Lettera Aperta del 22 febbraio 2016: “Di quella volta in cui Silvio Berlusconi cominciò a pensare di diventare vegetariano…”

 

Su internet impazza la notizia che Silvio Berlusconi ha deciso di diventare vegetariano “basta far soffrire gli animali – ha detto- rinuncio alla carne”.

Lo scrive Tommaso Labate sul Corriere della Sera del 22 febbraio 2016: “Scegliere di diventare vegetariani vuol dire intraprendere un cammino; questo sentiero, Berlusconi, l’avrebbe imboccato nell’ultimo periodo. Lasciando finora dietro di sé qualche traccia…”

Non so se “la traccia” menzionata da Labate sia la stessa nostra (di cui vi parlerò di seguito) oppure se  l’anziano ex presidente del Consiglio stia utilizzando la scelta vegetariana per una “rimonta” politica, considerando che in Italia  vegani e vegetariani, secondo certe statistiche,  sono arrivati alla bella percentuale del 12% (sicuramente più dei votanti di Forza Italia). Non lo so,  può anche darsi che sia sincero,  nel qual caso “mi consento” (come diceva Lui) di assumermene qualche merito. E riporto di seguito la fantastoria in cui Berlusconi venne a trovarci a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano VV.TT. (un anno prima che il Circolo si trasferisse a Treia), e rimase toccato dalla nostra buona fede e onestà.

Ma leggete voi stessi quel che  scrissi il 23 aprile del 2009:

“Un giorno che stavo io di guardia al Circolo, vedo giungere una carovana di auto blu con accompagnamento di motociclisti corazzati, ed ecco che mi si avvicina una figura conosciuta… Sì, è proprio lui, l’ho già visto sulle foto dei giornali (non alla televisione perché quella non ce l’ho), è il presidente, l’uomo più potente d’Italia (dopo il papa) il cavaliere Silvio Berlusconi in persona. Lo accolgo, come avrei fatto  con chiunque altro e gli chiedo il motivo della sua inaspettata visita, e lui: “Siccome ho tanto sentito parlare di questo Circolo vegetariano ero curioso di conoscerne la realtà e siccome so che ve la passate male ho pensato di portarvi un regalo per sistemare i vostri problemi…”. Così dicendo il cavaliere apre una valigetta mostrandomi il suo contenuto in biglietti verdi: “qui dentro ci sono 1 milione di denari per voi…”. Io non batto ciglio e penso ‘a caval donato non si guarda in bocca’ e lo ringrazio accettando il dono. Ma non posso fare a meno di scambiare alcuni convenevoli con lui e così gli chiedo: “Dopo questa donazione così generosa e sostanziosa spero che almeno le restino ancora denari sufficienti per lei..” – Oh… non si preoccupi.. – fa il cavaliere – ne ho ancora tantissimi, molti molti di più.. – Ed io di rimando: “Ma lei pensa che sarebbe felice se potesse averne altri..?” – “Che domande – mi fa il cavaliere – certamente sarei molto contento di accrescere il mio patrimonio sempre più..” Sono rimasto un po’ lì a pensarci e poi mi son detto perché deprivarlo di questo piacere? Pare che il denaro sia la cosa più interessante per lui. Ed allora senza esitazione gli restituisco la valigetta con il milione dicendogli: “In tal caso, caro presidente, si riprenda quanto ci ha offerto, lei sicuramente ne ha più bisogno di noi…”.

Ed è così che siamo rimasti poveri in canna (ma almeno liberi…) e da allora il presidente cominciò a riflettere sul nostro  messaggio etico ed oggi apprendiamo che è persino diventato vegetariano… Buon per lui.

Cari saluti e grazie per aver letto sin qui.  Vostro affezionato, Paolo D’Arpini

Lettera Aperta del 22 febbraio 2016 – Circolo Vegetariano VV.TT. Vicolo Sacchette, 15/a – Treia (Mc) – Tel 0733216293

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