RAI e MEDIASET sponsorizzano la carne – Lettera di protesta ai direttori

 

Per Rai, Mediaset e le altre televisioni pubbliche, i risultati scientifici dei 22 esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, provenienti da 10 diversi paesi e gli 800 dossier prodotti, sono carta straccia, dati senza valore: tempo e risorse spesi inutilmente. Loro continuano a fare quello che vogliono, perché il dio denaro versato nelle loro casse dalle lobby degli allevatori, macellatori di animali e dall’industria chimico-farmaceutica, è più forte di qualunque senso di onesta responsabilità verso il sociale.

Come può essere permesso che la televisione di Stato, e le televisioni pubbliche, sponsorizzino prodotti scientificamente causa delle peggiori patologie umane? Come è possibile che si dica, giustamente, ogni male possibile del fumo di sigaretta, delle droghe e dell’alcol mentre per il consumo di carne, che causa più malattie e morti dei tre precedenti imputati messi assieme, se ne  favorisca addirittura il consumo?

Se ne infischiano Rai e Mediaset di quanto dice sia l’art.32 della nostra Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; sia l’art. 444 del CP che recita:“Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito…”

Tutto questo è scandaloso. Non è tollerabile che i media stimolino, con i loro spot pubblicitari, la popolazione a consumare insaccati, carni rosse e lavorate, come prosciutti, mortadelle, carne in scatola, wurstel ecc., pur avendo la certezza del danno che producono. Come può la Magistratura permettere tutto questo? Possibile che nessun magistrato abbia il coraggio di prendere provvedimenti contro i generatori di malattie, sofferenze e morte e impedire la pubblicizzazione non solo di prodotti carnei ma di ogni altro prodotto scientificamente riconosciuto nocivo per la vita delle persone e dell’ambiente?

 ………………..

Al Direttore di Rai 1: andrea.fabiano@rai.it;

Al Direttore di Rai 2: ilaria.dallatana@rai.it;

Al Direttore di Rai 3: daria.bignardi@rai.it;

Al Direttore di Rete 4: sebastiano.lombardi@mediaset.it;

Al Direttore di Canale 5: giancarlo.scheri@mediaset.it;

Al Direttore di Italia 1: laura.casarotto@mediaset.it;

 

Consapevoli che favorire, attraverso gli spot pubblicitari televisivi, la diffusione e l’utilizzo di un prodotto dannoso per la salute delle persone,

per l’ambiente e l’economia

 

CHIEDIAMO

 

1) l’immediata abolizione di ogni propaganda pubblicitaria, diretta o indiretta, verbale o attraverso immagini, che possa favorire il consumo di ogni prodotto carneo riconosciuto dannoso per la popolazione;

2)) sia rispettata la legge della par condicio nei programmi televisivi, dando agli esponenti della cultura vegana, la possibilità di esporre le proprie argomentazioni in materia di prevenzione e cura delle malattie dovute a cattiva alimentazione;

3) sia sostenuta da parte della pubblica informazione la politica della prevenzione delle malattie attraverso programmi di educazione alimentare che pongano in evidenza i benefici dell’alimentazione vegana.

 

Con l’adesione del Circolo Vegetariano VV.TT.

 

 

Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=ePosFiKxV9s

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Un pensiero su “RAI e MEDIASET sponsorizzano la carne – Lettera di protesta ai direttori

  1. La mia opinione è che, come sempre, si dà enfasi a un problema per nasconderne un altro. Si attribuisce il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico soprattutto al traffico veicolare e alle centrali e industrie che usano carburanti e combustibili fossili. La verità è invece che la percentuale più alta di inquinamento (18 contro 13%) è data dagli allevamenti di animali “da carne”. Così pure si è dato e si dà la colpa dei tumori all’aria inquinata, al fumo, ecc., mentre la verità è che i tumori vengono a causa del consumo di prodotti animali (carne, latte, latticini, pesce, uova). Buco nell’Ozonosfera? Dovuto alle bombolette di vernici e aerosol vari, contenenti freon. Che in realtà erano una piccolissima parte di quello consumato dall’industria per la pulizia dei prodotti e l’uso in frigoriferi e lavanderie.

    Marco

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