Appello di don Paolo Farinella (prete) a favore di Leonard Peltier – Lettera a Papa Francesco

Cari amici. Invio un appello al Papa, ultima speranza, entro il 20 settembre 2015, prima che parta per gli Usa. Penso che tutti possano condividere. Solo oggi ne vengo a conoscenza e solo oggi informo quanti posso. Grazie a quanti si lasceranno coinvolgere. Grazie di cuore.  Un abbraccio a tutti. Paolo Farinella, prete – Genova

Invito a scrivere a Papa Francesco, per posta ordinaria, entro il 20 settembre 2015, prima cioè che parta per la visita negli USA. Si può copiare quanto segue, modificare, personalizzare, ma è opportuno che arrivino tante, tante lettere sull’argomento di quest’appello. Sapendo che il Papa è sensibile, facciamoglielo conoscere.  Indirizzo: Papa Francesco,  Casa Santa Marta,  00120 Città del Vaticano SCV

LEONARD PELTIER, IL NELSON MANDELA DEGLI INDIANI D’AMERICA,

ANCORA IN CARCERE DOPO 40 ANNI.

Il 12 settembre 2016 Leonard Peltier compirà 71 anni e dall’età di 31 è in un carcere degli USA, senza mai avere avuto un permesso di uscita, nellemo per i funerali dei genitori. Sepolto vivo. Sono passati 40 anni. Secondo le leggi Usa dovrebbe uscire a 92 anni, cioè tra 27. Oggi egli chiede di potere morire fuori del carcere dove è stato rinchiuso per vendetta, sebbene ogni ordinamento civile prevede che qualsiasi condanna deve avere come fine la riabilitazione del condannato. In qualsiasi Stato di Diritto, un processo «manipolato» deve essere rifatto per ristabilire la Giustizia e la civiltà. In breve i fatti.

Negli anni ’70, anni di fermento, lotte di resistenza, opposizione alla guerra in Vietnam, movimenti di liberazione di neri, giovani, e donne, anche gli Indiani d’America si sollevarono, formando l’American Indian Movement (AIM) in difesa della cultura, dei territori, della lingua e dei diritti degli Indiani e della sacralità dei loro monti, violati dalle multinazionali alla ricerca minerali preziosi, ivi presenti.

La risposta del governo fu la repressione: a centinaia gli Indiani furono uccisi o incarcerati con la complicità di parte degli stessi Indiani, che per pochi dollari diventarono braccio armato del governo, formando bande paramilitari che terrorizzavano, minacciavano e uccidevano. Nessuno ha mai pagato per tutte queste ingiustizie e uccisioni, protette dal governo di uno Stato di Diritto.

A John Trudell, portavoce dell’AIM, per es., poche ore dopo un suo discorso pubblico, nel corso del quale fu bruciata anche una bandiera Usa, per vendetta fu bruciata la casa: nell’incendio periorno sua moglie, sua suocera e i suoi tre bambini. Da parte del governo degli USA, nessuna indagine fuavviata e tanto meno conclusa.

Nel giugno 1975, la riserva di Pine Ridge (sud Dakota), chiese aiuto all’AIM per le minacce continue e la tensione altissima, da clima è di guerra: nello Stato vi era la maggiore concentrazione di agenti della FBI di tutti gli USA. L’AIM inviò diciannove persone, di cui sei uomini. Uno dei diciannove era Leonard Peltier. Il gruppo usò le armi per difendersi (negli Usa, il possesso delle armi, non è solo normale, ma legale, dunque non è reato).

La mattina del 26 giugno nella riserva si presentarono agenti della FBI in auto, senza alcun segno di riconoscimento (a posteriori diranno che stavano ricercando un indiano, sospettato di avere rubato un paio di stivali [sic!]. Quel giorno vi fu una sparatoria, con la partecipazione di decine e decine di agenti della FBI che spararono migliaia di colpi. Risultato: due agenti morti e un indiano. Dell’indiano nulla interessava, ma per i due agenti si scatenò la caccia all’uomo.

Vennero accusati e ricercati per omicidio tre uomini: Robideau, Butler e Peltier; i primi due rufono presi e processati, mentre Peltier sfuggì momentaneamente all’arresto. La giuria assolse Robideau e Butler perché non vi erano prove e comunque – aggiunse il giudice – «se fossero stati loro e fosse stato provato, sarebbe stata legittima difesa».

Il 6 febbraio 1976 venne arrestato anche Peltier in Canada; gli Usa ottennero l’estradizione con prove false, se anche il governo canadase successivamente protestò in maniera formale e diplomatica. La FBI fece organizzare il processo in un’altra città con giuria e giudice «scelti», perché si voleva una condanna ad ogni costo. Leonard Peltier, infatti fu condannato a due ergastoli.

Sono passati quasi 40 anni e Peltier è in un carcere di massima sicurezza, a migliaia di chilometri dalla sua famiglia e della sua gente. Non è mai uscito dal carcere nemmeno per il funerale dei suoi genitori. Alla fine del suo secondo mandato, Bill Clinton era in procinto di firmare il foglio di liberazione, ma 500 agenti FBI manifestarono davanti alla Casa Bianca e Clinton firmò tutti i fogli di liberazione proposti, tranne uno.

Da allora, si sono organizzate campagne su campagne, anche in internet per la liberazione di Leonard, o quanto meno per la revisione del suo processo «giusto», come è suo diritto. A questa campagna di civiltà hanno aderito Nelson Mandela, il Dalai Lama, Desmond Tutu, madre Teresa di Calcutta, Gorbaciov, Springsteen, Paul McCartney, Noam Chomsky, Amnesty International, Human Rights Watch e tanti altri, esprimendosi a favore della sua liberazione

In numerose città del mondo, Francoforte, Barcellona, Bruxelles, Amburgo, vi sono gruppi, collegati tra loro, che sostengono e chiedono giustizia per Leonard Peltier … Nel 2013, durante la visita al Papa di Barack Obama, la polizia italiana fermò e arrestò chiunque si era presentato in piazza con cartelli inneggianti alla Giustizia per Peltier.

Non resta che una sola occasione: il 23 settembre 2015, Papa Francesco andrà a far visita a Obama che lasciarà definitivamente la Casa Bianca fra un anno e poco più di cento giorni. Il mondo intero chiede che si faccia ambasciatore di misericordia, intercedendo perché il governo degli Usa liberi Leonard Peltier, senza condizioni, perché ha già pagato anche troppo per essersi difeso da un attacco degli agenti della FBI, come fu riconosciuto agli altri due, giudicati e liberati.

Se anche il Papa dovesse fallire, sarebbe il fallimento della civiltà occidentale e Leonard cadrebbe nel buco nero dell’ingiustizia e della vendetta che avrebbe l’ultima parola anche nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto dal Papa. Lo stesso Papa Francesco ha messo in ipotesi una amnistia a tutti coloro , disposti ad accoglierla con sentimenti di vita.

Per sostenere la causa di Peltier, cercare su interent i tanti links, in particolare:

  1. Scrivere al Papa:  http://www.papafrancesco.net/come-contattare-papa-francesco/

  2. Chiamare la Casa Blanca  telefono:001202-456-1111 dicendo solo FREE LEONARD PELTIER  oppure inviare un messaggio al link:  https://www.whitehouse.gov/contact

  3. Accedere al sito ufficiale dei sostenitori di Peltier negli Usa (dove si può anche firmare): http://www.whoisleonardpeltier.info/

  4. Per avere maggiori dettagli e informazioni scrivere a bigoni.gastone@gmail.com

È inutile affermare l’importanza di una diffusione capillare di sostegno a questo atto di Giustizia, come riparazione di un atto «politico» di ingiustizia.

Paolo Farinella, prete

Articoli collegati:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2014/09/09/appello-per-la-liberazione-di-leonard-peltier-da-38-anni-in-carcere-negli-usa/

http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2014/03/papa-francesco-obama-andrea-de-lotto-e.html

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...