Trivelle incombenti – Renzi alla Francia: “A voi il mare pulito ed a noi il mare sporco…”

Francia furba Italia scema? 

“…e s’era capito che dietro ai pezzi di mare venduti alla Francia ci stavano nascoste le trivellazioni petrolifere….. ma dico: se siamo Europa che senso ha vendere mare alla Francia? Incuriosisce il fatto che la Francia lasci le zone di sfruttamento petrolifero all’Italia in cambio di pezzi di mare pescosi…. come dire: in tempi come questi in cui si mira ad energie alternative e con la crisi di lavoro che c’è voi vi pigliate le zone petrolifere, con tutti i rischi che ci possono essere come incidenti, inquinamento, disastri, attentati, eventuali danni da pagare….. noi ci pigliano il mare pulito ed i pesci e intanto ci occupiamo di energie alternative. Insomma loro guardano a ciò che sta arrivando e noi a ciò che sta finendo e che ci sta finendo…” (Giuseppe Finamore)

Senza contare che il renzie da per scontato di vincere il referendum del 17 aprile 2016, infatti nessun giornale di regime parla di questa consultazione che potrebbe metter fine all’idea malsana di impiantare le trivelle nei nostri mari, per un piccolissimo quantitativo di petrolio che sarebbe comunque dato in concessione alle sette sorelle. Non diamogliela vinta al rottamatore: il 17 aprile tutti ai seggi per votare contro la trivellazione dei nostri mari. Ricordatevi che al quesito referendario abrogativo,  presente sulla scheda,  bisogna rispondere “Sì”, per dire No alle trivelle. (Paolo D’Arpini)

Articolo collegato sul referendum del 17 aprile 2016: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/03/07/17-aprile-2016-referendum-contro-le-trivellazioni-a-mare-alcune-indicazioni-sul-testo-e-sul-come-votare/

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Un pensiero su “Trivelle incombenti – Renzi alla Francia: “A voi il mare pulito ed a noi il mare sporco…”

  1. COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV – EFFETTO REFERENDUM: ANCHE TRANSUNION PETROLEUM RINUNCIA A DUE ISTANZE DI RICERCA IN MARE

    Avanti, più forti di prima, verso il referendum

    «Transunion Petroleum rinuncia a due istanze di ricerca di gas e petrolio in mare, dimostrazione che la campagna contro le trivellazioni sta sortendo l’effetto sperato, anche se i comitati pro-Triv vogliono farci credere che la decisione non sia collegata al referendum del 17 aprile. Ma la vittoria è a portata di mano! Andiamo avanti, più forti di prima». Commenta così, il Coordinamento Nazionale No Triv, la decisione della società di non dar corso al procedimento autorizzativo dopo il parziale rigetto, da parte del MISE, delle istanze di ricerca di idrocarburi in mare, nello specifico nel Golfo di Taranto e nel Canale di Sicilia.

    In merito alla riperimetrazione delle zone marine interessate dalle istanze, sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse (Buig) si legge infatti:

    “La società non ha provveduto a comunicare il proprio interessamento al prosieguo del procedimento amministrativo, nei modi e nei termini indicati dalla comunicazione di “Rigetto parziale e riperimetrazione” del 29 gennaio 2016 n. 2481”.

    Qualche settimana fa, anche la Petroceltic e la Shell, che vantavano rispettivamente un permesso di ricerca al largo delle Isole Tremiti e due istanze nel Golfo di Taranto, hanno rinunciato ai nostri mari.

    «La riperimetrazione decretata nel gennaio scorso dal MISE è stata la conseguenza dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016 in cui il Governo era stato costretto, sotto la minaccia del referendum, a inserire una norma per il ripristino del divieto di nuove attività “petrolifere” nelle zone marine poste a meno di 12 miglia marine dalle linee di costa e dalla aree naturali protette», afferma Domenico Sampietro, del Coordinamento Nazionale No Triv.

    Anche la Transunion commenterà copiando la Shell? Ovvero che “la riperimetrazione non c’entra con il referendum”? Cosa avrebbe fatto cambiare idea alla società se non lo spettro di una sconfitta referendaria?

    Dietro la clamorosa decisione della Transunion ci sarebbero dunque i soliti “3-4 comitatini”, su cui il Governo ha riferito di recente al Parlamento nel corso della presentazione dell’annuale Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza.

    Ma non finisce qui. «Stiamo lavorando per portare al voto la maggioranza degli italiani -dichiara Stefano Pulcini, del Coordinamento Nazionale No Triv- e per dire forte e chiaro al Governo che il vento è cambiato. I sondaggi sono dalla nostra parte e il quorum è a portata di mano. E’ giunto il momento di stracciare la SEN e di farne una completamente nuova».

    IL 17 APRILE VOTA SÌ AL REFERENDUM PER DIRE NO ALLE TRIVELLE

    Tutti siamo chiamati a difendere il nostro mare. Hashtag #Notriv

    Roma, 8 marzo 2016

    Coordinamento Nazionale No Triv

    https://www.facebook.com/Coordinamento-Nazionale-No-Triv-1428315400765373/

    http://www.notriv.com

    info@notriv.com

    riferimenti per la stampa:

    stampanotriv@gmail.com

    Roberta Ragni

    3286473463

    Dominella Trunfio

    3286237097

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