I migliori “diserbanti” sono gli animali erbivori… Riflessioni per la conservazione della vita

 

Il cavallo di Treia – Disegno originale di Domenico Fratini

Gli erbicidi – utilizzati in modo massiccio ovunque – sono sostanze tossiche nocive, causa di patologie gravissime per gli esseri umani (specialmente i bambini) e per gli animali. Eppure, l’alternativa esiste: la gestione non chimica delle “erbacce” è economicamente sostenibile e molto efficace, come dimostrano i risultati ottenuti in più di venti anni dal gruppo di ricerca dell’università di Pisa…” Così scrive Salviamo il Paesaggio, una Rete di resistenza ecologista alla quale anche noi del Circolo Vegetariano abbiamo aderito

Ed in effetti la guerra chimica contro la natura, accusata di “espandersi in maniera disordinata”, è la ragione prima dell’allontanamento definitivo dell’uomo dal contesto vitale che lo ha creato e lo nutre. Il problema sta soprattutto nell’eliminazione del rapporto uomo animali e qui non mi riferisco ai cani e gatti (che anzi questo rapporto contribuisce all’ulteriore degrado), mi riferisco all’allontanamento di tutti quegli animali erbivori (ora relegati in lager definiti allevamenti) che un tempo contribuivano al contenimento delle erbe cosiddette infestanti che crescevano lungo le strade e nei luoghi incolti. In verità finché c’erano capre, pecore, cavalli, asini, animali da cortile, etc. che convivevano in stretto contatto con l’uomo, il problema delle “erbacce” non esisteva…

Vedi anche nostra proposta:  https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/01/14/treia-isola-somarabile-proposte-per-la-festa-dei-precursori-del-25-e-26-aprile-2015/.

Comunque noi non possiamo gestire la politica ambientale di Treia, non siamo amministratori pubblici, ed ognuno può (e comunque dovrebbe)  cominciare dal proprio orticello e tutto sommato anche le lumache, i roditori, gli uccelli, etc. possono aiutare nella gestione del verde. Ad esempio nel nostro orticello di Treia (dove queste bestiole sono presenti) ho cercato di individuare quelle piante commestibili che non vengono attaccate, come ad esempio i topinambur, i cavolacei duri, il carciofo, i crispigni, etc. e quelli servono per il nostro nutrimento… le altre erbe le lasciamo ai selvatici. Così c’è solo da dare una sfoltita alle graminacee ed alla parietaria in eccesso. 

Paolo D’Arpini – Circolo Vegetariano VV.TT.

 

P.S. Questi temi verranno trattati anche durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia il 25 ed il 26 aprile 2015:

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