Treia, 1 aprile 2016 – Chi dorme non piglia pesce…

L’ipotesi più credibile, che giustifichi  il ripetersi di lazzi e scherzi,  in questo giocoso giorno di primavera,  è il legame con il “Risus Paschalis”  una tradizione nordica  nella quale  (per tutto il medioevo) si compivano atti impudici (in corrispondenza del periodo pasquale) spesso legati a più antichi riti “bacchici” che sancivano l’inizio della primavera e del risveglio della natura. Infatti anche il “pesce” è un antichissimo simbolo fallico e l’idea di attaccare un pesce finto sulla schiena di amici e parenti voleva significare che essi avevano raggiunto la maturità ed erano pronti ad usarla…. (Una specie di ‘avviso ai naviganti’ per celebrare la piena disponibilità sessuale).

Negli anni questa tradizione si è trasformata in una specie di celebrazione della eccessiva semplicità  e goffagine e  chi ne era vittima dimostrava di non essere stato abbastanza accorto nell’interpretare le reali intenzioni di chi lo provocava, infatti l’appiccicare il pesce sulla schiena significava che la vittima era stata “gabbata”.  In tempi abbastanza  recenti lo scherzo da primo aprile più famoso è stato quello architettato da Orson Welles con la radiocronaca dell’arrivo dei marziani sulla Terra; ma di casi simili alla Marchese del Grillo sono piene le cronache locali delle provincie  d’Italia, dove l’uomo è ancora legato alla terra, agli animali ed alla fecondazione delle zolle.

Ed anche quest’anno si ripete la tradizionale cerimonia del 1 aprile, a fecondare le zolle di Treia ci penseranno  i partecipanti alla “Maratonina di prima mattina” una celebrazione che  è iniziata una  ventina d’anni fa.

Tutti coloro che vogliono partecipare debbono presentarsi davanti alla Porta Montegrappa di Treia, in tenuta ginnica, alle ore 3.30, poco prima dell’alba, muniti di secchiello e paletta per la raccolta del concime  di piccione che si trova abbonante lungo le mura e che poi  verrà da ognuno disperso nei campi di corsa. La luna – forse –  illuminerà l’operazione ridicola ma utile (infatti gli escrementi di piccione sul selciato fanno scivolare i passanti).

La cerimonia si conclude ad un’ora imprecisata  al Circolo Vegetariano VV.TT.  ove verranno distribuiti i cotillons (pesci d’aprile) che daranno diritto a ricchi premi di consolazione, fra cui il libro di Peter Boom “2020, il Nuovo Messia” in cui si annuncia l’imminente fine del mondo.

Paolo D’Arpini

Info.  circolo.vegetariano@libero.it – Te. 0733/216293

Nota

In una delle trascorse edizioni ebbi la sorpresa di leggere sulle pagine romane del Corriere della Sera la pubblicazione del nostro Pesce d’Aprile. Una notizia di cronaca dal duplice valore che descriveva questa iniziativa del Circolo, definendola “uno scherzo e quindi non soggetta a controlli di partecipazione”.

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