Per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 la propaganda governativa sostiene che chi difende la Costituzione è un babbeo

La prima buona azione e’ non farne una cattiva. A chi ci propone di fare una cosa errata, una cosa ingiusta, una cosa malvagia, una cosa indegna, occorre saper dire di no. Al referendum del 4 dicembre votiamo No alla riforma costituzionale golpista del governo degli apprendisti stregoni.

I. La propaganda governativa sostiene che chi si oppone alla riforma costituzionale e’ un complice del sistema di potere. Dimenticando che del sistema di potere il governo e’ magna pars.
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II. La propaganda governativa sostiene che chi difende la Costituzione repubblicana porta il paese alla catastrofe. Dimenticando che questa Costituzione e’ in vigore dal 1948 e non solo non ha provocato alcuna apocalisse, ma ha garantito la civile convivenza.
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III. La propaganda governativa sostiene che chi vota No al referendum difende l’indifendibile. E l’indifendibile sarebbero dunque le istituzioni repubblicane, la Costituzione democratica, la sovranita’ popolare, il diritto di voto, la separazione e il controllo dei poteri.
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IV. La propaganda governativa sostiene che chi difende la Costituzione e’ un babbeo o un mascalzone. Lo erano anche coloro che la Costituzione hanno scritto? Lo sono anche tutti i pubblici ufficiali che alla Costituzione hanno giurato fedelta’ (compresi i signori e le signore del governo stesso)?
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V. La propaganda governativa secondo cui chi vota No e’ ipso facto un reprobo dimostra la vocazione totalitaria di chi ci governa.
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VI. La propaganda governativa sostiene che la sua riforma semplifica. Basta leggere l’articolo 70 della Costituzione (che recita: “La funzione legislativa e’ esercitata collettivamente dalle due Camere”) e il testo della riforma che a quell’articolo di nove semplici e chiare parole ne sostituisce un altro di oltre quattrocento parole che impone un grottesco guazzabuglio che moltiplica le procedure e apre la via ad infiniti contenziosi.
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VII. La propaganda governativa sostiene che l’abolizione del Senato eletto dal popolo (e quindi la negazione della piena e diretta sovranita’ popolare nell’elezione di una meta’ dell’organo legislativo) sia una gran bella trovata. Anche l’attribuzione del laticlavio al cavallo di Caligola.
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VIII. La propaganda governativa insiste nel voler fare del referendum del 4 dicembre un plebiscito sul Presidente del Consiglio e sul suo gabinetto. Bisogna davvero essere ben megalomani per ritenere la carriera politica di un giovanotto e di un pugno di suoi sodali piu’ importante della legge fondamentale dello stato dalla quale tutte le altre leggi e la stessa civile convivenza dipendono.
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IX. La propaganda governativa sostiene che maciullata per un terzo la Costituzione repubblicana in questo paese si vivra’ assai meglio. Abolendola del tutto dovrebbe essere l’Eden.
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X. “Poiche’ non sanno o non vogliono opporsi al malaffare, preferiscono abolire le buone leggi” (Eleandro di Trapezunte, Supplementi alla Storia segreta di Procopio di Cesarea).
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Innanzitutto non nuocere.
La prima buona azione e’ non farne una cattiva. A chi ci propone di fare una cosa errata, una cosa ingiusta, una cosa malvagia, una cosa indegna, occorre saper dire di no. Come Bartleby.
Al referendum del 4 dicembre votiamo No alla riforma golpista del governo degli apprendisti stregoni.
Senza odio, senza violenza, senza paura.

Peppe Sini

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