Oriundo? In un certo senso sono maceratese anch’io…

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Lo scritto che segue fa parte di una raccolta di  racconti, considerazioni, poesie, etc. di mio padre: Aldo D’Arpini. Poco dopo la sua morte avendo “ereditato” la cassetta contenente i suoi scritti, lo inviai a mo’ di “ad memoriam” alla rivista Alfa Zeta, di matrice cristiana, che lo pubblicò.  Sì perché mio padre gli ultimi anni della sua vita si scoprì  universalista “cristiano”.
 
Egli inoltre divenne vegetariano, per conto suo senza che nessuno glielo consigliasse.  Abitò per parecchi anni a Macerata dove aveva gestito un albergo prima di andare definitivamente in pensione. E lì nel capoluogo lasciò il corpo che è oggi sepolto nel cimitero comunale.  
 
Cimitero di Macerata – Entrata
 
Quindi -in un certo senso- sono un po’ anch’io maceratese. Ed è bene che sia venuto a Treia, ormai in età avanzata, così potrò forse anch’io lasciare il corpo qui nelle Marche. 
 
Evidentemente questo fa parte del nostro destino di famiglia, evidentemente dal punto di vista karmico qui c’è una nostra radice. Però oggi non voglio dilungarmi su questo tema… Vorrei solo confermare il detto “buon sangue non mente” e che non c’è bisogno di andare  in giro a far proselitismo. 
 
L’evoluzione quando il momento è giunto ci fa compiere i passi necessari alla nostra crescita. Perciò, pur mantenendo in vita una delle associazioni vegetariane più vecchie d’Italia Il Circolo vegetariano VV.TT.,  difficilmente faccio opera di apostolato. Mi limito a raccontare la mia esperienza e se qualcuno sente una risonanza, buon per lui! 
 
Paolo D’Arpini




 
Verso una comunità umana ideale…
 
La crescita in tenerezza ed in maturità sono i veri segni del successo verso l’umanità e la creazione tutta.  Il grande errore di ogni etica è stato quello di immaginarsi di avere a che fare con i soli rapporti fra uomo ed uomo. Invece il vero problema riguarda la sua attitudine verso il mondo, verso tutta la vita che entra nel rapporto d’azione. 
 
Un uomo è morale soltanto quando considera la vita nel suo insieme, quella delle piante e animali come quella dei suoi simili, e quando si dedica ad aiutare disinteressatamente ogni altra vita che ha bisogno. 
 
Soltanto l’etica universale che sente la vicinanza di tutto ciò che vive, in una sfera sempre più ampia, soltanto quell’etica è fondata sul ‘pensiero’. L’etica del rapporto fra uomo ed uomo non è in verità un qualcosa a parte, è solo un
rapporto particolare che deriva dall’universale. 
 
L’etica del rispetto per la vita comprende  quindi tutto ciò che può essere rappresentato come amore, devozione e comprensione. Nella gioia, nella sofferenza e nella fatica. 
 
In un giorno a venire tutte le forze della natura si uniranno intelligentemente per raggiungere lo scopo finale, senza diffidenza, né ostilità reciproca, ma nel riconoscimento universale della fratellanza, di cui tutti facciamo parte 
essendo figli dello stesso padre. 
 
Cerchiamo allora ognuno nella nostra piccola cerchia di attività di preparare e prepararci a questa era di pace e
di amore. Sia questo il desiderio ardente, il sogno di tutti gli uomini riflessivi e sinceri.


Possiamo ben fare un piccolo sacrificio per avvicinare l’umanità  verso un glorioso avvenire. Purifichiamo i nostri pensieri e le nostre azioni assieme al nostro alimento.
Con l’esempio e la parola  facciamo tutto quello che dipende da noi per diffondere l’evangelo di compassione e di amore, per far cessare il regime della brutalità e per affrettare l’avvento del grande regno di giustizia nel quale la volontà del padre nostro sarà fatta nella terra come in cielo.


Settembre 1992:   Aldo D’Arpini – Alfa Zeta
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Franco Libero Manco ci spiega perché è diventato vegano…

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Fin da ragazzo ho dato il mio contributo per cercare di rendere migliore questo mondo, aiutando le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, lottando per i diritti umani, a favore delle donne, dei bambini, dei più deboli. Ma mi accorgevo che era come cercare di svuotare una piscina con lo scolapasta e che era necessario intervenire sulle cause che determinano i problemi che, secondo me, risiedevano e risiedono non sui meccanismi economici o politici ma nella coscienza dell’uomo che se fosse più giusta, più sensibile, solidale, capace di condividere le necessità vitali dell’altro, tutti i problemi si risolverebbero.
Un giorno a tavola, mentre mangiavo del pollo consideravo che, a causa della mia ignoranza, era stato privato per sempre della vita, subendo la prigionia e l’angoscia della morte. Un animale diverso da me solo nella forma, ma con la mia stessa voglia di vivere e la stessa paura di morire. Capii che mentre lottavo per i diritti degli umani causavo l’ingiustizia suprema a tante creature innocenti: era un controsenso lottare per la giustizia e l’amore mentre mi rendevo complice di una crudele realtà.
Immaginavo quel povero animale senza possibilità di scampo nella mani del suo carnefice. Da quel momento ho smesso di mangiare carne di qualunque tipo e la consapevolezza che questa scelta risparmiava la vita e la sofferenza a migliaia di animali innocenti mi convinse che era la scelta giusta e la condizione imprescindibile per rendere più sensibile e giusto l’animo umano.
Poi ho capito che la visione antropocentrica della vita era ed è ciò che maggiormente abitua l’uomo all’idea che il più debole possa essere sacrificato al più forte e che questo è la causa di tutte le sventure umane causate dall’incapacità di condividere la condizione della vittima.
Prima di diventare vegetariano, e cioè fin dal 1975, ero colpito da influenza, raffreddore e da dolori articolari due tre volte l’anno, ma da allora non ho più accusato alcun tipo di malessere, probabilmente perché le mie difese immunitarie erano messe a dura prova da alimenti incompatibili con la nostra vera natura, che il nostro organismo considera degli aggressori che contribuiscono ad abbassare  le nostre difese immunitarie.
Man a mano è maturata in me la convinzione che un’umanità capace di convivere con il sistematico massacro di milioni di animali nei mattatoi, veri e propri campi di concentramento e di sterminio in tempo di pace, non per necessità di sopravvivenza ma per mero piacere gastronomico, non ha la capacità morale, civile e spirituale di realizzare un mondo migliore. Se l’essere umano non è in grado di valorizzare e rispettare il “piccolo” non è neanche in grado di valorizzare e rispettare il “grande”. Il discorso inverso, non funziona, non ha mai funzionato.
Poi ho visto che la mia scelta non era isolata ma affondava le sue origini nel pensiero dei grandi della storia, dei mistici e filosofi, degli uomini di cultura e di scienza di ogni tempo e paese a partire dai Veda, da Krisna, Zoroastro, Buddaha, Pitagora, Platone, Teofrasto, Plotino, Plutarco, Socrate, Seneca, Porfirio, Orazio, Ovidio, Plinio e poi Leonardo da Vinci, Schopenhauer, Schweitzer, Tolstoj ecc. ecc., oltre una lunghissimo elenco di Santi del calibro di S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Caterina da Siena, S. Benedetto, S. Gregorio Magno, S. Antonio, S. Filippo neri ecc. per arrivare fino a noi con Gandhi, Einstein, Capitini, Tom Regan, Peter Singer, Umberto Veronesi ed un esercito di studiosi e personalità contemporanee del mondo della scienza, dell’arte, dello spettacolo, dello sport. Tra questi ultimi Dave Scott, Miles, Deriaz, Zanella, Venturato, Maiorca, Crooks, Lewis ecc. Insomma il meglio dell’umanità era stato ed è vegetariano, tutti in ottima salute e alcuni vissuti fino a quasi cent’anni.
Successivamente, approfondendo le tematiche della cultura vegetariana, mi sono accorto che l’alimentazione carnea non solo incide negativamente sulla condizione fisica, mentale, emozionale e spirituale dell’individuo ma dell’intero pianeta e che c’è una diretta correlazione tra i problemi più scottanti del mondo e l’alimentazione carnea: i conflitti armati e la violenza umana spesso scaturiscono dalla carenza di risorse alimentari ed energetiche e mantengono l’umanità sotto un costante stato di tensione e di guerra: gli allevamenti di animali, con la necessità di adibire le terre a pascolo e a monocolture sono, o possono essere, causa di contrasti, invasioni e guerre.
Ho visto che la fame nel mondo uccide 24.000 persone ogni giorno anche perché le popolazioni dei paesi poveri sono costrette a coltivare nelle loro terre alimenti per gli animali dei paesi ricchi; che il 20% dell’umanità può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna (se tutti i popoli si alimentassero come gli occidentali ci sarebbe un collasso delle risorse vitali del pianeta). Inoltre, sotto l’aspetto salute, il 70% delle malattie umane è correlato al consumo di grassi, proteine e derivati animali: negli Usa sembra abbiano causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso.
Metà dell’inquinamento totale dell’aria, della terra, delle falde acquifere e dei mari è dovuto all’industrie zootecniche e foraggiere. Le foreste vengono abbattute al ritmo impressionante di 50.000 milioni di chilometri quadrati all’anno principalmente per essere adibite a pascolo di animali e a monocolture. A causa della carenza di acqua potabile muoiono ogni giorno 30.000 persone, mentre per produrre un solo chilo di carne di manzo sono necessari 50.000 litri di acqua. L’industria zootecnica e agroalimentare assorbe in Occidente un terzo dell’intera energia disponibile.
Con la scelta vegan mia mente è diventata più lucida e più efficiente, in virtù alla basicità del sangue che aumenta con gli alimenti vegetali e con essa è aumentata la mia resistenza allo sforzo fisico. Per verificare il mio stato di salute (dal 1975 vegetariano e dal 1986 vegano) mi sono sottoposto ad un’indagine proposta dall’Istituto di Fisiopatologia Medica e dell’Istituto Superiore di Sanità del Policlinico Umberto Primo di Roma. I dati della mia ottima salute, come di tutti i vegani che si sono sottoposti all’analisi durata 2 mattinate, sono verificabili nel protocollo di indagine.
Successivamente in virtù di una copiosa letteratura scientifica, parallela a quella ufficiale (spesso al servizio delle grandi multinazionali agroalimentari e chimico-farmaceutiche) di eminenti scienziati, ricercatori e medici come H. Shelton, B. Benner, Ehret, E. Diamond, L. Kervran, M. Schneider, L. R. Brown, A. Mosserì, Collier J., A. D’Elia ecc. solo per citarne alcuni, ho capito che l’uomo non è strutturato per mangiare animali come i predatori ma, come i primati non umani e quindi dovrebbe nutrirsi di vegetali, frutta e semi oleaginosi come conferma l’anatomia comparata, l’istintologia, l’immunologia ecc.. Infatti coloro che seguono questa benefica dieta (anche senza particolari conoscenze di scienza alimentare) conforme alle nostre esigenze chimico-biologiche, non solo non accusano carenze nutrizionali ma godono di una salute migliore degli onnivori umani. Infatti è ormai accertato dai più accreditati istituti scientifici di ricerca del mondo come l’American Dietetics Association, la più grande organizzazione di nutrizionisti americani e canadesi, riconosciuti in tutto il mondo per serietà e attendibilità, la dieta vegetariana e vegana è appropriata a qualunque fase della vita , compresa l’infanzia.
Inoltre. La biochimica dei neurotrasmettitori è in grado di spiegare scientificamente le radici alimentari dell’aggressività umana. La carne, compresa quella di pesce, fa aumentare i livelli dell’aminoacido tirosina e l’accumulo nel cervello dopamina e adrenalina che sono i due neurotrasmettitori responsabili della grinta e dell’aggressività tipica degli animali predatori: la carne è un alimento adatto alle tigri, agli orsi, ai leoni, non all’uomo. Coloro che se ne nutrono sono più inclini all’aggressività e alla violenza; per contro l’alimentazione vegetariana fa aumentare il ritmo delle onde alfa connesse con il rilassamento neuromuscolare favorendo nell’individuo un senso di pace, di socievolezza, di gioia avvicinandolo alla percezione delle dimensioni superiori. Inoltre, le popolazioni per tradizione vegetariane non solo sono più inclini alla mitezza ma vivono più a lungo e sono immuni alle peggiori malattie che flagellano il mondo occidentale, come gli Hunza del Kashimir, i Russi del Caucaso, gli Indiani del Toda e dello Yucatan ed altre.
Oggi sono più che mai convinto che la strada più giusta da seguire è solo quella dell’etica universale del biocentrismo, la sola che può consentire lo sviluppo di quei valori civili, morali e spirituali capaci di realizzare un mondo migliore. Per questo sono diventato vegano.

Franco Libero Manco

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Salviamo rospi e rane dallo schiacciamento sulle strade asfaltate….

“In ogni rospo o ranocchio potrebbe celarsi un Principe Azzurro..” (Saul Arpino)

Ricordate quella bellissima poesia in cui si descrive la gentilezza di un cavallo che traina un pesante carretto, e pur oberato dal peso e dalla fatica, quando scorge un rospo ferito da ragazzini crudeli sulla strada, si scansa con difficoltà per salvargli la vita?

Ebbene la natura aiuta se stessa… Ed in verità i rospi sono fra i migliori amici dell’uomo. Altro che pesticidi chimici ed OGM, i veri protettori dell’agricoltura sono i rospi che si nutrono di larve ed insetti nocivi.

Ricordo quando da bambino i miei nonni materni, di Bagnoli di Sopra, mi portavano a spasso nella campagna della Bassa Padana, e mi mostravano un corpulento rospo all’opera fra le foglie verdi, essi mi dicevano “Guarda fratel Rospo che ci aiuta a lavorare i campi… mi raccomando non infastidirlo mai…”.

Ed in verità è rimasto in me un amore spontaneo ed un rispetto verso fratel rospo… e quando scorgo qualche rospetto che si trascina lentamente lungo la strada lo invito a farsi da parte… poiché troppi ne ho trovati spiaccicati sull’asfalto da malaccorti e spediti automobilisti che non si peritano di scansare di pochi centimetri l’autovettura in corsa e sfracellano i poveri anfibi, senza pietà alcuna per la vita…

In questo periodo dell’anno inizia la miragrazione riproduttiva dei rospi. Infatti le piogge e l´aumento delle temperature stanno dando il via, al risveglio dal letargo e alla migrazione dei rospi e di molte altre specie di anfibi.

Migliaia di questi piccoli animaletti, preziosi indicatori di un ambiente non ancora compromesso, effettuano degli spostamenti per raggiungere gli stagni dove riprodursi deponendo le uova.

I rospi comuni (Bufo bufo) di norma agli inizi della primavera nel raggiungere gli stagni e i corsi d´acqua attraversano le strade rimanendo spesso vittime delle automobili; infatti questi anfibi migratori, si muovono in particolari periodi dell’anno e in particolari fasce orarie, quando i valori della temperatura e dell’umidità si alzano con le prime piogge, uscendo dal letargo invernale alla ricerca di stagni e pozze dove deporre le uova; ciò accade di norma nei mesi di marzo ed aprile e nella fascia oraria che va dalle 18.00 alle 23.00.

Svolte le loro funzioni riproduttive ritornano nelle aree di origine seguiti, quattro mesi dopo, dai piccoli, che per la prima volta raggiungono un luogo adatto per rimanervi fino al raggiungimento dell’età adulta pari a 5 anni: solo allora cominceranno a loro volta le annuali migrazioni che possono arrivare a distanze di 2-3 chilometri.

I rospi sono i batraci che maggiormente diventano vittime del traffico, ciò a causa del loro attaccamento al luogo d´origine, ai percorsi di migrazione, alla lentezza dei movimenti e soprattutto al fatto che attraversando la strada, al contatto con l´asfalto ancora caldo, si fermano quasi inebriati.

Scrive Animalista Nata: “Aiutaci a far migrare il maggior numero di rospi, purtroppo a causa del traffico molti di questi splendidi animali non arrivano ai luoghi di accoppiamento rischiando durante la loro migrazione di morire sull’asfalto delle nostre strade. Per aiutarci basta un po’ del tuo tempo libero serale, una torcia, giubbino di sicurezza, stivali e un secchio. Potresti venire con la tua famiglia e trascorrere bellissimi momenti”

Ognuno, che ami gli animali, può aiutare gli anfibi in amore a sopravvivere al traffico automobilistico, basta che passeggi lungo le vie provinciali e comunali, sia di giorno che di notte, in prossimita dei corsi d’acqua e degli stagni, ed appena scorge qualche rospetto lo aiuti gentilmente ad attraversare la strada, oppure lo deponga in un secchio e successivamente lo depositi in luogo sicuro.

Per il salvataggio dei rospi si stanno attivando varie associazioni animaliste: LAC, Enpa, Circolo Vegetariano VV.TT. etc. Per svolgere operazioni di salvataggio chiedere informazioni:
Italia Nord Ovest: 349/8803121 – animalistanata@libero.it
Italia Nord Est 347.9385856 – lacveneto@ecorete.it
Centro Italia e Sud – circolo.vegetariano@libero.it

Paolo D’Arpini

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Viaggio a Treia nel suono della notte… Flush della Festa dei Precursori 2018

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Viaggio a Treia nel suono della notte aprendo la via al suono interiore, dei sogni e dei colori nella continua ascesa verso la libertà dalla materia. 

 
Entrando in contatto con culture a noi sconosciute che aspettano ancora di essere decifrate e comprese, senza più muraglie vie impervie e rotte minacciose, senza limiti, ne abbiamo bisogno per vedere il mondo e farci vedere dal mondo. con osservazioni persuasive e sintetiche efficaci ed espressive esortazioni corti assemblaggi di informazioni precisi desideri formazioni di opinioni. 
 
Bansuri, sitar, tamburo piattini, armonium, nel sacro rito della visione collettiva iconici minuti e consapevole attenzione guidano la riscoperta della memoria dove i pensieri restano immobili in istanti senza tempo: natura e spirito spirito e natura danzano insieme gloria allo spirito gloria alla natura. 

 
La nave salpa e attracca in un altro porto e un nuovo nome soppianta il precedente: Treia Nella valle del Pensare ho perso il bandolo della matassa e ora restiamo un po in silenzio per accedere all’incirca l’ingresso è dopo il bar.
 
Nella terra del cuore e del sogno giù alla piazza non c’è più nessuno, una voce fuori dal coro misteriosa quanto il desiderio umano, l’essenza della solitudine (Dolores Prato Re-mix).
 
I tempi stanno cambiando e la risposta soffia nel vento dei cesti di paglia del pane di una volta lo hai trovato? 
 
Lo stiamo ancora cercando nelle campagne passeggiando per erbe selvatiche le Marche in valigia nella cucina di ciocheciò brodolungo e seguitate e cocciorino tamani ciambellone pesche sciroppate vino cotto sono ancora…
 
Nella bella piazza le rondini garriscono allegre al suono dell’acqua della grande fontana centrale guardo oltre l’infinito la poesia della terra nella terra della poesia grazie a voi per le belle sensazioni ed emozioni donate e ricevute.
 
I dolci amanti usciti dalla follia cittadina si avviano per la collina tramontate le stelle un due tre tutti giù per terra un FLUSH che squaglia l’istante come l’asfalto al solo agitarsi oltre la segreta linea della plastica il pensiero debole del selvaggio colto o il pensiero colto del selvaggio debole? 
 
A voi la risposta! 
 
Ferdinando Renzetti

(Remix dei giorni 26, 27, 28, 29 e 30 aprile 2018 alla Festa dei Precursori di Treia)

La Famiglia del Circolo Vegetariano VV.TT. – “Treia: Resoconto della Festa dei Precursori 2018” di Caterina Regazzi

Sempre più difficile per me fare questi resoconti. Gli eventi sono sempre più “nutriti”, oltre che “nutrienti” e sempre più vissuti. Per facilitarmi il compito inizio riportando un brevissimo mio scritto scaturito qualche giorno prima, in preparazione delle tre giornate  della Festa, tenuta a Treia dal 27 al 29 aprile 2018,  e letto durante la seconda giornata.
“La Festa dei Precursori  corrisponde all’anniversario della inaugurazione del Circolo Vegetariano VV.TT., che avvenne nell’ormai lontano 1984, la notte tra il 26 e il 27 aprile, per la precisione, mentre nasceva quell’altro “prodotto” di Paolo D’Arpini (il fondatore del Circolo), che è suo figlio Felix. E’ una data, sono date, le molte che riguardano la vita di Paolo, che fatico a ricordare: viaggi, figli, cambiamenti di residenza, cambi di lavoro. 
 
Io, all’epoca, non ero presente con lui e forse per difficile accettazione da parte mia di tutto questo “lavorìo”, il mio inconscio non le ha mai digerite. Ma da quando l’altra sera, forse, mi sono resa conto di questo fatto, a letto, mentre faticavo ad addormentarmi, ho trovato un escamotage, anzi due per ricordarmi almeno questa data: 1984 è il titolo di un famoso libro di Orwell che lessi con piacere tantissimi anni fa e che ho ritrovato in una vecchia libreria qui a Treia ed è stato anche l’anno della mia laurea (quello per fortuna, ancora me lo ricordo). 
 
Complice è stato anche il fatto che la mia disattenzione, in generale e su molte cose, mi fa dimenticare troppe cose importanti, e mi fa sbadatamente strusciare la macchina in posti dove sono già passata centinaia o solo decine di volte, come appunto è successo venerdì 20 aprile, dal che  ho concluso che basta con questa sbadataggine, o almeno ci provo. Inoltre mi rendo conto ormai che la mia famiglia allargata comprende tutti i frequentatori del Circolo. 
 
Il Circolo è principalmente Paolo e  si sposta  da Treia  a Spilamberto, dove io risiedo abitualmente, sperando che il nuovo governo abolisca la legge Fornero o almeno faccia qualche riforma pensionistica che mi consenta di essere più libera presto, per potermi godere maggiormente la mia bella Treia. 
 
Come dicevo e scrivevo qualche anno fa, da tempo credo che il mio compito nel mondo sia, tra l’altro, quello di fare da tessitrice, ma non di tessuti, di rapporti umani: fare incontrare le persone, farle conoscere affinché si creino nuove relazioni umane. Questo è anche quello che Paolo fa, senza nessuna intenzione, e questo Circolo Vegetariano e la Festa dei Precursori è un luogo, reale ed anche virtuale, dove ciò può avvenire.  Tutti sono benvenuti nella nostra famiglia!
Ed in realtà, a me pare che specialmente durante i momenti “casalinghi”, ma non solo,  il clima è stato quello di una grande famiglia, in cui ognuno dava il suo contributo, in tutti i sensi.
Le persone, e non voglio neanche chiamarle “ospiti”, ma semplicemente “amici”, hanno cominciato ad arrivare giovedì 26 aprile. Il primo è stato Ferdinando, che doveva allestire il materiale per il laboratorio in terra cruda con i bambini delle elementari dell’indomani, organizzato in collaborazione tra l’Auser Treia ed il Comune. Il programma è  proseguito verso sera del 27 aprile  con una fantasiosa conferenza, sempre sulla terra cruda, nella sede dell’Auser, presente il coordinatore provinciale Antonio Marcucci e l’assessore Edi Castellani e vari convenuti. La serata  si è conclusa con una pizzata da “Michè” assieme anche ad Ettore, Kamin e Sritha, giunti nel frattempo.
 
Al sabato 28 mattina ci siamo trovati in piazza col prof. Enzo Catani, archeologo, che ci ha illustrato, con dovizia di particolari alcune bellezze di Treia: Piazza della Repubblica, che è ricca di storia, ed il museo archeologico, la visita si è conclusa al Teatro comunale.  Eravamo un bel gruppo. Presenti, tra gli altri,  anche Matteo di Recanati  ed Edo di Fermo. Verso l’ora di pranzo sono arrivati alcuni componenti del gruppo di Vignola di canti mantra “Luce di Stelle”: Mara, Tina e Luca con i loro strumenti, e Upahara, reduce dall’India,  fratello spirituale di Paolo, magico musicista e cantante di bajan e mantra, che ci onora tutti gli anni della sua presenza. Dopo la cultura e l’archeologia, siamo andati al bistrò di Villa Shop di Passo di Treia, dove la brava Francesca aveva preparato ogni ben di Dio. Tutto biologico e vegetariano, anzi, vegano. Tra le tante specialità, un budino a base di fagioli, squisito!

Nel pomeriggio, al circolo, il prof. Alberto Meriggi, storico e profondo conoscitore della realtà di Treia e del maceratese dei bei tempi andati, ci ha parlato delle “Consuetudini alimentari bioregionali”, ripescando anche fra i racconti di sua madre. Ed anche un altro dei nostri amici, intervenuti alla festa, aveva attinto abbondantemente dai racconti di sua madre, oltre che dai suoi ricordi d’infanzia: Michele Meomartino, che ci ha presentato il suo reading multimediale dal titolo semplice, ma evocativo: “C’era una volta il Pane”, un testo, letto-recitato dal fine dicitore Emiliano, della compagnia OffTea di Treia, con intermezzi di belle musiche popolari e belle immagini d’altri tempi. I musicisti di Luce di Stelle e Upahar ci hanno fatto sognare con le loro esibizioni, soprattutto alla fine dell’incontro, sul terrazzino fuori dal circolo. Dopo la cena in casa siamo scesi in sala di meditazione per una sessione di canti congiunti dei nostri amici musicisti, presenti anche altri amici: Dimitri, Giusy e Francesca con le sue due bambine deliziose. Serata piena di magia.

La mattina di  domenica 29 aprile la cara e brava Aurora Severini è venuta da Staffolo per condurci in una passeggiata erboristica, in un luogo ove la biodiversità vegetale è incredibile e non sto neanche ad enumerare le numerose specie trovate e da lei riconosciute e spiegate. Pranzo a casa, cucinato da uno dei  nostri cuochi preferiti: Michele, squisito!

Il pomeriggio è stato arricchito prima dall’intervento di Simonetta Borgiani, della  rivista maceratese La Rucola, che ci ha ricordato antiche usanze alla base del vivere nella comunità, come ad esempio  quella che ricordo anch’io, di tenere la chiave nella porta. E’  seguito l’intervento di Roberto Ferretti della Scentella di Petritoli, che ci ha parlato del turismo di relazione, un turismo esperienziale che ha alla base l’ “intimità” che si viene a creare tra persone, fino a poco prima estranee, sconosciute, ma con le quali si instaura non un rapporto commerciale, ma conviviale, ed il suo progetto “Le Marche in valigia” che ha molto interessato anche Edi Castellani, la nostra assessora alla Cultura, lì presente. Infine Loris Asoli, fondatore dell’azienda “La Terra e il cielo” e reduce da tante altre esperienze, ci ha descritto il progetto della “Comunità per un Nuovo Mondo”, ambizioso ma molto interessante. La Comunità si dovrebbe fondare sull’affrontare, in maniera condivisa aspetti economici, culturali (scuola) e normativi, ma non solo. La voce di Tina, il sitar di Luca, le poesie di Maurizio Angeletti di Passo di Treia hanno intercalato i discorsi, facendoci emozionare.
 
Ma non è finita! Dopo la cena, un’ultima sessione di canti  con Luce di Stelle e  nuovi amici che sono venuti – chissà? ad ingrossare le fila della famiglia del Circolo Vegetariano.

L’ho fatta anche troppo lunga, arrivederci a presto e grazie a tutti!

Caterina Regazzi

 
 
 
 
 
 
Alcuni canti ed altre  immagini: 

Treia, 29 aprile 2018 – Roberto Ferretti presenta “Le Marche in valigia”, per un turismo di relazione

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Nell’ambito della Festa dei Precursori di Treia, il 29 aprile 2018, al Circolo vegetariano di Via Sacchette 15/a, alle ore 16.30,   è programmato un incontro con Roberto Ferretti, il promotore del progetto   “Le Marche in valigia”. Trattasi   di una iniziativa dell’Associazione “Agritur-Aso” di Ortezzano (FM), ideata da Roberto Ferretti,  finalizzata a promuovere il territorio marchigiano, le strutture ricettive rurali e le aziende agricole di qualità. Nello stesso tempo è finalizzata a creare scambi e relazioni turistico-culturali con realtà italiane e straniere, per un reciproco beneficio delle rispettive comunità. Questa iniziativa si basa e valorizza quello che può essere definito un “Turismo di relazione”. Essa si realizza nella creazione, grazie alla disponibilità e collaborazione di soggetti con cui si entra in relazione, di eventi che hanno come tema “Le Marche”.
L’incontro verrà arricchito da esibizioni poetiche e musicali e da declamazioni di detti popolari marchigiani.  Contribuiscono: il poeta Maurizio Angeletti,  il virtuoso di chitarra classica Antonello Andreani ed i redattori de La Rucola di Macerata, Fernando Pallocchini e Simonetta Borgiani.
L’ingresso è libero ma in considerazione del numero limitato di posti è consigliata la prenotazione: 0733/216293
Paolo D’Arpini
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Programma completo della Festa dei Precursori 2018:

“Festa dei Precursori” – Treia: Dal 27 al 29 aprile 2018
Con il Patrocinio Morale del Comune di Treia ed in collaborazione con il Circolo Auser Treia

Descrizione del programma e partecipazioni:

27 aprile:

Ore 18 – Presso la sede Auser Treia in Via Lanzi 18/20, conferenza dell’artista bioregionale Ferdinando Renzetti sulla lavorazione della Terra Cruda, con esempi pratici

28 aprile:

Ore 10.30 – Passeggiata archeologica nel centro storico di Treia, per conoscere le bellezze storiche della città, a cura di Auser Treia, accompagnano l’archeologo Enzo Catani e l’assessore alla cultura Edi Castellani. Partenza dalla sede Auser Treia, Via Lanzi 18/20

Ore 17 – Nella sede del Circolo vegetariano VV.TT. in Vicolo Sacchette 15/a – Benvenuto di Paolo D’Arpini. Saluto del sindaco Franco Capponi del Comune di Treia e di Antonio Marcucci, coord. dell’Auser Provinciale Macerata – “Tavola rotonda sulle consuetudini alimentari bioregionali”. Introduzione dello storico Alberto Meriggi, seguono interventi di Adriano Spoletini della Coop. La Talea, di Caterina Regazzi, veterinaria, e di altri.

Gli interventi sono inframmezzati da recitazione di poesie del poeta Maurizio Angeletti e da intermezzi musicali in sintonia.
Si conclude con un reading sulla preparazione casereccia de “Il Pane”, dello scrittore Michele Meomartino, con proiezione diapo e recitazione brani a cura del Laboratorio teatrale OffTea di Treia, diretto da Victor Carlo Vitale.

Ore 21 – Nella sala di meditazione del Circolo, esecuzione di bhajan a cura del gruppo di canti “Luce di Stelle”, diretto da Mara Lenzi, con accompagnamento di sitar, harmonium, mrdanga e cembali.

29 aprile:

Ore 10.30 – Escursione erboristica nel circondario di Treia, a cura dell’Auser Treia, con accompagnamento della semplicista Aurora Severini. Partenza dalla Fontanella delle Due Cannelle sotto Porta Montegrappa

Ore 13.30 – Picnic nel giardino del Circolo con le erbe raccolte ed il cibo vegetariano da ognuno portato.

Ore 16.30 – Nella sede del Circolo vegetariano. “Le Marche in Valigia” a cura del botanico Roberto Ferretti de La Scentella – “Fondazione di una comunità per il nuovo mondo” a cura di Loris Asoli di Arcevia. – Interventi bioregionali sulla cultura contadina a cura di Simonetta Borgiani e Fernando Pallocchini de La Rucola. Segue recitazione di poesie e canti. L’incontro termina con un Rinfresco Bioregionale.

Ore 21.30 – Nella sala di meditazione del Circolo, bhajan con il vocalista Upahar Anand, accompagnato da flauto indiano e tablas, e celebrazione del Wesak acquariano.

Info e partecipazioni: circolovegetariano@gmail.com – auser.treia@gmail.com – Tel. 0733/216293

Treia, 29 aprile 2018 – “Comunità per un nuovo mondo” – La proposta di Loris Asoli alla Festa dei Precursori

 

Risultati immagini per loris asoli comunità nuovo mondo piticchio di arceviaAl Circolo vegetariano VV.TT.  di  Treia,  in Vicolo Sacchette 15/a,   il giorno  29 aprile 2018,  alle ore 16.30,   nell’ambito della Festa dei Precursori,  si terrà  la presentazione del progetto “Comunità per un nuovo mondo“ a cura di  Loris Asoli, fondatore de “La Terra ed il Cielo” e  coordinatore del percorso che è in via di svolgimento a Piticchio di Arcevia.  Egli illustrerà le caratteristiche di questa iniziativa  tesa ad una trasformazione positiva della società. 

Scopo del progetto è creare un sistema sociale che parta dal basso, fondato sul mutuo aiuto, sull’ecologia, la solidarietà, l’assenza di concorrenza, l’equità, la democrazia diretta, l’autodeterminazione, la creatività, la responsabilità, la cura delle relazioni e dell’evoluzione individuale e collettiva. La comunità si è dotata anche di una carta costituzionale.

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L’occasione sarà un momento di scambio e condivisione di esperienze sul tema delle comunità sostenibili a cui partecipano, tra gli altri,  Fernando Pallocchini e Simonetta Borgiani della rivista culturale La Rucola di Macerata,  i fondatori della cooperativa biodinamica “La Talea”, Adriano Spoletini e Lauretta Mattiacci, e diversi altri esponenti della cultura  sociale ed agricola di Treia. Gli interventi saranno inframezzati dalla recitazione di poesie del poeta passotreiese Maurizio Angeletti e da brani musicali di Antonello Andreani di Cessapalombo.

La manifestazione è  di libera partecipazione ma essendo limitato il numero dei posti è gradita la prenotazione: circolovegetariano@gmail.com – Tel. 0733/216293

Paolo D’Arpini

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Programma completo della Festa dei Precursori:

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