Resoconto del Gurupurnima del 9 luglio 2017 e discorso sul Guru

 

 

 

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La sera di luna piena, il 9 luglio 2017, abbiamo celebrato il Gurupurnima a Borgo Shanti di Modena, un centro spirituale diretto da Paola Del Vecchio. Siamo partiti da Spilamberto con una macchinetta Y10 a due porte, guidata da Roberto, con all’interno Monica, Caterina ed io. Abbiamo perso un po’ di tempo per cercare l’Ippodromo che era il punto di riferimento vicino al luogo dell’incontro e per la via abbiamo incrociato Silvia, anche lei alla ricerca “disperata” del posto. Per fortuna dopo un paio di tentativi andati a vuoto in stradine di campagna siamo arrivati al Borgo Shanti, il borgo della Pace.

Lì ad accoglierci c’erano già tutte le ragazze di Aria di Stelle, ed altri ospiti, con Mara Lenzi che ci ha dato il benvenuto e con la quale abbiamo definito la scaletta degli eventi. Tutti seduti attorno ad un altarino simbolico, costituito da un grande lume ad olio, immagini di santi ed articoli devozionali, abbiamo cominciato con un giro di presentazioni personali, seguito da una mia introduzione sul significato del Guru. Poi abbiamo cantato un inno di lode al Maestro “Jota se Jota” e di seguito le suonatrici di harmonium e mrdanga di Aria di Stelle, Tina, Aurora, Silvia, Patrizia  e Federica hanno intonato vari mantra seguiti dal gruppo.

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Mentre il sole calava all’orizzonte e scendeva il crepuscolo Mara ha condotto una meditazione sulla Luce interiore ed infine la cerimonia si è conclusa con un pranam, guidato da Paola, davanti all’altarino. Ormai giunta la penombra della sera e sorto il disco benigno della luna abbiamo condiviso il prasad sotto una fresca veranda affiancata alla casa. Tutti ci sentivamo leggeri e gioiosi e dopo aver gustato le prelibatezze da ognuno portate ci siamo abbracciati e benedetti l’un l’altro…

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Qui di seguito il mio discorso sul Guru, tenuto per l’occasione.

La ricerca spirituale, senza un istruttore che indichi la via, si presenta come impresa titanica, quasi impossibile. E’ come se un esploratore che deve attraversare la giungla avesse come scelta la possibilità: o di avere una guida esperta che lo accompagni nel viaggio e, strada facendo, apprendere i pericoli che infestano la giungla, o cercare di conoscere anticipatamente ogni pericolo che si annida nella giungla, con lo scopo poi di evitarlo. Certamente la seconda ipotesi è molto più incerta e quasi destinata al fallimento, e solo se l’esploratore possiede un’innata e spiccata intuizione, oltre una forte volontà, allora può sperare anche nella felice riuscita.


Da ciò si evince l’estrema importanza del Guru che funge da guida lungo il sentiero dell’autoconoscenza. E il primo passo va compiuto cercando di comprendere la funzione della mente.


Il processo dell’individualizzazione della coscienza è la funzione stessa della mente. La mente è la capacità riflettente della coscienza che assume su di sé il compito dell’oggettivazione e quindi della creazione del cosiddetto mondo delle forme. L’esteriorizzazione è la sua tendenza.

E qui ritorniamo sul discorso del “Guru”. il Guru  interiore è la capacità di apprendere attraverso la vita quotidiana, in termini spirituali  è la capacità intrinseca di riconoscere la “verità” sulla nostra natura intrinseca in tutto ciò che noi manifestiamo o che a noi si manifesta.

Il Guru in tal senso  non è una persona, quindi, o perlomeno non soltanto una persona visto che comunque può manifestarsi in ogni forma, bensì l’intelligenza illuminate che ci libera dalle sovrastrutture mentali e dalle finzioni religiose o morali.

Qui pongo un esempio concreto:  La storia amorosa della monaca Ryonen.

Un tempo in Giappone viveva una bellissima monaca di nome Ryonen, famosa per la profondità del suo intelletto e per la sua discriminante attenzione. Un monaco che stavo nello stesso monastero si innamorò perdutamente di lei ed una notte si introdusse furtivamente nella sua stanza. Ryonen non si turbò affatto ed accettò volentieri di giacere con lui. Ma l’indomani quando l’innamorato si ripresentò ella disse che in quel momento non era possibile… Il giorno seguente si svolgeva nel tempio una grande cerimonia per commemorare l’illuminazione del Buddha alla presenza di una gran folla e di parecchi monaci venuti da lontano. Ryonen entrò senza indugi nella sala colma e con totale naturalezza si pose di fronte al monaco che diceva di amarla, si denudò completamente e gli disse: “Eccomi, sono pronta, se vuoi amarmi puoi farlo qui, ora…”.

Il monaco se ne fuggì per non far più ritorno mentre Ryonen con quel gesto aveva reciso le radici di ogni illusione.

La storia di Ryonen e la sua totale adamantina aderenza alla verità continua.

E chi è quel testimone interiore che spinge il cercatore verso una verità pulita, a partire dalle cose del mondo: “Maestro è colui che ti porta ad essere il tuo stesso Maestro!”

Diceva Ramana Maharshi:”Conosci la tua mente, per non farti imbrogliare dalla mente”  Vedi quante immagini appaiono in un sogno, quanti personaggi che si cercano e si sfuggono, che si amano e si odiano? Ma il sognatore è uno solo….

Per risvegliarti a te stesso da qualsiasi punto o identità ti riconosci nel sogno, accetta quella, fermati a quella e da lì osserva e scopri l’osservatore. Non aspettare illudendoti che potrai svegliarti se stai sognando di essere qualcun altro, un personaggio più preparato o più simpatico…

Qualsiasi sia il personaggio del sogno nel quale ti ritrovi, accettalo.

Osho diceva: “Accettarsi per quel che siamo è la base per il risveglio spirituale”. Infatti accettarsi non significa rinunciare alla propria crescita, anzi vuol dire che accettiamo di crescere partendo da ciò che siamo. In questo modo la crescita non sarà una scelta bensì un moto spontaneo.

E’ la fioritura dell’intrinseca perfezione che trova una forma espressiva, senza sforzo, senza rabbia o frustrazione, senza sacrificio, senza uso della memoria,senza espiazione, senza speranza…

Puoi dirmi allora dove si pone, a cosa serve, quella sofferenza, quell’autocontrollo, che sin’ora ha accompagnato la tua ricerca? Dov’è l’utilità proiettiva dell’io che cerca se stesso? Quanti sono gli “io” in te? Dov’è quell’uno che cerca e l’altro che è cercato? Dove sono le vite trascorse arrancando verso la perfezione e dove sono quelle vite future per completarla? Cosa significa “io sono giovane, io sono vecchio, io sono maschio, io sono femmina”? Non sei tu presente qui ed ora, pura coscienza, aldilà di ogni distinzione esteriore?

E sempre lo sarai!

Ascolta, tu sei sempre, assolutamente, e chiunque nel tuo sogno dica qualcosa di sensato, sei tu a dirlo. Riconosci quel messaggio come tuo, guarda la luna e lascia stare il dito, scopri l’essenza e non lasciarti ingannare dal riflesso..

E per finire ricorda: “Il Guru ti appartiene completamente ma appartieni tu completamente al Guru..?” (Swami Muktananda)

Paolo D’Arpini

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Album fotografico di Caterina Regazzi: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10212671117123310&set=ms.c.eJxVzskNAwEIA8COInxw9d9YtJ8s~_Y6MDYJgNYAGJcQHP8mk2P9SYuNIOyT0K5yycueKQ7m8Iio3rnCUs684Qcf9x6lH8grtgF55jow60rF0Zf5JubKONOi5W120e~_Zm9GROz~_ZMsvcLfzdAOA~-~-.bps.a.10212671288807602&type=3&theater

 

Album fotografico di Mara Lenzi: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=494667097538630&set=pcb.494668344205172&type=3&theater

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