Marca centrale – La favola di Donatella, suonatrice d’organetto, e di Sebastian, manipolatore di terra cruda

…durante un mio breve viaggio nella Marca centrale, ho conosciuto Donatella brava suonatrice di organetto. Così sono rimasto ospite alcuni giorni nella sua bella  casa tra le campagne di Recanati. Donatella coltiva ortaggi, ha un orto bellissimo pieno di piante fiorite tra il selvatico naturale e il coltivato con cura e fatica: fiori di calendula borragine; lupini brassicacee lavande melisse carciofi fragole. 

 
Nelle vicinanze un torrente di lussureggiante vegetazione. Durante il giorno mentre lei seminava e trapiantava piantine  io ascoltavo il fantastico concerto degli uccelli, continuo, l’unico suono ascoltato anche e soprattutto nel fresco della sera e del mattino. Siamo stati a Castelfidardo nella famosa fabbrica organetti di Baffetti a ritirare il suo organetto in riparazione così ci siamo accordati con l’accordatore. 
 
Pioveva su e giù per i colli strade strette scoscese asfaltate, anche brecciate, per colline e pendii la verdissima campagna, siepi filari di alberi e numerosi fagiani  attraversavano il nostro cammino. Ci siamo ritrovati a Polverigi da Gianni Donnini suonatore di organetto nel gruppo di musica tradizionale traballo, Donatella e Gianni hanno suonato quasi tutto il pomeriggio, io ho ascoltato in silenzio. Sul ritorno ci siamo fermati a prendere le ova da Argentina e Marino, anziani agricoltori a Chiesanuova di Treia. Argentina  scherzando andava dicendo in marchigiano: “l’omo..! che ce voi fa coll’omo?! dio l’ha fatto pe prima… j’è uscito male… cosi ha fatto la donna!” –  Io ho risposto in abruzzese: “sa strigat’…! com’ lu sal all’acque…!”

Si è stregato, è scomparso, si  è disciolto come il sale nell’acqua! Peccato che non avevo il registratore perché Argentina e Marino conoscono parecchi canti della tradizione del luogo. Così tra un dolcetto tipico e un sorso di buon vino abbiamo parlato della vita di un tempo. Ci siamo soffermati a parlare sulla magia della vite che da un frutto l’uva, buona da mangiare che si può usare per fare marmellate, succo di frutta, sciroppo (sapa o mostocotto) vino di due tipi, il primo spremuto e messo subito in botte, il secondo lasciato a macerare con le bucce per alcuni giorni e poi spremuto. Il vino cotto è una specie di vermouth.

Donatella mi ha dato parecchie varietà di semi, tra cui il fagiolo zolfino, il mais nero e i lupini. Mi ha insegnato come si curano i lupini. Si fanno stare un giorno in ammollo poi si fanno bollire e poi di nuovo in ammollo   una settimana ricordandosi di cambiare l’acqua una volta al giorno così togliendo ai preziosi legumi la lupinina amara e anche un po tossica. 

 
Una sera a Recanati ero emozionato, da una vita sognavo di visitare la cittadina del grande poeta. Felicità che ho condiviso con gli amici di Donatella dell’associazione “Altra Eco”, che hanno parlato dell’incontro io dicevo scherzando della patata bollente che stavano organizzando col filosofo rurale Massimo Angelini. Io ho eseguito il mio canto “blues apotropaico” le voci  di strada che ascoltavo durante la mia infanzia tra le vie del borgo di Castellammare, come tentativo di scacciare gli spiriti malevoli della contemporaneità: il senso di troppo pieno, merci dovunque, asfalto cemento plastica e macchine. Ho altresì raccontato dei miei orti giardini verticali o delle piante selvatiche che coltivo con gli uccelli che le diffondono negli altri giardini limitrofi. Così ho chiuso intonando ninna mantra gnawa etno punk “ji nin ting nind”.

Nei giorni successivi consegnate le cassette di verdure  per le numerose famiglie che fanno parte del gruppo Gas di Recanati e Macerata, seguendo Donatella nei suoi giri fisici e mentali ho percepito il senso del magico del paesaggio della Marca centrale: valli colli pendii coltivati ancora molti latifondi come quelli vicini delle famiglie Brandi e Leopardi l’antica villa Cock con la vicina fornace di mattoni, le zone archeologiche romane rivelano l’antica vocazione insediativa, purtroppo anche tanti campi diserbati e monocolture come girasoli e soia. Comunque terra viva bella e feconda che sono felice di aver scoperto.

Accettiamo l’inaspettato trasformando il limite in occasione come quando un uccello ci si poggia vicino o la pioggia che ci bagna improvvisa; l esperienza cambia la nostra percezione della realtà.

l ‘elemento fantastico e magico,
a volte visionario, nella visione
del  paesaggio contemporaneo
dal narrativo al fiabesco…

[sulla via della luce]

e intanto il tempo passa
e se ne va
e non torna più
ma dove va?
andiamo a cercarlo
a riacchiapparlo
e non se ne parla più
e così fu!

[vibrazioni cosmiche]

acqua profonda
gioia silenziosa
del vivere la realtà
suono
dell’emozione
di un gesto

[essenza d infinito]

mani blu
fiori lilla
zenzero
limone
mandarino

[lo stupore dinamismo dell’amore]

alice piccolo pesce
che vive nel mar
delle meraviglie
guardo il cielo…
e vedo te!
guardo il sole…
e vedo te!
guardo il mare…
e vedo te!
…insomma!
quand’è
che ti sposti?

[bestiario di spostati e sognatori]

quando la materia abbonda
lo spirito…balla!

 
Ferdinando Renzetti
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