazione, la perdita di peso e la fatica. Secondo il Dr. Joseph Mercola, mangiare della soia non fermentata provoca una serie impressionante di possibili conseguenze, tra queste:

un tasso del morbo di Alzheimer che sarebbe da 2,4 volte più importante; cancri alla tiroide;  deficienze del pancreas; deficienza in vitamina D e in Calcio; una riduzione della disponibilità del ferro e dello zinco utile alla salute del cervello; una diminuzione o un blocco della metabolizzazione del ferro; dei problemi alla memoria; deficienze in acidi amminoacidi; aumento del tasso di diabete.

Il fatto poi che la soia sia una buona sorgente di proteine è falso poiché contiene degli inibitori di tripsina che ostacolano la buona digestione delle proteine e affaticano il pancreas. Uno studio istologico ha dimostrato che, presso quasi il 40% dei bambini nitriti con il latte di soia, si trova un intestino che fugge, causando delle carenze in saccarosio, lattosio, maltasi, fosfatasi alcalina, una facoltà di digestione molto compromessa, come un aumento del livello di stress e una degradazione del sistema immunitario; al microscopio elettronico si constata presso questi bebè una degradazione delle villosità intestinali come delle gravi lesioni dell’intestino tenue.

Inoltre si pensava che diminuisse i rischi di cancro al seno delle donne che lo consumano; ebbene, è tutto il contrario secondo lo stesso specialista che aggiunge:  “Il latte di soia è un imbroglio nutrizionale, imbottito di fito estrogeni simili all’estradiol, ormone femminile che sono dei perturbatori ormonali che favoriscono lo sviluppo dei cancri ormono-dipendenti.

(Dal mensile “Il Monitore del Regno della Giustizia, febbraio 2019)

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