Contro la barbarie di guerra dei politici criminali, sempre…

Proteggere gli esseri umani dalla violenza significa anzitutto e indispensabilmente operare per la eliminazione del pensiero errato che accetta, e persino giustifica, la violenza.
L’impresa è enorme, ma non abbiamo altra scelta civile (rimangono quelle barbariche, naturalmente, ma di barbarie ne abbiamo già in eccedente profusione). Senza questa opera di profonda rivoluzione mentale, infatti, dovremo sempre curare ferite e seppellire morti ammazzati.
Adulti o bambini, maschi o femmine, cioè esseri umani, che siano.
Maschicidio, femminicidio e infanticidio sono tutti omicidi (umanicidi).
Don Lorenzo Milani negli anni ’60 evidenziava (L’obbedienza non è più una virtù), citando Max Born che si rifaceva a pubblicazioni scientifiche sull’argomento, che nel corso del XX secolo la quota di civili uccisi in guerra non aveva fatto altro che crescere, fino a raggiungere quella stessa dei militari nella guerra di Corea, e poi superarla nel massacro coloniale in Indocina (Vietnam, Laos, Cambogia ).
Figuriamoci, dunque, oggi.
Contro tutti i vincoli internazionali imposti dalle Covenzioni di Ginevra, che dovrebbero essere rispettati da tutti i firmatari (Italia inclusa), dove la Quarta Convenzione sottolinea i doveri di protezione e assistenza ai civili delle popolazioni colpite dalla guerra.
La politica discute apparentemente tutto, ma non le cose importanti, che infatti evita e sapientemente ignora, disprezzandole.
Solo noi cittadini possiamo imporre il discorso.
Non possiamo fidarci dei nostri governi, e naturalmente, U$A e NATO (North Atlantic Terrorist Organisation), conosciuto il loro comportamento illegale e delinquenziale, sono in sé un efferato crimine militare contro l’umanità. Le attuali guerre contro Siria e Libia erano già pianificate dal governo degli Stati Uniti nel 2001, come spiega esplicitamente il generale Wesley Clark in una intervista resa a Democracy Now nel 2007. Fuori i bombaroli assassini dai parlamenti e dai governi delle nostre nazioni, individui da inviare nei tribunali, alla sbarra per i loro delitti, mentre il popolo o costruirà da per ogni dove una cultura di coesistenza, mutuo disarmo progressivo e pace, o continueranno ad essere oppressi dalle guerre, accompagnate da tutti i loro disastrosi portati materiali, psichici e mentali, cioè distruzione, morte, invalidità, impoverimento, devastazione, ansia, paura, insicurezza, lutto, terrore, squilibrio, stupidità e turbe insane a detrimento di ogni salute.
Poiché “La verità vi farà liberi”, non vi è che da dire, approfondire con sincerità, diffondere, sviluppare e far comprendere la verità: la guerra è un crimine ed una malattia, i loro autori, che costringono gli aggrediti a difendersi o fuggire, delinquenti e malati mentali, dei quali bisogna non essere complici, rifiutando ogni collaborazione ed operando sempre per la pace.
“Contro la guerra dobbiamo essere duri come le pietre” (Aldo Capitini) è sempre attuale, ma aggiungerei anche “profondi come il mare”, tanto è vasta l’azione neessaria per cambiare il corso che è stato impresso all’umanità.
Senza dimenticare la necessità di dismettere ogni export di armamenti, riguardo il quale l’Italia risulta sempre nei primi dieci posti planetari, secondo la macabra ma necessaria (perché si devono conoscere i responsabili dei rimini) lassifica aggiornata annualmente dall’istituto svedese Sipri.
O il popolo saprà imporre questo discorso ai politici, o i politici continueranno ad imporre ai popoli la guerra.
Pochi giorni or sono, nello Yemen, un ospedale MSF (due volte premio Nobel per la pace), è stato distrutto dai bombardieri sauditi armati dall’Italia, con una efferata strage di 11 civili, nonostante le coordinate Gps dell’insediamento fossero state comunicate a tutti dalla organizzazione.
Contro la barbarie di guerra dei politici criminali, sempre “duri come le pietre”, a fianco di Aldo Capitini.

Vincenzo Zamboni

 

Video in sintonia: https://www.youtube.com/watch?v=KBRrbgf8nm8&sns=fb

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